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Lo sai che? Ape volontaria per raggiungere la pensione anticipata

Lo sai che? Pubblicato il 28 agosto 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 28 agosto 2017

È possibile chiedere l’Ape volontaria sino al raggiungimento dei requisiti per la pensione anticipata?

Tra un anno posso raggiungere la pensione anticipata e tra due anni quella di vecchiaia: perché non posso calcolare l’Ape volontaria sino alla data in cui raggiungerò la pensione anticipata?

L’Ape volontaria può essere calcolata soltanto sui mesi mancati alla sola maturazione del requisito d’età della pensione di vecchiaia, e non sui mesi mancanti alla maturazione dei requisiti della pensione anticipata, perché quest’indennità non comporta l’accredito di nuovi contributi.

L’anticipo pensionistico, difatti, non costituisce un reddito imponibile ai fini previdenziali, quindi sulla sua base non è dovuto alcun contributo a favore del lavoratore richiedente, ma comporta soltanto l’accredito di un’indennità mensile, erogata grazie a un prestito bancario: proprio per questo, l’Inps, prima di certificare il possesso dei requisiti per l’accesso all’Ape volontaria, deve accertarsi che a favore del lavoratore risultino già accreditati almeno 20 anni di contributi. In parole semplici, l’Inps, considerando che a favore del lavoratore non saranno versati nuovi contributi, deve verificare che sia già perfezionato il requisito contributivo necessario per ottenere la pensione di vecchiaia prima della concessione del prestito.

Ape volontaria e pensione anticipata

Nel caso della pensione anticipata, invece, giocoforza il requisito contributivo non può essere già perfezionato al momento della domanda di Ape volontaria, perché se così fosse l’interessato avrebbe già diritto alla pensione.

L’unico requisito richiesto per raggiungere la pensione anticipata, difatti, è quello di contribuzione, pari attualmente a 42 anni e 10 mesi per gli uomini ed a 41 anni e 10 mesi per le donne; non deve essere rispettato, invece, alcun requisito di età.

Facciamo un esempio concreto per capire meglio, basandoci proprio sul caso del lettore:

  • il lettore possiede già 20 anni di contributi: chiedendo l’Ape volontaria, riceverebbe un’indennità mensile per 2 anni, sino alla data di maturazione del requisito di età per la pensione di vecchiaia (ipotizzando che il requisito pari a 66 anni e 7 mesi di età resti invariato e non aumenti, come possibile, al 1° gennaio 2019); terminata la fruizione dell’Ape, il lettore avrebbe dunque perfezionato entrambi i requisiti per la pensione di vecchiaia, quello di età e quello contributivo, già posseduto al momento della domanda di anticipo pensionistico;
  • il lettore, invece, non può chiedere l’Ape per ottenere la pensione anticipata, non tanto perché la normativa non lo consente espressamente, ma soprattutto in quanto non maturerebbe alcuna pensione terminata la fruizione dell’Ape: durante il periodo in cui si percepisce l’anticipo pensionistico, come già detto, non sono accreditati contributi nuovi, quindi il lettore non potrebbe mai arrivare a maturare il requisito di 42 anni e 10 mesi richiesto per la pensione anticipata, perché i contributi resterebbero fermi a quelli posseduti alla data della domanda di Ape.

Nessuno, è vero, potrebbe impedire al lavoratore di versare i contributi volontari durante il periodi di godimento dell’Ape, ma questa sarebbe un’operazione antieconomica, considerati i costi elevati della contribuzione volontaria, che sarebbe interamente a suo carico (il costo sarebbe pari al 33% degli ultimi 12 mesi di stipendio). In alternativa, il lettore potrebbe continuare a lavorare percependo l’Ape volontaria (logicamente l’operazione non avrebbe molto senso, se lo scopo è l’uscita dal lavoro: avrebbe senso nel caso in cui si opti per un part time, come integrazione del reddito).

Interruzione dell’Ape volontaria per raggiungimento dei requisiti della pensione anticipata

Lo  schema di decreto attuativo sull’Ape volontaria [1], ad ogni modo, prevede espressamente l’interruzione dell’Ape nel caso in cui si raggiungano i requisiti della pensione anticipata (o di un’atra pensione diretta) prima del termine dell’erogazione dell’anticipo pensionistico, in conformità a quanto disposto dalla Legge di bilancio 2017: tale norma [2], difatti, prevede l’incompatibilità dell’Ape volontaria con qualsiasi trattamento diretto (come, appunto, la pensione anticipata).

Nel dettaglio, per quanto riguarda il caso dell’interruzione dell’erogazione dell’Ape a seguito della liquidazione di trattamenti pensionistici diretti prima del perfezionamento del diritto alla pensione di vecchiaia, sono state evidenziate dal Consiglio di Stato delle criticità.

La prima criticità è relativa alla necessità di ricalcolare il nuovo piano di ammortamento del prestito e l’importo della nuova rata di ammortamento: si dovrebbe infatti recuperare la parte di premio assicurativo non goduta e la quota parte della commissione per l’accesso al fondo, trattandosi di somme che vengono finanziate, entrambe, dalla banca e calcolate da subito nel piano di ammortamento per l’intera durata del contratto.

La norma pone, correttamente, il principio del recupero per entrambe le voci, ma mentre rinvia a un accordo quadro che deve essere ancora concluso, per le modalità e i termini del rimborso della parte di premio assicurativo non goduta, nulla dice in relazione al recupero dal fondo di garanzia della quota parte della commissione per l’accesso al fondo.

Questo fatto comporta, oltre ad una disparità di trattamento tra crediti da recuperare, anche un difetto di coordinamento con la diversa fattispecie dell’estinzione anticipata del finanziamento (cioè del caso in cui il pensionato decida di estinguere prima il prestito per non subire addebiti nella pensione), fattispecie per la quale sono indicate le modalità di recupero dal fondo di garanzia.

Il Consiglio di Stato ha dunque suggerito di introdurre nel decreto non solo una più puntuale regolamentazione della casistica di estinzione anticipata dell’Ape volontaria, ma anche la previsione di un rimborso automatico delle spettanze.

Che cosa devono fare i beneficiari dell’Ape che ottengono la pensione anticipata

In conclusione, riassumendo quanto esposto:

  • nel caso in cui l’interessato non versi più contributi, dalla data di domanda dell’Ape, non potrebbe mai ottenere la pensione anticipata ma dovrebbe per forza attendere la data della pensione di vecchiaia;
  • nel caso in cui, invece, l’interessato continui a versare i contributi (con le elevate spese che questo però comporterebbe) o continui a lavorare (con contribuzione, quindi, versata dal datore di lavoro), l’Ape cesserebbe alla data di maturazione della pensione anticipata e verrebbe ricalcolato il prestito da restituire, dunque subirebbe delle penalizzazioni più basse.

note

[1] Art.3, Co.4, Schema di D.lgs sull’Ape volontario.

[2] L.332/2016.


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2 Commenti

  1. Già è un furto, ora i tempi si allungano, dovrei andare in pensione il 01.10.2018……. vorrei usufruire dell’APE volontaria per poter andare via dal lavoro dal 01.01.2018…..mi sà che, con la lentezza del governo, con la burocrazia mastodontica, arriverò prima al 1° ottobre 2018

    1. STANNO ASPETTANDO CHE AUMENTINO GLI INTERESSI E LA ASPETTATIVA DI VITA PER FARE BENE ALLE LORO CARE BANCHE

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