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Lo sai che? Posso revocare da solo l’amministratore di condominio?

Lo sai che? Pubblicato il 10 ottobre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 10 ottobre 2017

Si può revocare l’amministratore di condominio anche senza il consenso dell’assemblea: caratteristiche, modalità e costi del ricorso al Tribunale.

I rapporti condominiali, mai facili e senza intoppi, sono frequentemente caratterizzati da un’intensa conflittualità tra i condomini e l’amministratore. Non è raro, neanche, riscontrare il singolo o i singoli proprietari messi in minoranza da una maggioranza assembleare compiacente e da un amministratore “poco corretto”. Ed allora cosa fare? Se normalmente è l’assemblea, secondo le maggioranze di legge, a nominare, confermare o revocare l’amministratore di condominio, il singolo non ha alcuna speranza di revocargli l’incarico? La possibilità, invece, c’è: vediamo insieme come e perché.

La responsabilità dell’amministratore di condominio

L’amministratore di condominio è tenuto a compiere, nell’interesse e per conto del condominio, gestito e rappresentato, molteplici attività essenziali, in mancanza delle quali è inevitabilmente responsabile. In particolare la legge parla di “gravi irregolarità” in presenza delle quali, l’amministratore può persino essere revocato dall’autorità giudiziaria, su ricorso anche di un solo condomino, e quindi indipendentemente dalla volontà della maggioranza dei condomini [1].

Ad esempio, egli è vincolato a convocare l’assemblea per rendere e far approvare il rendiconto consuntivo, è obbligato ad aprire ed utilizzare il conto corrente condominiale per la gestione degli incassi e dei pagamenti condominiali, è tenuto ad acquisire e conservare l’anagrafe condominiale.

Queste, insieme ad altre ipotesi elencate nel codice civile, sono le gravi irregolarità in presenza delle quali, l’amministratore può essere revocato dal Tribunale ordinario. Si tratta di un elenco non tassativo, essendo facoltà del giudice valutare, come gravi, altre condotte inadempienti commesse dall’amministratore, e ritenute idonee a giustificarne la revoca.

Come revoco da solo l’amministratore di condominio?

Indipendentemente dalla volontà dell’assemblea e degli altri condomini e, quindi, anche se siete in totale minoranza, se l’amministratore si è reso responsabile di una delle gravi irregolarità elencate dalla legge o di un comportamento altrettanto rilevante, potete revocargli l’incarico rivolgendovi al Tribunale competente nel vostro territorio.

Per prima cosa affidatevi ad un legale di fiducia: questi valuterà la situazione, la gravità delle condotte commesse dall’amministratore e, quindi, la sussistenza dei presupposti per revocargli l’incarico. Ricevuto l’incarico, sarà preparato e depositato in Tribunale un atto, tecnicamente definito ricorso, che introdurrà il procedimento. Tale documento sarà presentato unitamente alla documentazione necessaria a dimostrare l’inadempimento dell’amministratore, le sue responsabilità e l’esistenza dei presupposti per la revoca giudiziale.

Il Tribunale, ricevuto il ricorso, provvederà a nominare il giudice investito del procedimento. Questi, in un termine che varia a seconda della congestione dell’ufficio e del giudice nominato, emanerà un decreto di comparizione delle parti, che sarà cura della parte ricorrente comunicare alla controparte/amministratore. In termini pratici verrà fissata un’udienza davanti al giudice, in cui il condomino ricorrente e l’amministratore citato spiegheranno le proprie ragioni:

– il primo farà valere i presupposti per la revoca dell’incarico;

– il secondo cercherà di giustificare le contestazioni avanzate, respingendo e negando ogni responsabilità.

Ovviamente le parti saranno rappresentate dai rispettivi avvocati, debitamente presenti all’udienza.

Al termine di quest’ultima, il giudice provvederà, nei giorni successivi, ad emanare e comunicare la propria decisione (si tratta, pertanto di un procedimento che inizia e si conclude in breve tempo: due o tre mesi al massimo). Il provvedimento del Tribunale potrà essere impugnato davanti alla Corte di Appello territorialmente competente entro 10 giorni dalla comunicazione.

Quanto costa la revoca giudiziale dell’amministratore di condominio?

Per ottenere la revoca giudiziale dell’amministratore di condominio è necessario pagare:

  • Il contributo unificato pari a euro 98,00;
  • la marca da bollo pari a euro 27,00;
  • l’onorario dell’avvocato incaricato, oltre alle spese generali affrontate dal medesimo.

Sappiate che il legale è obbligato a farvi un preventivo scritto sull’attività che dovrà compiere (esame della pratica e della documentazione a supporto, preparazione del ricorso, deposito dello stesso e notifica del decreto di comparizione delle parti, discussione della causa, eventuali note difensive scritte). In tal modo non avrete sorprese sui costi e i benefici della vostra iniziativa.

note

[1] Artt. 1129 – 1130 cod. civ.


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