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Cyberbullismo: come difendersi

6 ottobre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 ottobre 2017



I casi di cyberbullismo in danno di minori sono in aumento: esiste una legge che prevede alcune tutele, vediamo quali sono.

Nell’era in cui impera internet e nella quale tutti vivono connessi alla rete, sono in aumento i casi di cyberbullismo, cioè di condotte compiute proprio sui siti internet o sui social network che sono in grado di mettere in pericolo gli interessi ed i diritti di persone minorenni.

Il cyberbullismo è quindi un problema sociale e giuridico in espansione: per questo è stata di recente approvata una legge che permette alle vittime del cyberbullismo di godere di alcune tutele [1].

Vediamo in sintesi cosa prevede la legge sul cyberbullismo.

Cos’è il cyberbullismo

Quando si parla di cyberbullismo ci si riferisce ad una serie di comportamenti tenuti per via telematica in danno di persone minori o di loro familiari: i comportamenti considerabili cyberbullismo devono avere il fine di isolare una persona minorenne dal suo contesto personale e sociale, realizzando in loro danno seri abusi o gravi pregiudizi. Le condotte classificabili come atti di cyberbullismo possono realizzare il fine di isolare la persona minorenne denigrandola sul web o sui social network, oppure aggredendola, molestandola, disturbandola e diffamandola nei luoghi telematici che il minore frequenta abitualmente, oppure le condotte classificabili come cyberbullismo possono consistere in una acquisizione illecita di dati personali, in una loro illecita manomissione o in un loro illecito utilizzo, fino a realizzare anche casi di furto di identità con conseguente malevolo utilizzo dell’identità rubata.

Il luogo in cui si può commettere un atto di cyberbullismo è dunque il web e, in generale, il mondo telematico nel quale abbondano le presenze di persone giovani o molto giovani, comunque minori di età.

Cyberbullismo: quali tutele prevede la legge

La legge prevede alcune tutele per i fatti considerabili cyberbullismo: innanzitutto, il minore che abbia compiuto quattordici anni e sia vittima di atti di cyberbullismo o in ogni caso chi esercita su di lui la potestà, può inoltrare alla persona che è titolare del trattamento dei dati personali nel luogo telematico in cui sono avvenuti i fatti o al gestore del sito internet che ha ospitato condotte cyberbullistiche una istanza per la cancellazione o l’eliminazione o l’oscuramento dei dati personali del minore indebitamente usati. Il gestore del sito o del social network, oppure il titolare del trattamento dei dati personali, deve comunicare entro 24 ore di aver preso in carico la richiesta ed entro 48 ore deve provvedere alla rimozione, al blocco od alla cancellazione dei dati del minore usati dal cyberbullo. Se il gestore del sito o del social network o il titolare del trattamento dei dati personali non provvede entro 48 ore, il minore o chi esercita su di lui la potestà può chiedere l’intervento del Garante per la protezione dei dati personali il quale, entro 48 ore dalla richiesta della persona lesa, provvede utilizzando i propri poteri.

L’intervento del Garante contro atti di cyberbullismo può essere chiesto compilando ed inoltrando il modulo presente sul sito web del garante medesimo: il modulo anti cyberbullismo deve essere compilato in ogni sua parte ed inviato poi tramite posta elettronica all’indirizzo cyberbullismo@gpdp.it.

Cyberbullismo e tutela  penale

Ovviamente, la disciplina che abbiamo ora esposto considera solo gli aspetti prettamente civili ed amministrativi delle condotte di cyberbullismo: è sempre possibile, quando la condotta di cyberbullismo è molto grave, presentare denuncia o querela all’autorità giudiziaria e chiedere l’accertamento dei reati commessi in danno dei minori vittime di cyber bulli.

In questi casi, quindi, la tutela prevista dalla legge sul cyberbullismo si somma alla tutela che deriva  dalla legge penale, e consente di determinare – da un lato – l’eliminazione da internet dei dati o degli aspetti della vita dei minori illegittimamente usati dal cyber bullo, e – dall’altro – di arrivare alle sanzioni penali previste per le condotte particolarmente aggressive del cyber bullo che integrano fattispecie di reato.

note

[1] Legge n. 71/2017 del 29.05.2017.

Autore immagine: Pixabay

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