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Cos’è la dichiarazione di successione?

29 Agosto 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 Agosto 2017



Dopo la morte di una persona la burocrazia non aspetta e nemmeno il Fisco: vediamo come muoversi e quali sono gli adempimenti da sbrigare.

È triste ma è così: dopo la perdita di una persona cara la burocrazia non aspetta e ci sono alcune questioni pratiche e fiscali che vanno sbrigate quanto prima. Tra queste la dichiarazione di successione: cos’è? In sostanza, si tratta di un documento di natura fiscale a carico degli eredi del defunto. La sua funzione è quella di fornire informazioni all’Agenzia delle entrate sull’ammontare e la composizione del patrimonio ereditario in modo da potervi calcolarvi le imposte che devono essere pagate. Vediamo come muoversi e quali sono gli adempimenti da sbrigare.

Dichiarazione di successione: che fare?

La dichiarazione di successione va presentata entro 12 mesi dall’apertura della successione all’Agenzia delle entrate nella cui circoscrizione il defunto ha avuto la sua ultima residenza. Se il luogo di residenza si trova all’estero la dichiarazione deve essere presentata all’ufficio dell’ultima residenza italiana. Se non si conosce neppure questo luogo va presentata all’ufficio locale dell’Agenzia delle entrate di “Roma 6”, via Canton n. 20, 00144 – Roma. Presso questi uffici o sul sito dell’Agenzia si può trovare il modulo da compilare.

Dichiarazione di successione: cosa contiene?

Ma cosa contiene esattamente questo documento? In sostanza, al suo interno occorrerà indicare tutti i beni e i diritti di cui il defunto era titolare in vita: beni immobili, azioni o quote di società, denaro e titoli depositati in banca, aziende agricole o commerciali, gioielli, mobili e quadri.

La dichiarazione di successione serve a fornire informazioni all’Agenzia delle entrate sull’ammontare e la composizione del patrimonio ereditario in modo da potervi calcolarvi le relative imposte che devono essere pagate

Dichiarazione di successione: chi deve farla?

La dichiarazione di successione deve essere presentata rispettivamente:

  • dagli eredi e i legatari o dai loro rappresentanti legali;
  • da coloro che sono stati immessi nel possesso dei beni, in caso di assenza o di dichiarazione di morte presunta;
  • dagli amministratori dell’eredità;
  • dai curatori delle eredità giacenti;
  • dai trustee.

A sottoscriverla deve essere uno solo dei soggetti obbligati.

Dichiarazione di successione: che succede dopo?

Una volta presentata la dichiarazione, l’Agenzia delle entrate notifica agli eredi la liquidazione dell’imposta di successione. Bisogna pagarla entro i 60 giorni successivi alla richiesta (e devono farlo tutti gli eredi solidalmente: significa che il Fisco può agire per ottenere l’intero importo anche nei confronti di un erede soltanto che, poi, potrà rivalersi sugli altri in proporzione alle loro quote di eredità) e l’importo dipende dal grado di parentela degli eredi rispetto al defunto. In alcuni casi, sono previsti degli esoneri, le cosiddette franchigie:

  • coniuge e figli possono usufruire di una franchigia di un milione di euro, ciò significa che fino a un milione di euro non pagano la tassa di successione. Se l’eredità supera questa soglia, si dovrà pagare la tassa relativa all’importo in eccesso con aliquota fissata è del 4%;
  • per i fratelli e le sorelle, la franchigia è 100.000 euro. Nel caso l’eredità superi questa soglia, si dovrà pagare la tassa relativa all’importo in eccesso. L’aliquota in questo caso fissata è del 6%;
  • per i parenti sino al quarto grado (zii, nipoti, cugini, suoceri e cognati) l’aliquota fissata è al 6%;
  • per altri soggetti si applica l’aliquota dell’8%;
  • per gli eredi disabili la franchigia è di 1.500.000 euro.

Per gli beni immobili, vanno pagate – prima di presentare la dichiarazione – le imposte catastali e ipotecarie, come se si trattasse di una normale compravendita. Il valore catastale viene calcolato moltiplicando la rendita catastale rivalutata del 5%. Per i terreni edificabili si moltiplica per 90 il reddito dominicale rivalutato del 25%. L’imposta ipotecaria per tutti gli eredi è del 2%. Si può usufruire dell’agevolazione come prima casa se gli eredi utilizzano l’immobile ad abitazione principale.

Entro trenta giorni dalla presentazione della dichiarazione va effettuata la voltura nel competente catasto fabbricati e/o terreni.

Non presentare la dichiarazione di successione non è una scelta che conviene: per sapere cosa si rischia si legga Che succede se non si presenta la dichiarazione di successione?


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