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Attestato di rischio: cos’è e come funziona?

29 Agosto 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 Agosto 2017



L’attestato di rischio è un documento fondamentale per la stipula di un contratto di assicurazione auto. Vediamo, in concreto, cos’è e come funziona

Molti guidatori avranno sicuramente sentito parlare dell’attestato di rischio. Si tratta, infatti, di un documento molto importante e fondamentale per la stipula di un contratto di assicurazione auto o moto. Tuttavia, non tutti sanno cos’è e a cosa serve detto attestato. Di tanto parleremo nel presente articolo.

Attestato di rischio: cos’è?

Quando si parla di attestato di rischio si intende – sinteticamente – quel documento che narra le vicende assicurative di un determinato conducente. L’attestato di rischio può essere definito, infatti, come un certificato compilato per dimostrare il trascorso assicurativo del guidatore e, quindi, il numero di incidenti causati negli ultimi cinque anni e la classe di merito di appartenenza. Si tratta, dunque, di un documento in costante aggiornamento ed essenziale per la stipula di una nuova assicurazione auto o assicurazione moto.

A seguito di un recente intervento [1] ne è stato previsto il rilascio – in formato elettronico – da parte della compagnia con cui l’automobilista ha in corso il rapporto assicurativo. Alcune compagnie, poi, consentono al cliente di scaricare il documento in formato elettronico direttamente dal sito internet della stessa agenzia.

È importante ottenere l’attestato di rischio quando, in procinto di cambiare assicurazione, l’utente intende rivolgersi ad altre compagnie per dei preventivi. L’attestato di rischio, infatti, insieme al libretto di circolazione, è il primo documento che viene richiesto per poter preparare un preventivo. Questo documento è molto importante perché, come detto, in esso sono riportate una serie di dati, indicazioni e circostanze, utili a ricostruire la storia assicurativa dell’utente.

Attestato di rischio: come funziona e quali indicazioni contiene?

Innanzitutto, è da dire che con l’attestato di rischio elettronico, si è voluto ridurre il numero di truffe perpetrate ai danni delle assicurazioni al momento della conclusione del contratto. Ed infatti, una pratica purtroppo assai diffusa era quella di presentarsi alla nuova assicurazione con un attestato di rischio falso o contraffatto. Le alterazioni, riguardanti soprattutto la classe di merito, consentivano di ottenere forti sconti o riduzioni di prezzo, ma ciò in evidente danno della compagnia. Ora, come detto, l’attestato di rischio è stato dematerializzato, esiste cioè solo in formato elettronico. Ciò vuol dire che non viene più spedito un originale cartaceo dalle compagnie di assicurazione ai propri clienti, ma generalmente viene messo a disposizione, almeno 30 giorni prima della scadenza sul sito della compagnia stessa.

L’attestato ha una validità quinquennale e contiene informazioni relative alla classe di merito, alla presenza/assenza di incidenti, alla denominazione dell’assicuratore e al nome del contraente.  Inoltre, per il fatto che non è più cartaceo, l’attestato è ora a disposizione di tutti gli “aventi diritto” a richiederlo e quindi non più solo a disposizione del contraente della polizza. Ad esempio, se il proprietario del veicolo è una persona diversa rispetto al contraente della polizza, entrambi avranno diritto a richiedere l’attestato di rischio.

Si segnala, inoltre, che è stato rimosso anche l’obbligo di inviare l’attestato di rischio in originale alla nuova compagnia. Infatti, tramite un sistema informatizzato e una banca dati generale (gestita dall’Ania sotto il controllo dell’Ivass – autorità di vigilanza sulle assicurazioni) le compagnie di assicurazione hanno l’obbligo di pubblicare sui propri siti web l’attestato di rischio in modo da consentirne a tutte le compagnie l’acquisizione diretta. Quindi nel caso in cui si decida di cambiare assicurazione, non si dovrà più inviare l’attestato di rischio in originale alla nuova compagnia. E’, comunque, pur sempre possibile richiedere una copia cartacea.


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