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Editoriali Agenzia Entrate: termini per il controllo della dichiarazione redditi

Editoriali Pubblicato il 29 agosto 2017

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> Editoriali Pubblicato il 29 agosto 2017

Nuovi termini di decadenza per l’accertamento fiscale sulla dichiarazione redditi e in caso di omessa presentazione.

L’evasione fiscale non è un reato. O meglio: non lo è nei casi meno gravi, quando le somme sottratte allo Stato sono minime (leggi L’evasione fiscale è un reato?). In queste ipotesi, si ha a che fare con semplici illeciti amministrativi che fanno scattare, oltre all’obbligo di versare le imposte evase, anche le sanzioni. Chi si sottrae a tale dovere riceve la cartella di pagamento e il conseguente pignoramento. Ma, a prescindere dall’esistenza del reato o meno, affinché l’Agenzia delle Entrate possa eseguire i controlli sulle dichiarazioni dei redditi deve rispettare dei termini: termini posti a pena di decadenza. Detto in parole povere, se la dichiarazione dei redditi non viene messa “al setaccio” entro un tempo prefissato dalla legge, il contribuente è salvo e non sarà soggetto ad alcun tipo di sanzione (penale o amministrativo).

Come abbiamo già detto nell’articolo Entro quanto tempo il controllo della dichiarazione dei redditi? i termini per il controllo della dichiarazione dei redditi sono mutati. Le novità partono dalle dichiarazioni dei redditi 2017. Due gli interventi che riguardano tutti i cittadini:

  • si allungano i tempi di accertamento per Iva a e imposte sui redditi da 4 a 5 anni, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione (quindi entro il 31 dicembre 2022 per i redditi del 2016, da dichiarare nel 2017);
  • in caso di dichiarazione omessa o nulla si passa a 7 anni.

In presenza di reati, inoltre, con le dichiarazioni che verranno presentate nei prossimi mesi, si applicheranno i nuovi e più lunghi termini di prescrizione penali.

Le nuove regole sui controlli della dichiarazione dei redditi

Le nuove regole [1] riguardano i termini di accertamento sia ai fini Iva, sia ai fini delle imposte sui redditi/Irap. Esse si applicano a decorrere dal periodo di imposta 2016, con riferimento cioè alle dichiarazioni presentate nel 2017. In particolare:

  • viene eliminata la possibilità di raddoppiare gli ordinari termini di accertamento in presenza di violazioni per le quali è stata presentata la denuncia penale per uno dei reati tributari [2];
  • si dispone un ampliamento dei termini ordinari di rettifica delle dichiarazioni dei redditi/Irap e dell’Iva.

Per effetto di tali modifiche, con riferimento agli avvisi relativi ai periodi d’imposta dal 2016 in avanti i nuovi termini di accertamento sono stati fissati:

  • entro il 31 dicembre del quinto anno successivo (in luogo del quarto anno);
  • entro il 31 dicembre del settimo anno successivo in caso di dichiarazione omessa o nulla (in luogo del quinto anno).

È possibile il raddoppio dei termini solo in presenza di un reato di evasione e a condizione che la denuncia sia stata presentata entro i termini ordinari di accertamento (31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, ovvero quinto anno in caso di omessa presentazione).

note

[1] Legge di stabilità 2016 (articolo 1 commi 130 e 131 della legge n. 208/2015).

[2] Dlgs 74/2000


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