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Lo sai che? Quali sono gli orari di silenzio nei condomini?

Lo sai che? Pubblicato il 6 ottobre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 6 ottobre 2017

 Le legge non ci dice quando è possibile fare rumore e quando no. Ma allora come comportarsi? Regola n. 1: rispetto e buona educazione, al resto ci pensa il giudice.

Uno dei motivi principali delle liti tra condomini sono sicuramente i rumori molesti. Le cause nei tribunali per questioni del genere abbondano e si può arrivare addirittura a delle vere e proprie condanne penali per disturbo del riposo o delle occupazioni delle persone [1]. E se, in alcuni casi, si riesce a trovare un compromesso con i vicini, in altri, dopo essere arrivati all’esasperazione, ricorrere al giudice sembra davvero essere l’unica soluzione. Ma quali sono gli orari di silenzio nei condomini? E c’è un modo per farli rispettare?

Silenzio in codominio: quando?

Prima di tutto, occorre una precisazione: il reato di disturbo delle occupazioni o del riposo scatta quando il rumore sia fastidioso non per una o a specifiche persone ma per un numero rilevante e indeterminato di persone (anche se poi a lamentarsi è una soltanto). Nel primo caso, si ha solo illecito civile. Per intenderci, se d’estate il condominio resta vuoto perché tutti vanno in vacanza e il rumore è molesto per l’unico condomino rimasto in città, quest’ultimo non potrà mai invocare la tutela penale. Inoltre, se il condomino rumoroso è locatario, a rispondere del reato non è il proprietario, ma proprio l’inquilino.

Scarpe, mobili, motori accesi, animali: le fonti di rumore sono tante

Silenzio in condominio: cosa dice la legge?

In realtà la legge [2] non ci dice molto, limitandosi ad affermare che il proprietario di un immobile non può contestare al vicino i rumori da questi prodotti se non superano la normale tollerabilità. Come si vede, non fornisce nessuna indicazione su:

  • orari in cui si deve fare silenzio;
  • orari in cui fare le pulizie di casa;
  • orari e i giorni in cui far venire le ditte per i lavori agli appartamenti;
  • decibel oltre le quali il rumore si considera intollerabile;
  • soglia del volume di televisione e stereo, ecc.

È il giudice a decidere caso per caso, sulla base delle situazioni concrete.

Silenzio in condominio: che fare se ci sono animali?

Chiaramente dire a un cane di non abbaiare o impedire a un gatto di fare le fusa non è possibile. Si tratta di rumori che prescindono dalle intenzioni del condomino. Che fare in casi del genere? Se, ad esempio, una sirena antifurto si mette a suonare all’improvviso e non c’è nessuno che possa spegnerla, come fare a capire se ci sono gli estremi per fare causa o se, comunque, il rumore è davvero intollerabile? Occorre ricorrere a una perizia fonografica e, l’esito è positivo, come detto, la responsabilità penale è del proprietario o del detentore dell’animale, anche se non è il proprietario (pensiamo al condomino in affitto).

Silenzio in condominio: che fare se ci sono bambini?

Ma non è finita qui: a turbare il riposo può essere anche la macchina lasciata accesa in piena notte per lungo tempo o i bambini che, giocando, gridano e fanno cadere a terra sedie e altri oggetti. Anche il questi casi, il vicino rischia una denuncia ma solo se l’intensità dei rumori è tale da creare un disturbo effettivo. Serve sempre una perizia fonometrica, quindi.

La perizia fonometrica permette di capire se il rumore è tollerabile o meno

Silenzio in condominio: che fare se la vicina usa i tacchi?

Stesso discorso se la vicina che, magari si sveglia presto per andare al lavoro fuori città, si mette a camminare per casa con i tacchi a spillo o, comunque, con scarpe rigide che fanno rumore. Se il rumore in questione supera la soglia della normale tollerabilità (da accertarsi caso per caso: pensiamo ai tacchi che svegliano un neonato alla stessa ora ogni giorno), scatta il reato di disturbo della quiete. E il discorso è valido anche per altri tipi di rumori: si pensi a chi si mette a suonare il clacson di notte o se, dopo una partita di calcio, un gruppo di tifosi passa con la musica a tutto volume.

Silenzio in condominio: che fare se il vicino suona?

Le fonti di rumore possono essere le più varie: un condizionatore d’aria (soprattutto se mal funzionante), radio e televisore tenute ad alto volume e anche uno strumento musicale. Un pianoforte, per quanto il vicino possa essere bravo a suonarlo, in certe ore e in presenza di determinate condizioni (pensiamo a una persona ammalata o a un neonato), può solo essere fonte di disturbo. A tal proposito si può leggere anche Si può suonare il pianoforte a qualsiasi ora?

Silenzio in condominio: che fare se il vicino sposta i mobili?

E se il vicino sta facendo un trasloco e sposta i mobili? Oppure sta semplicemente facendo le pulizie? In casi del genere occorre valutare il al momento in cui avviene l’attività: per esempio, sicuramente non è tollerabile che si metta a fare il trasloco di notte, per quanto possa essere urgente.

note

[1] Art. 659 cod. civ.

[2] Art. 844 cod. civ.


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