Diritto e Fisco | Articoli

Conciliarsi o continuare la causa: cosa conviene?

16 Settembre 2017


Conciliarsi o continuare la causa: cosa conviene?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 Settembre 2017



Eredità contesa: il giudice ha intimato la riconciliazione o la nomina di un perito per valutare tutte le donazioni. Cosa mi conviene fare?

Perché si possa effettuare la scelta più saggia è necessario confrontare tra loro gli eventuali benefici, i costi e i tempi di ciascuna delle due opzioni. Per svolgere in maniera corretta una valutazione del genere è opportuno tenere ben presenti alcuni concetti fondamentali di seguito rappresentati.

Chiudere la causa significa che il lettore, nel giudizio civile ora pendente, accettando l’accordo, concilia sottoscrivendo i patti dettati dal cognato che ha dato vita alla vicenda nel verbale d’udienza dinanzi al giudice. In questo modo si conclude il procedimento e il predetto processo verbale costituisce il titolo esecutivo che stabilisce e risolve una volta per tutte qualsiasi questione relativa alla divisione ereditaria. Nel caso di una simile scelta è evidente il consistente contenimento dei costi. Infatti, non si dovrebbero più affrontare né le spese legali né tantomeno quelle per il pagamento degli onorari dei consulenti tecnici. Spese che è notorio essere consistenti in quanto quantificabili nell’ordine delle migliaia di euro, seppur dilazionate nel corso di tutta la durata della causa. Ed ecco appunto un altro vantaggio di una eventuale risoluzione bonaria della controversia: il tempo, essendo immediata la definizione di tutte le questioni tra tutti gli aventi causa nella divisione ereditaria in questione. Infine, gli eventuali benefici derivanti da un accordo consistono nella possibilità che si avrebbe di utilizzare fin da subito proprio i beni, seppur esigui, che deriverebbero dalla divisione ereditaria definita in via transattiva.

Un altro evidente beneficio, seppur di difficilissima quantificazione in senso stretto, consiste nell’indubbio aumento della serenità quotidiana e quindi nella conseguente diminuzione dei livelli di stress, notorio fattore che nel tempo incide molto in maniera negativa sulle condizioni di salute di ciascuno. Alla luce di tutto quanto fin qui analizzato, appaiono di conseguenza abbastanza evidenti le residuali motivazioni che potrebbero invece determinare il lettore a optare per far intervenire il perito del giudice;  ciò significa proseguire nell’istruttoria del giudizio civile in corso, dapprima con il conferimento di uno o più incarichi ad uno o più consulenti tecnici continuando poi con l’escussione dei testimoni per concludere con gli eventuali interrogatori delle parti e infine attendere la decisione del Giudice.

Ebbene, una simile scelta è altrettanto valida se:

  • il lettore non ha alcun problema economico e quindi nessuna difficoltà ad affrontare tutte le necessarie spese di cui si è detto in precedenza (a tal proposito si tenga inoltre presente che nel giudizio civile la parte soccombente, cioè quella che perde, viene condannata anche a rifondere alla controparte le spese da quest’ultima sostenute nel corso della causa);
  • per il lettore non è determinante “quando” interverrà la decisione del giudice (si consideri che in media per definire un giudizio civile con una sentenza di primo grado sono necessari circa tre anni cui se ne aggiungono altri quattro per definire l’eventuale grado di appello e almeno altri due per quello in Cassazione);
  • per il lettore non è molto importante l’esito del giudizio non avendo necessità dei relativi beni;
  • il lettore è pertanto “indifferente” al susseguirsi delle singole varie vicende processuali e, quindi, tale da mantenere una sufficiente serenità quotidiana per tutta la durata del giudizio.

Qualora nel corso del giudizio civile ci fosse il fondato motivo di ritenere configurato un eventuale delitto di falsa testimonianza, sarebbe possibile la trasmissione degli atti processuali alla competente Procura della Repubblica per le relative determinazioni all’esito delle quali si potrebbe tornare di nuovo in giudizio dinanzi al Giudice civile. A tal proposito si consideri che per definire un simile eventuale procedimento penale potrebbero essere necessari anche sette anni.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Alessandro Marescotti


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI