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Cosa studiare patente nautica

29 agosto 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 agosto 2017



La patente nautica è obbligatoria nei casi previsti dalla legge; per conseguirla è necessario il superamento di un esame teorico e di una prova pratica.

La patente nautica, in determinati casi, è obbligatoria per legge. Conseguirla non è uno scherzo: occorre un’adeguata preparazione, sia teorica che pratica. La guida di un veicolo d’acqua è cosa seria e va fatta con prudenza al fine di evitare danni alla propria o all’altrui persona. Vediamo quando si deve conseguire e cosa studiare per ottenere la patente nautica.

La patente nautica

Secondo la legge, la patente nautica per unità da diporto di lunghezza non superiore a ventiquattro metri è obbligatoria quando: si conduce un natante (qualsiasi costruzione galleggiante il cui scafo sia inferiore a dieci metri) con installato un motore con più di 30 Kw  o 40,8 cv di potenza; si conduce un’imbarcazione (con lunghezza massima di 24 metri; cosiddetta unità da diporto) a vela ed a motore con potenza  superiore ai 30 Kw o 40,8 cv; la navigazione si effettua oltre le sei miglia dalla costa; si conduce una moto d’acqua; il motore installato, pur non superando i 30 Kw, abbia una cilindrata superiore ai 750 cc. se 2 tempi fuoribordo, 1000 cc. se 4 tempi fuoribordo, 1300 cc. se alimentato a benzina Entrobordo, 2000 cc. se alimentato a Gasolio Entrobordo; si effettua la pratica dello sci nautico [1]. Per ottenere la patente nautica  è necessario aver compiuto i diciotto anni di età.

Le categorie

Il codice della nautica prevede tre tipologie di patente a seconda del veicolo da guidare: categoria A, categoria B e categoria C. La prima abilita al comando e alla condotta di natanti e imbarcazioni da diporto. Per natante si intende qualsiasi costruzione galleggiante il cui scafo sia inferiore a dieci metri (si pensi, ad esempio, alla moto d’acqua); per imbarcazione da diporto, invece, ogni unità con scafo di lunghezza superiore a dieci metri e inferiore a ventiquattro. La categoria B abilita al comando delle navi da diporto (cioè alle unità con scafo di lunghezza superiore a ventiquattro metri), mentre la categoria C abilita alla direzione nautica di natanti e imbarcazioni da diporto: per direzione nautica si intendono tutte quelle operazioni decisionali proprie del comando di un’unità, che non comprendono necessariamente un intervento manuale. Inoltre, si differenziano ulteriori tre tipologie in base alla distanza di navigazione dalla costa:  patente nautica entro dodici miglia dalla costa;  patente nautica senza limiti di navigazione; patente nautica per navi da diporto.

Le prove d’esame per conseguire la patente nautica

È un decreto del Ministro dei trasporti e delle infrastrutture a stabilire le prove d’esame per la patente nautica [2]. Secondo questo provvedimento, l’esame per il conseguimento delle patenti nautiche è  pubblico  e consiste sempre in una prova teorica e in una prova  pratica, a prescindere dal tipo di patente (categoria A, B o C) da conseguire. Chi non riesce a superare  una  delle  due  prove  può ripetere la prova non superata una sola volta nell’ambito della medesima istanza di ammissione agli  esami,  a  condizione  che  siano  decorsi  almeno  trenta  giorni dal precedente esame non superato, senza obbligo di corrispondere ulteriori tributi.

Per il conseguimento della patente nautica di categorie A e C, la prova teorica (consistente in quiz a risposta multipla e in una prova di carteggio nautico, variabili a seconda del tipo di patente) prevede le seguenti materie: teoria della nave (limitatamente alle strutture principali dello scafo, all’elica e al timone) e teoria della vela, per la sola navigazione a vela; funzionamento dei sistemi di propulsione a motore endotermico; principali norme sulla sicurezza della navigazione; manovre: ormeggio, disormeggio, ancoraggio; colreg e segnalamento marittimo; elementi di meteorologia; navigazione, coordinate geografiche e carte nautiche; normativa diportistica e ambientale. La prova pratica consiste nel condurre l’imbarcazione in mare, ovvero in laghi o in specchi d’acqua navigabili, adeguati allo svolgimento in sicurezza delle manovre previste dai programmi di esame.

Per la patente di categoria B, la prova teorica è costituita da una prova scritta di nautica comprensiva  della risoluzione pratica di un problema di cinematica  navale anticollisione. L’elaborato deve essere consegnato dal candidato entro novanta minuti dall’inizio della prova. La prova si conclude con un’interrogazione orale. Le materie oggetto della prova scritta sono: principio di Archimede applicato alla nave; stabilità e compartimentazione; nomenclatura generale delle navi a propulsione meccanica e a vela; apparati di propulsione della nave; corpi celesti e costellazioni; magnetismo; coordinate geografiche; carte nautiche; navigazione lossodromica e ortodromica; elementi di meteorologia; leggi e regolamenti che disciplinano la navigazione da diporto. La prova pratica per il conseguimento della patente nautica di  categoria B è svolta su una nave da diporto o su un’unità da traffico di lunghezza non inferiore a 24 metri.

Per un elenco più dettagliato delle prove e delle materie d’esame, si rinvia alla lettura degli allegati al decreto ministeriale del 4 ottobre 2013.

note

[1] Art. 39 d. lgs. n. 171/2005 del 18.07.2005 (Codice della nautica da diporto).
[2] D.M. 4 ottobre 2013.

Autore immagine: Pixabay

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