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Lo sai che? Visite fiscali: cosa cambia per i dipendenti pubblici

Lo sai che? Pubblicato il 30 agosto 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 30 agosto 2017

Dal 1° settembre il Polo unico dell’Inps controlla i dipendenti statali in malattia. Con strumenti più sofisticati. Le novità contro i furbetti del termometro.

Uomo avvisato, mezzo salvato. E ancora malato? L’Istituto di previdenza l’aveva detto mesi fa e ora il Polo unico dell’Inps è già operativo contro i «furbetti dei termometro», del settore pubblico che sono in malattia e soprattutto contro quelli che «casualmente» accusano un po’ di febbre il venerdì o il lunedì, cioè a ridosso del fine settimana.

Sarà, quindi, questo Polo unico il solo incaricato delle visite fiscali (al posto delle Asl) sia su richiesta delle Pubbliche amministrazioni (in quanto datori di lavoro dei dipendenti statali) sia d’ufficio.

Visite fiscali Inps: i dipendenti pubblici interessati

Alla porta di quali dipendenti pubblici potrà bussare con maggiore probabilità il Polo unico dell’Inps per fare una visita fiscale? Le categorie sono:

  • tutte le amministrazioni dello Stato, compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni (anche a Statuto speciale), le Province (anche quelle autonome), i Comuni, le Comunità montane e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni. E ancora: tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (Aran) e le Agenzie di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300;
  • dipendenti del settore pubblico non soggetti al regime del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e cioè:
    • personale della carriera prefettizia o diplomatica;
    • giudici di tutte le magistrature, ordinarie e speciali;
    • avvocati e procuratori dello Stato;
    • docenti e ricercatori universitari;
    • personale della carriera dirigenziale penitenziaria;
    • personale dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato;
  • dipendenti delle Autorità indipendenti, comprese la Consob e la Banca d’Italia, nonché il personale delle Università non statali legalmente riconosciute.

Visite fiscali Inps: i dipendenti pubblici non interessati

Il Polo unico dell’Inps non potrà, invece, bussare alla porta dei dipendenti di:

  • Forze armate: Esercito, Marina militare, Aeronautica militare;
  • corpi di Polizia ad ordinamento militare: Guardia di Finanza e Carabinieri;
  • corpi di Polizia ad ordinamento civile: Polizia dello Stato e Polizia Penitenziaria;
  • corpo nazionale dei Vigili del fuoco, escluso il personale volontario;
  • enti pubblici economici, gli enti morali, le aziende speciali.

Visite fiscali: quando la Pubblica amministrazione può chiedere il controllo

Ora che il Polo unico dell’Inps è diventato operativo, la Pubblica amministrazione può chiedere una visita fiscale tramite Portale. Gli enti statali che non avessero ancora le credenziali di accesso, possono ottenerle tramite il servizio online di Consultazione attestati di malattia e Richiesta visita medica di controllo.

Sarà messo a disposizione dei datori di lavoro pubblici un servizio che consentirà in automatico di stabilire se la Pubblica amministrazione rientra o meno tra quelle di competenza del Polo unico. Così facendo, ed in caso positivo, alla richiesta ed effettuazione della visita fiscale non verrà chiesto alcun di rimborso o l’emissione di una fattura.

L’applicativo registrerà le informazioni relative alle Pubbliche amministrazioni che hanno proceduto con l’autocertificazione, anche ai fini di periodiche verifiche sulla correttezza di tali dichiarazioni cui, in caso negativo, dovrà far seguito l’emissione di fattura per il rimborso delle spese delle visite fiscali effettuate.

Il datore di lavoro pubblico che richieda una visita fiscale dovrà specificare se deve essere effettuata o meno la visita ambulatoriale, nelle modalità già attualmente previste in caso di assenza del lavoratore a visita domiciliare, al fine di consentire la verifica dell’effettiva sussistenza della malattia.

Una volta effettuate le visite fiscali, l’Inps metterà a disposizione dei datori di lavoro pubblici gli esiti dei verbali mediante i servizi telematici, conformemente a quanto già avviene per tutti i controlli datoriali.

Non cambia nulla per quanto riguarda le Pubbliche amministrazioni che non rientrano nella platea dei destinatari della norma: potranno sempre richiedere, nelle usuali modalità, la visita fiscale, rimborsando l’Inps e ricevendo dall’Istituto regolare fattura.

Polo unico dell’Inps: le visite fiscali d’ufficio

Ora che è operativo il Polo unico dell’Inps, gli applicativi informatici in uso presso l’Istituto sono stati adattati per acquisire i dati dei certificati dei dipendenti pubblici e disporre un numero prestabilito di visite d’ufficio.

Anche per le visite fiscali disposte d’ufficio dall’Istituto nei confronti dei lavoratori appartenenti alle categorie interessate, verrà restituito al datore di lavoro pubblico l’esito, incluse le informazioni circa i casi di assenza al domicilio e la conseguente convocazione a visita ambulatoriale.

