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Come proteggere i conti correnti del parente defunto?

6 ottobre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 ottobre 2017



Quando una persona muore, la banca congela il conto corrente. Come fare a sbloccarlo? È vero che non può essere compiuta alcuna operazione?

Alla morte di una persona, una delle prime cose che fanno gli eredi, solitamente, è andare in banca per accedere al conto corrente del parente e per capire qual è la situazione. Ma, nella maggior parte dei casi, l’istituto di credito si rifiuta di compiere qualsiasi tipo di operazione sui conti intestati al defunto, sostenendo che gli eredi non hanno nessuna legittimazione a ricevere informazioni o che, quantomeno, dovrebbero provare a che titolo avanzano richieste. Il conto corrente del defunto viene, quindi, congelato e non sarà possibile prelevare nemmeno le spese occorrenti per il funerale. Come fare per velocizzare la procedura di successione – che normalmente richiede anche più di un anno – e, nello stesso tempo, proteggere i conti correnti del defunto?

Se il parente muore e la banca blocca il conto non ci si deve preoccupare, è la prassi

Conto corrente defunto: che fare alla morte del perente?

Per prima cosa, occorre ricordare che la banca non viene a conoscenza in automatico della morte di un suo correntista. È chiaro che qualcuno deve dirglielo e, se questo non avviene, l’erede non può compiere operazioni sui conti del parente. Se lo fa senza dire nulla all’istituto di credito, quest’ultimo può denunciarlo così come anche gli altri eredi.

Se gli eredi o il defunto sono clienti da molti anni, la banca può concedere di prelevare quanto meno le spese per il funerale

Conto corrente defunto: come sbloccare il conto del morto?

Ma, allora, come velocizzare la procedura? Prima di tutto, occorre mettere a conoscenza la banca della morte, o andando di persona in filiale oppure spendendo una raccomandata a/r. Conviene anche consegnare un certificato di morte rilasciato dal Comune dove si è verificato in decesso. A questo punto, l’istituto blocca il conto corrente e gli altri titoli per cui non sarà più possibile compiere operazioni. Anche tutti i poteri di firma che il defunto aveva concesso a terzi quando era in vita si estinguono e chiunque fosse stato delegato ad operare sul conto non potrà più effettuare prelevamenti o altre operazioni. È la prassi, non ci si deve preoccupare. Così facendo, infatti, sia la banca che gli eredi si tutelano dal rischio di occultamento in via fraudolenta del denaro e dei beni ereditari. Per superare questa situazione e, quindi, prelevare i soldi depositati sul conto è necessario consegnare all’istituto di credito una copia registrata presso l’Agenzia delle entrate della dichiarazione di successione (chi non sa cos’è può leggere Cos’è la dichiarazione di successione?). Nel frattempo, si deve chiedere alla banca di fare i conteggi di tutte le posizioni intestate al defunto e aperte alla data della morte. Gli eredi riceveranno un documento riepilogativo di tali calcoli contenente gli importi dei conti correnti, dei titoli, fondi ecc. rivalutati alla data dell’apertura della successione. Sulla base di questo documento, si potrà compilare la dichiarazione di successione, allegandolo alla stessa. Quando la procedura è completa l’istituto di credito rilascia i risparmi, svincola i conti correnti e i depositi amministrati contenenti tutti i titoli (azioni, le obbligazioni, i fondi comuni di investimento ecc.).

In realtà, c’è da dire che, nel caso in cui il defunto o gli eredi siano correntisti da molti anni, le banche spesso loro vengono incontro permettendo di utilizzare parte del patrimonio per pagare almeno le spese del funerale.


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