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Causa a mia insaputa: è possibile?

29 agosto 2017


Causa a mia insaputa: è possibile?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 agosto 2017



È stata fatta una causa a mia insaputa e ora il giudice mi ha ordinato di pagare una somma a un creditore. Tuttavia il mio avvocato mi ha detto che non c’è nulla da fare per opporsi. È possibile una cosa del genere?

La legge non consente la possibilità di «cause all’insaputa» dell’avversario: ogni azione giudiziaria deve essere sempre posta a conoscenza della controparte per darle diritto di difendersi, in ottemperanza all’articolo 24 della Costituzione in virtù del quale la difesa è un diritto inviolabile in ogni stato e grado. Questo significa che l’avvio di un giudizio – civile o penale che sia – consta della notifica dell’atto iniziale, notifica che avviene per il tramite dell’Ufficiale giudiziario, pubblico ufficiale e, come tale, tenuto a redigere un processo verbale delle proprie attività (il che rende verificabile in qualsiasi momento il suo operato). Se la notifica non è andata a buon fine perché il destinatario non è più residente nel luogo ove l’atto è stato recapitato, il processo non può avere luogo e la notifica deve essere tentata una seconda volta all’indirizzo effettivo per come risultante dai registri anagrafici. Chiaramente il fatto che il destinatario (per sua volontà o colpa) non abbia ritirato l’atto giudiziario dalle mani del postino o presso l’ufficio postale ove il plico è stato depositato (in caso di sua temporanea assenza presso l’abitazione) non pregiudica la legittimità della notifica e, quindi, l’avvio della causa; diversamente sarebbe facile sottrarsi ai propri obblighi.

In qualsiasi momento, estraendo copia degli atti di causa dal fascicolo depositato in tribunale, è possibile verificare la cosiddetta «relazione di notifica» redatta dall’ufficiale giudiziario o dal postino incaricato della consegna della busta, onde verificare che la notifica sia avvenuta correttamente. Qualora effettivamente ci dovesse essere stato un vizio il processo può essere riaperto e dichiarato integralmente nullo.

Esistono poi dei tipi di giudizi cosiddetti «a contraddittorio differito». È il caso del decreto ingiuntivo. In queste ipotesi, il giudice emette un provvedimento di condanna già solo dietro ricorso di un soggetto (nella specie il creditore) senza bisogno di sentire la controparte alla quale non viene notificato il ricorso. A quest’ultima però viene poi notificato l’ordine del giudice con la condanna al pagamento o a un determinato comportamento (ad esempio la restituzione di un bene), con un termine per opporsi (nel caso del decreto ingiuntivo questo termine è di 40 giorni). Con l’opposizione viene iniziata una causa vera e propria, nel corso della quale è possibile far valere le proprie ragioni e, quindi, difendersi. Pertanto, anche in questo caso, è sempre necessaria la comunicazione all’avversario, essendo del tutto impossibile un processo all’insaputa della controparte.

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Autore immagine: Pixabay.com

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2 Commenti

  1. Buon giorno,
    vorrei sapere se dopo la chiusura di una ditta per fallimento avvenuto ormai da più di cinque anni un creditore può chiedere attraverso decreto ingiuntivo le somme matutate ancor prima di tale fallimento. Grazie.
    Vincenzo

  2. Si che si può non sapere nulla di una causa, quando tua madre falsifica la tua firma sul mandato e l’avvocato non si preoccupa di verificare l’autenticità della firma o di comunicare direttamente con me per avere la certezza che fossi a conoscenza di tutto, mi sono ritrovata con una causa persa e tanti soldi di debito, e gli avvocati mi dicono di non denunciare perché non troverei un avv. Che mi difende perché tra di loro non si silurano, ma vi pare giusto??? Intanto io vivo nell’ inferno

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