Diritto e Fisco | Articoli

La revoca della donazione: si può chiedere la restituzione di un bene ormai regalato?


La revoca della donazione: si può chiedere la restituzione di un bene ormai regalato?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 gennaio 2013



La legge consente a colui che ha già donato un bene di pretenderne la restituzione solo se ricorrono due gravi ipotesi: l’ingratitudine del beneficiario e la sopravvenienza di figli del donante. Vediamo singolarmente questi due casi.

Revoca della donazione per ingratitudine

Non ogni tipo di ingratitudine giustifica la revoca della donazione, ma solo quella derivante dalle seguenti ipotesi:

1) chi ha volontariamente ucciso o tentato di uccidere il donante o il suo coniuge o un suo discendente o ascendente;

2) chi ha accusato falsamente (calunnia accertata in un processo penale) una di tali persone per reato punibile con l’ergastolo o con la reclusione per un tempo non inferiore nel minimo a tre anni; oppure ha testimoniato contro le persone medesime imputate dei predetti reati, se la testimonianza è stata poi dichiarata falsa in giudizio penale;

3) chi è colpevole di grave ingiuria verso il donante [1];

4) chi ha arrecato volontariamente un grave pregiudizio al patrimonio del donante;

5) chi ha rifiutato indebitamente di versare gli alimenti dovuti al donante.

In questi casi, c’è un termine preciso per ricorrere al giudice e chiedere la revocatoria della donazione: questo termine è di un anno dal giorno in cui il donante è venuto a conoscenza dell’ingratitudine. Rileva la piena e sicura consapevolezza da parte del donante che il beneficiario abbia compiuto uno degli atti che legittimano la revoca (non è necessaria però una sentenza che lo accerti).

Ovviamente si deve trattare di fatti verificatisi dopo la donazione e commessi personalmente dal beneficiario o da terzi su suo incarico o con la sua approvazione.

Si può chiedere anche la revoca di una donazione fatta a una persona giuridica, ma in questo caso non potranno operare le ipotesi sotto i numeri 1), 2) e 3).

Sopravvenienza di figli

Può chiedere la revoca della donazione colui:

1) che non aveva figli o discendenti legittimi al momento della donazione;

2) ignorava di avere figli o discendenti legittimi al momento della donazione;

3) che abbia riconosciuto un figlio naturale entro due anni dalla donazione (salvo che al momento della donazione, il donante sapeva dell’esistenza del figlio naturale).

Dunque, si può chiedere la revoca solo nel caso di sopravvenienza di figli legittimi e non nel caso di figli naturali. Nel caso invece di figli adottati le posizioni sono contrastanti e non si è raggiunto ancora una posizione unitaria.

Si può chiedere la revocazione della donazione per sopravvenienza di figli entro cinque anni dal giorno della nascita del figlio (o dal giorno in cui ha saputo di avere un figlio).

Che succede se il beneficiario della donazione, nel frattempo, prima della revoca della donazione, ha ceduto il bene a un altro soggetto?

In tal caso, la revoca non ha effetti verso il terzo che ha acquistato il proprio diritto prima della domanda di revocazione. Il terzo quindi non perde il bene. Tuttavia, nel caso di beni immobili, l’acquisto del terzo non è pregiudicato solo se ha trascritto nei Registri Immobiliari il proprio acquisto prima della trascrizione della domanda giudiziale di revocazione.

 

 

Donazione fatta in vista di un matrimonio

La donazione fatta in vista di un matrimonio non produce effetto finché non sia stato celebrato il matrimonio: per cui, se il matrimonio non è celebrato o è annullato, il donante può chiedere la restituzione di quanto regalato.

note

[1] L’ingiuria grave consiste nell’offesa all’onore e al decoro del donante, suscettibile di ledere gravemente il patrimonio morale della persona.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

2 Commenti

  1. Buongiorno,
    sono mamma di una bambina di due anni, riconosciuta alla nascita dal padre, con il quale non ero sposata ma convivevo da poco.
    Il padre ha avuto un figlio 6 anni prima da una donna con cui non si è mai sposato ma con cui ha solo convissuto. Dopo il fallimento della convivenza il padre di mia figlia ha donato la sua quota relativa all’abitazione acquistata con la ex al suo primo figlio. Tale donazione mi è stata tenuta nascosta e non mi vengono forniti dati al riguardo, nè in merito alla sua entità, nè alla data di esecuzione.
    Questo causa a mio avviso una disparità di trattamento tra il primo figlio avuto con la ex e mia figlia, di 6 anni più giovane del fratello.
    Cosa posso fare? Mia figlia può avanzare qualche diritto in merito a quella donazione, o posso farlo io per lei?

    Grazie

    1. Questa è una risposta automatica.
      La ringraziamo per la Sua richiesta.
      L’enorme numero di consulenze che riceviamo ogni giorno ci ha obbligato ad attivare uno speciale servizio di richiesta, tramite “ticket”, onde poter dare un riscontro a tutti, professionale e in tempi certi.
      Per acquistare il “ticket” online è necessario collegarsi a un pagina qualsiasi del nostro portale https://www.laleggepertutti.it. In calce ad ogni articolo, o subito prima della prima parola, troverà un banner con scritto: “Richiedi una consulenza”. Quindi dovrà effettuare il pagamento attraverso Paypal. Per maggiori informazioni ci telefoni o chieda l’IBAN dello Studio Associato.
      Si tratta di un’operazione molto semplice (euro 28.00 iva compresa o, per le consulenze telefoniche, 50 euro iva compresa) che ci consente così di rispondere alle svariate domande che ci arrivano da tutta Italia.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI