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Assistenza sanitaria all’estero: come funziona?

6 ottobre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 ottobre 2017



Ecco cosa fare se ci si ammala o si ha bisogno di cure durante un soggiorno temporaneo all’estero

Può accadere che durante il soggiorno in un paese straniero ci si ammali oppure si abbia bisogno di cure mediche impreviste. In tali casi, come funziona l’assistenza sanitaria? Cosa fare se ci si ammala o si ha bisogno di cure durante un soggiorno temporaneo all’estero? Quali sono i diritti del cittadino italiano che si ammala mentre è all’estero? Cerchiamo di fare chiarezza in proposito.

Assistenza sanitaria all’estero: paesi dell’Unione Europea

Vediamo in primo luogo come funziona l’assistenza sanitaria nel caso di un viaggio o di un soggiorno in Europa. Ebbene, se ci si reca in uno Stato dell’Unione Europea oppure in Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera (Stati che fanno parte dell’Associazione europea di libero scambio), è fondamentale portare con sé la Tessera europea di assicurazione malattia (c.d. Team). Tale tessera, in pratica, altro non è se non il retro della tessera sanitaria ed è valida per sei anni. Presentando detta tessera in uno degli Stati dell’Unione Europea o in uno di quelli sopra indicati, il cittadino italiano avrà il diritto di ottenere la stessa assistenza sanitaria che spetterebbe ai cittadini residenti nel Paese straniero. Per fare l’esempio: il cittadino italiano che va in vacanza in Francia, riceverà la stessa assistenza sanitaria che la Francia garantisce ai cittadini francesi.

Assistenza sanitaria all’estero: come funziona

Le prestazioni sanitarie erogate, generalmente, sono gratuite. Tuttavia non è escluso che  venga richiesto il pagamento di un eventuale ticket. Ci sono, infatti, servizi che in Italia sono totalmente gratuiti mentre non lo sono nel paese straniero e viceversa. Ad esempio in Italia il trasporto in ambulanza è gratuito mentre in altri Stati è a pagamento.  In alcuni Paesi, inoltre, esiste un sistema basato sulla cosiddetta assistenza in forma indiretta: la prestazione sanitaria, cioè, viene pagata nel momento in cui viene erogata e successivamente se ne potrà richiedere il rimborso (direttamente all’ente che ha effettuato l’assistenza, oppure all’Asl al rientro in Italia).

In definitiva, quando si decide di partire per uno degli Stati sopra elencati, occorre sempre ricordare di portare con sé la tessera sanitaria.

Assistenza sanitaria all’estero: paesi extraeuropei

Diverso è il discorso nel caso di viaggi in paesi non appartenenti all’Unione Europea. Come funziona l’assistenza sanitaria in caso di viaggio extracontinentale? Innanzitutto, va detto che vi sono una serie di Paesi come Argentina, Brasile, Tunisia, che hanno stipulato con l’Italia degli accordi bilaterali. In forza di tali accordi, al cittadino italiano è garantita assistenza sanitaria gratuita per le cure urgenti (dietro presentazione di un attestato di copertura sanitaria). Se, diversamente, si tratta di un Paese extraeuropeo che non ha stipulato accordi bilaterali con l’Italia per l’assistenza sanitaria, in caso di necessità non si avrà diritto alle cure gratuite. In tali circostanze, infatti, le prestazioni sanitarie dovranno essere pagate integralmente, compresi i servizi di pronto soccorso. In proposito, è il caso di ricordare che in alcuni Paesi i costi dell’assistenza sono molto alti, per cui è sempre prudente stipulare un’apposita polizza sanitaria prima della partenza.

Assistenza sanitaria all’estero: cure programmate

I cittadini iscritti al Servizio Sanitario Nazionale hanno diritto ad usufruire di assistenza sanitaria gratuita in centri di altissima specializzazione all’estero qualora le prestazioni sanitarie non possano essere ottenute presso le strutture sanitarie italiane nei modi e nei tempi adeguati.

In alcune circostanze, inoltre, si possono programmare cure mediche, come una visita specialistica, un intervento chirurgico o una terapia per una malattia specifica, in un altro paese dell’Unione Europea. In proposito, tuttavia, occorre tenere presente che la tessera europea di assicurazione malattia (la cosiddetta Team, cioè – per intenderci –  il retro della tessera sanitaria) non copre le cure programmate che hanno un iter particolare che passa attraverso un’autorizzazione preventiva da parte della Regione di appartenenza. Ed infatti, per andarsi a curare all’estero è bene ricordare che la Team non è un’alternativa all’assicurazione di viaggio e che la stessa, dunque, non copre in alcun modo l’assistenza sanitaria privata né altri costi, quali ad esempio quelli necessari al trasferimento del malato.
Il Ministero della Salute, in proposito, ha concepito una apposita guida interattiva denominata «se parto per» nella quale sono chiaramente indicate tutte le precauzioni da adottare e le indicazioni da seguire per qualsiasi tipo di viaggio (studio, vacanza, lavoro) e per qualsiasi destinazione.

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