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Cosa significa lavoro interinale

31 agosto 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 agosto 2017



Il lavoro interinale è un contratto che consente alle imprese di utilizzare i lavoratori assunti da apposite agenzie di somministrazione.

Il contratto interinale (dal latino ad interim, cioè provvisorio) è una particolare forma di lavoro caratterizzata dalla presenza di tre soggetti coinvolti nel rapporto: l’Agenzia interinale somministratrice, il lavoratore, l’azienda utilizzatrice. Il lavoratore viene assunto dall’Agenzia interinale che provvede a somministrarlo (cioè a metterlo a disposizione) per un determinato periodo di tempo ad un’impresa che ne fa richiesta. Approfondiamo la tematica del lavoro interinale.

Il contratto di somministrazione di lavoro

Il contratto interinale (o di somministrazione di lavoro) è stato introdotto in Italia nel 1997 per consentire un impiego flessibile dei lavoratori. Definito anche contratto di lavoro in affitto, in quanto consente di “affittare” i lavoratori all’impresa che ne faccia richiesta [1], la somministrazione può essere effettuata soltanto da soggetti autorizzati (le Agenzie interinali), sia a tempo determinato che a tempo indeterminato; tali Agenzie svolgono anche attività di intermediazione, cioè di collocamento, così come altre attività, quali la ricerca e la selezione del personale.

La struttura del lavoro interinale

Come detto, caratteristica peculiare del lavoro interinale è la sua struttura triangolare. Questo fa sì che il rapporto che si instaura veda due contratti distinti: da un lato, il contratto commerciale di somministrazione di manodopera stipulato tra l’utilizzatore (richiedente) e il somministratore (Agenzia interinale); dall’altro, il contratto di lavoro subordinato, a tempo determinato o indeterminato, tra l’Agenzia somministratrice e il lavoratore. Le Agenzie interinali devono necessariamente essere iscritte nell’Albo delle Agenzie per il lavoro: esse, infatti, svolgono a tutti gli effetti il ruolo di intermediario tra azienda utilizzatrice e lavoratore utilizzato [2]. In un certo senso, l’Agenzia mette in contatto domanda e offerta, concedendo manodopera a chi ne ha bisogno. L’utilizzatore non deve necessariamente essere una persona giuridica (come una società): è possibile, infatti, che il lavoratore venga “somministrato” dall’Agenzia ad un utilizzatore privato (si pensi al caso della governante che aiuti negli affari domestici).

La somministrazione può avvenire a tempo determinato o indeterminato, nel rispetto di alcuni limiti. Tanto per cominciare, la Pubblica Amministrazione può avvalersi del lavoro interinale  solo nel caso di un lavoro a termine; diversamente, dovrà bandire un concorso per l’accesso agli impieghi pubblici. Vi sono limiti anche per la somministrazione a favore delle aziende: queste possono ricorrere ad un contratto interinale a tempo indeterminato solo se il numero dei lavoratori che assumono con questa tipologia contrattuale non ecceda il 20% dei lavoratori a tempo indeterminato. Inoltre, va precisato che possono essere somministrati a tempo indeterminato soltanto i lavoratori assunti dal somministratore a tempo indeterminato. Spesso accade che un lavoratore assunto a tempo indeterminato da un’Agenzia interinale si trovi senza occupazione per mancanza di richieste. In questo caso, per il solo fatto di mantenersi disponibile ad accettare una chiamata di lavoro, il lavoratore ha diritto a percepire un’indennità di disponibilità. La legge ha cercato di limitare il lavoro interinale a tempo determinato: infatti, un contratto di somministrazione di lavoro a tempo determinato ha come limite di durata trentasei mesi, oltre il quale si trasforma automaticamente a tempo indeterminato.

 

Stipendio e altri diritti

Si potrebbe pensare che il lavoratore interinale percepisca meno di un normale dipendente. Non è così: chi è assunto con contratto di somministrazione di lavoro ha diritto ad una retribuzione identica a coloro che sono effettivamente assunti come dipendenti dall’utilizzatrice. Oltre a ciò, va aggiunta, per coloro che sono assunti a tempo indeterminato, l’indennità di disponibilità (chiaramente di importo inferiore al normale stipendio) per i periodi di inattività mentre, per coloro che beneficiano soltanto di un contratto a tempo determinato, un’ indennità di disoccupazione allo scadere del rapporto. Durante il periodo di lavoro, infine, si ha diritto ai normali servizi sociali e assistenziali che spettano a tutti gli altri dipendenti.

note

[1] D. lgs. n. 276/03 di attuazione della legge n. 30/03.

[2] D. lgs. n. 81/2015.

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