In caso di assenza del lavoratore al domicilio a seguito di visita fiscale disposta d’ufficio, si procederà con l’invito a visita ambulatoriale in conformità a quanto avviene per i lavoratori del settore privato. Nel corso della visita ambulatoriale dovranno essere valutate soltanto l’effettiva sussistenza della malattia e la relativa prognosi, mentre non rientra tra i compiti dell’Istituto la valutazione delle eventuali giustificazioni prodotte.

 

Visita fiscale per infortunio sul lavoro e malattia professionale

L’Inps non può procedere ad effettuare accertamenti domiciliari medico legali richiesti dai datori di lavoro per i casi di infortunio sul lavoro e malattia professionale, in quanto si tratta di una valutazione di competenza esclusiva dell’Inail.

Eventuali visite fiscali che i datori di lavoro (pubblici o privati) dovessero chiedere per i propri dipendenti per i quali sia in corso l’istruttoria per il riconoscimento dell’infortunio sul lavoro/malattia professionale non possono essere disposte, a meno che ci siano diverse interpretazioni ed indicazioni da parte dei ministeri competenti. Nel caso in cui la sussistenza di un’istruttoria per il riconoscimento di infortunio sul lavoro/malattia professionale dovesse emergere in sede di accesso del medico di controllo al domicilio del lavoratore, il medico non dovrà procedere alla visita di controllo, ma redigere verbale se viene evidenziata tale circostanza.

Tuttavia, per l’accesso al domicilio del lavoratore, al datore di lavoro che non rientri nell’ambito del Polo Unico andrà comunque richiesto il rimborso con emissione di fattura.

Visite fiscali: reperibilità e assenza del lavoratore

Si ricorda che il dipendente pubblico in malattia deve essere reperibile per un’eventuale visita fiscale dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18, mentre il dipendente privato dovrà rispondere al citofono di casa dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19.

Il dipendente pubblico è tenuto, qualora debba assentarsi dal proprio domicilio (ad esempio, per una visita specialistica), ad avvisare unicamente la propria amministrazione, la quale successivamente provvederà a comunicarlo all’Inps.

Eventuali assenze per esami specialistici dei propri lavoratori in malattia dovranno essere  riportate dalle Pubbliche amministrazioni con le stesse modalità attualmente in uso per le comunicazioni, da parte dei lavoratori aventi diritto alla tutela previdenziale Inps, dei cambi di reperibilità.

Visite fiscali: quante se ne prevedono

L’Inps è partito in quinta: con il nuovo Polo unico (a detta del presidente dell’Istituto, Tito Boeri), vuole superare nel settore pubblico (o per lo meno pareggiare) il numero delle visite fiscali eseguite in quello privato, cioè il 5% dei certificati di malattia presentati dai lavoratori (il 5%!).

Considerato che nel 2016 i certificati provenienti dalla pubblica amministrazione sono stati 6 milioni circa, significa che il primo step potrebbe prevedere su per giù 300mila visite fiscali in un anno. E’ come giocare alla lotteria: toccherà a te o toccherà a me?

D’altronde, Boeri non può nascondere l’evidenza. E l’evidenza, numeri alla mano, dicono che la media di malattia di un dipendente privato è di 5 giorni. Quella del lavoratore statale è di 11 giorni.

Quello che dovrebbe sfatare qualche luogo comune è il dato che riguarda i territori in cui si chiedono più certificati. L’Inps, prima di partire con il Polo unico, ha mostrato quelli del 2015. I numeri dicono che, su 12 milioni di certificati, quasi 4 milioni sono stati rilasciati nelle regioni del Nord Ovest, e quasi 3 milioni in quelle del Nord Est, mentre circa 2 milioni sono stati chiesti dai lavoratori del Sud. Il trend si inverte nel settore pubblico: si 6 milioni e passa di certificati, al Sud sono stati rilasciato 1.500mila, appena 200mila in più rispetto al Nord Ovest.
Sarà interessante, a questo proposito, attendere i dati dell’Osservatorio statistico sul Polo unico appena diventato operativo. Da gennaio 2018 verranno aggiornati con cadenza trimestrale i numeri che riguardano i due settori, pubblico e privato, e le differenziazioni per territorio, genere ed età.

Il recente messaggio Inps 3265/17 sono state definite le categorie dei dipendenti pubblici soggetti alle visite. Si tratta di tutte le amministrazioni dello Stato, tra cui le scuole, delle amministrazioni a ordinamento autonomo, delle Regioni, delle Province, dei Comuni, nonché delle Camere di commercio. Il controllo riguarderà anche il personale della carriera prefettizia, diplomatica, della magistratura, i docenti e ricercatori universitari nonché il personale dell’Agcom, delle autorità indipendenti, di Consob e Banca d’Italia. I controlli non saranno, invece, estesi al personale dei Corpi armati dello Stato e dei vigili del fuoco e al personale degli enti pubblici economici, gli enti morali e delle aziende speciali.

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Autore immagine: 123rf.com


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