HOME Articoli

Lo sai che? Nave in ritardo, ho diritto al risarcimento?

Lo sai che? Pubblicato il 12 ottobre 2017

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 12 ottobre 2017

Il passeggero che subisce il ritardo o l’annullamento del traghetto ha diritto al risarcimento dei danni?

Il risarcimento dei danni a favore del viaggiatore non spetta soltanto per il ritardo o l’annullamento di un volo, ma vale anche nel caso in cui il viaggio avvenga in nave. Inoltre, chi viaggia in traghetto può aver diritto al danno da vacanza rovinata, se lo spostamento in nave faceva parte di un più ampio pacchetto. È quanto previsto sia dalla normativa europea [1] che da quella italiana [2].

Ma procediamo per ordine e vediamo, a seconda del problema che si verifica con il viaggio in nave, a quali tutele ha diritto il passeggero.

Chi ha diritto alle tutele per viaggi in nave

Innanzitutto dobbiamo precisare che ha diritto alla tutela  europea per gli spostamenti in nave chi viaggia:

  • via mare;
  • per vie navigabili (fiumi, laghi, canali) interne all’Unione Europea.

Chi viaggia in nave, grazie alla normativa europea, è tutelato come coloro che si muovono in aereo, treno e autobus, sia per il diritto a ricevere adeguate informazioni, prima e durante il viaggio, sia per le forme di protezione in caso di ritardo o annullamento.

Ritardo o cancellazione del traghetto

Se il traghetto ha un ritardo superiore a 90 minuti o viene cancellato, il passeggero ha diritto:

  • ad un’adeguata assistenza a terra;
  • a ricevere pasti e bevande;
  • se necessario, ad una sistemazione alberghiera per un massimo di 3 notti (con un costo massimo di 80 euro a notte, escluso il trasporto verso e dal luogo di pernottamento);
  • in determinati casi, al rimborso del biglietto o ad un trasporto alternativo per giungere a destinazione.

Rimborso del biglietto

Se il passeggero chiede il rimborso del biglietto, questo ammonta:

  • al prezzo pagato per il biglietto per la parte o le parti del viaggio non effettuate;
  • al prezzo pagato per il biglietto anche per la parte o le parti già effettuate, se il viaggio non serve più allo scopo originario del passeggero.

La compagnia deve effettuare il rimborso entro 7 giorni, in contanti, con bonifico bancario o a mezzo assegno. Se il passeggero è d’accordo, il rimborso può avvenire anche sotto forma di buono o di altri servizi equivalenti, purché le condizioni di validità e destinazione rimangano flessibili.

Indennizzo per il ritardo del traghetto

Per quanto riguarda il ritardo del traghetto all’arrivo, i passeggeri possono chiedere alla compagnia una compensazione economica, a prescindere dal diritto a ricevere comunque la prestazione di trasporto.

L’indennità può andare dal 25 al 50% del prezzo pagato per il servizio, a seconda dell’importanza del ritardo. L’indennizzo non è dovuto quando il ritardo è causato da condizioni meteorologiche avverse, da situazioni straordinarie o da catastrofi naturali.

I singoli Stati europei possono, però, esonerare dall’applicazione del regolamento i servizi passeggeri previsti dagli obblighi di servizio pubblico, dai contratti di servizio pubblico o dai servizi integrati.

Danno da vacanza rovinata

Nonostante i risarcimenti previsti dalla normativa europea, il passeggero ha comunque il diritto di ricorrere ai tribunali nazionali per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dalla cancellazione o dal ritardo, nel caso in cui il viaggio faccia parte di un pacchetto “tutto compreso”.

Nel dettaglio, se il viaggio in nave fa parte di un “pacchetto di viaggio”, il passeggero può chiedere al vettore, all’agenzia di viaggio o al tour operator, il risarcimento del cosiddetto danno da vacanza rovinata. Questo particolare risarcimento, disciplinato dal Codice del turismo [2], riguarda il danno connesso al tempo di vacanza trascorso inutilmente o all’irripetibilità dell’occasione persa. Per ottenere il risarcimento non è necessario fornire alcuna particolare prova, perché l’esistenza del pregiudizio si desume dalla semplice mancata realizzazione della finalità turistica del contratto.

È necessario, per poter ottenere il risarcimento, che l’inadempimento non sia di scarsa importanza.

Come fare reclamo per la vacanza rovinata

Qualunque sia il disservizio verificatosi relativamente al viaggio, il passeggero deve inviare tempestivamente una comunicazione al soggetto che ha venduto il pacchetto, anche tramite email o fax. Se, dopo il rientro dalla vacanza, il venditore non risponde, o non riconosce il danno, l’unica soluzione consisterà nell’inviare un reclamo formale, mediante lettera raccomandata con ricevuta di ritorno.

Il reclamo dovrebbe essere inoltrato entro 10 giorni dalla data del rientro, anche se la richiesta di risarcimento si prescrive in un anno, o in tre anni, se vi sono danni alle persone.

In ogni caso, non è necessario allegare al reclamo filmati o fotografie che provino i disservizi riscontrati: tuttavia è consigliabile, per tutelarsi in maniera completa, conservare  le prove dei problemi riscontrati, assieme al contratto di vendita del pacchetto turistico ed ai dépliant  illustrati (utilissimi al confronto tra aspettative ingenerate nel cliente e situazione reale); è comunque essenziale conservare scontrini e ricevute, per documentare tutte i costi sostenuti a seguito del problema.

Per non subire un ulteriore pregiudizio oltre a quello derivante dalla vacanza rovinata, il passeggero ha la possibilità di richiedere, prima dell’instaurazione di un giudizio vero e proprio, una mediazione, finalizzata alla composizione della controversia.

Se la mediazione non va a buon fine, o se si sceglie di fare direttamente ricorso al giudice senza tentare la composizione stragiudiziale della lite, ci si deve rivolgere:

  • al Giudice di Pace;
  • al Tribunale, se il danno supera i 5000 euro.

Il foro competente è sempre quello in cui risiede il turista, mentre l’indennizzo da domandare in via giudiziale può riguardare sia i danni economici e materiali, che quelli morali.

Nel caso in cui si siano verificati dei danni fisici alle persone e nel contratto con agenzia o tour operator siano stati indicati gli estremi di una polizza infortuni, il viaggiatore può chiedere direttamente il risarcimento all’assicurazione, senza doversi rivolgere al Giudice di Pace o al Tribunale.

note

[1] Reg. Ue n.1177/2010 e 392/2009.

[2] Dlgs n.79/2011.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI