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Cessione del quinto: cos’è e come funziona

29 agosto 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 agosto 2017



Con la cessione del quinto dello stipendio o pensione si consente alla banca o intermediario di trattenere tale somma a pagamento di un debito: come funziona?

In tempi di crisi, molti professionisti e consumatori possono avere necessità di ricorrere ad un prestito per far fronte alle proprie esigenze economiche, sia quotidiane che in situazioni di difficoltà sopraggiunta, nelle quali occorra necessariamente gestire anche a livello economico un imprevisto di natura personale, come potrebbe capitare nei casi di impreviste ed ingenti spese sanitarie. Una volta chiesto un prestito, se si ottiene, possono essere stabilite particolari modalità di pagamento, a tutela sia del consumatore che dell’ente erogatore il finanziamento. Una tipologia particolare di pagamento del debito assunto è quella nota con l’abbreviazione cessione del quinto, dove il «quinto» indica la quinta parte dello stipendio o della pensione del debitore, calcolata su base mensile.

Chi può richiedere la cessione del quinto? Quale soggetto eroga i finanziamenti e a quali condizioni può ottenersi questo finanziamento?

Cessione del quinto: cos’è e come funziona

La cessione del quinto è in pratica un prestito personale al consumo, di importo variabile, che viene erogato a particolari tipologie di lavoratori ed ai pensionati, al fine di avere una immediata liquidità a disposizione. Può essere a breve o a medio termine, e non è necessariamente finalizzato ad un acquisto particolare, potendosi richiedere per le motivazioni più disparate e soggettive.

A differenza di un finanziamento concesso secondo i canoni e le modalità tradizionali, nel caso di cessione del quinto le rate del prestito, invece di venir corrisposte personalmente dal debitore secondo le specifiche modalità concordate nel contratto di prestito, verranno rimborsate in concreto dal datore di lavoro, con la cessione di una somma che non può superare il quinto dello stipendio mensile del debitore, o della pensione percepita da chi ha richiesto il prestito. Per essere più precisi, a prescindere dal nome con cui è generalmente noto questo finanziamento, la rata trattenuta non deve superare il 20% del percepito netto.

Cessione del quinto: chi lo può richiedere e a quali enti

Qualunque lavoratore può richiedere questo tipo di finanziamento? La risposta è no, occorrono particolari requisiti di ammissibilità, non solo in capo al richiedente ma anche in relazione al datore di lavoro.

Possono dunque fare richiesta di finanziamento soltanto particolari categorie di lavoratori e consumatori, in quanto il contratto di cessione del quinto può essere concesso unicamente a lavoratori dipendenti (pubblici o privati) con contratto di lavoro a tempo indeterminato, ed ai pensionati, ed inoltre sono previsti requisiti di ammissibilità anche per le aziende – datori di lavoro – amministrazioni pubbliche (tra cui, ad esempio, un determinato numero minimo di dipendenti o un capitale sociale minimo). Tutti i requisiti vengono vagliati in sede di delibera della richiesta.

La soglia di età richiesta ai richiedenti va dai 18 anni all’età massima di 85 anni (alla scadenza del prestito).

Questa tipologia di finanziamento presenta inoltre alcune particolarità. Non si pretende in genere che il richiedente fornisca garanzie reali, immobiliari o patrimoniali, non occorrendo giustificativi di spesa. Tuttavia, per la durata complessiva del finanziamento concesso, non è possibile domandare anticipi sul trattamento di fine rapporto maturato.

Il ruolo del datore di lavoro inoltre non è secondario, dal momento che non solo l’azienda deve soddisfare tali requisiti, ma deve al contempo essere d’accordo circa l’intera operazione di finanziamento, in quanto il suo assenso è indispensabile per procedere poi, in concreto, al versamento delle somme trattenute mensilmente al lavoratore, nella percentuale stabilità dal contratto di finanziamento, che vanno corrisposte puntualmente all’ente erogatore.

La cessione del quinto può essere richiesta anche da chi ha in corso altre tipologie di prestito o chi ha avuto precedenti problemi di solvibilità bancaria, a conferma del particolare favore con cui gli enti erogatori guardano a questa tipologia di credito al consumo.

Cessione del quinto: costi e vantaggi

È evidente come questa richiesta di finanziamento presenti dei vantaggi non solo per chi faccia domanda ma anche per l’ente erogatore. Essendo un’operazione di credito che può ritenersi garantita – in quanto si basa su un’entrata fissa corrisposta mensilmente, in maniera automatica, a seguito del vaglio dei requisiti di ammissibilità sia del debitore che del datore di lavoro – gli istituti bancari e gli intermediari finanziari abilitati [1] risultano maggiormente propensi ad accordare questi prestiti.

Per quanto riguarda il lavoratore o il pensionato, inoltre, c’è da considerare che l’ammontare del prestito è altresì connesso alla retribuzione ed all’anzianità lavorativa, per cui è possibile fare domanda anche per cifre consistenti.

La cessione del quinto non è ad ogni modo senza spese, in quanto non si limita alla semplice trattenuta sullo stipendio o pensione della cifra stabilita fino al saldo del debito contratto. Al momento della sottoscrizione del finanziamento, dunque, occorrerà prestare particolare attenzione a verificare le singole voci di spesa previste dal contratto. Anche valutare le condizioni contrattuali di differenti enti erogatori può aiutare a vagliare la soluzione economica maggiormente conveniente. Peraltro, ricordiamo come molti istituti bancari forniscono preventivi ai richiedenti, per cui è opportuno fare le dovute valutazioni in base alle proprie necessità. Fra le spese da considerare, ci sono quelle relative al tasso di interesse applicato (tasso annuo nominale) e le eventuali commissioni bancarie. Sono inoltre presenti spese di istruttoria, derivanti dai costi inerenti la valutazione e la gestione della richiesta di finanziamento, e le spese assicurative. In relazione a quest’ultima voce di spesa, sono inoltre da considerare i costi per la sottoscrizione obbligatoria di un’assicurazione rischio vita e/o rischio impiego, a tutela e garanzia del versamento di quanto dovuto nelle ipotesi di mancato pagamento.

note

[1] I soggetti abilitati alla cessione del quinto dello stipendio o della pensione sono individuati dal testo unico bancario, D.Lgs. n. 385/1993 dell’ 1.09.1993, e sono istituti bancari, intermediari finanziari e mediatori creditizi, agenti e società d’intermediazione finanziaria.

Autore immagine: Pixabay.

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