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Lo sai che? Citofono rotto: chi paga le spese?

Lo sai che? Pubblicato il 31 agosto 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 31 agosto 2017

La ripartizione delle spese per la riparazione dell’impianto citofonico va effettuata in base alle cause che ne hanno determinato la rottura. Vediamo i casi più frequenti

I rapporti condominiali non sono tra quelli più semplici, soprattutto quando si tratta di dividere le spese per la riparazione o la sostituzione di beni comuni o impianti  funzionali alle esigenze di tutti. Tra questi, importanza fondamentale riveste sicuramente l’impianto citofonico. Chi paga in caso di rottura o di sostituzione dell’impianto citofonico? Come si suddividono le spese per la riparazione del citofono condominiale? La risposta a questi interrogativi varia a seconda dei casi. Vediamo quelli più ricorrenti nella prassi, partendo da quanto prevede la legge sul punto.

Riparazione o sostituzione del citofono: cosa prevede la legge 

Il Codice Civile [1] prevede espressamente che le spese necessarie  per la prestazione dei servizi nell’interesse comune (tra i quali, sicuramente anche il citofono) sono sostenute dai condomini in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno.

Con riferimento all’impianto citofonico, dunque, le spese devono essere ripartite tra tutti condomini sulla base dei millesimi di proprietà di ciascuno, salvo che i condomini non abbiano deciso di convenire diversamente. Una regola d’oro, quindi, è quella di vedere – prima di tutto – cosa dispone in proposito il regolamento condominiale: se nulla di preciso è disposto al riguardo varrà la regola generale e cioè quella della ripartizione delle spese fra condomini sulla base del valore della proprietà di ciascuno.

In buona sostanza, quindi, il criterio principe di ripartizione delle spese condominiali per la conservazione dei beni comuni (la sostituzione o la riparazione del citofono lo è, in quanto salvaguarda la corretta utilizzazione del relativo impianto) è quello della suddivisione secondo millesimi di proprietà, salvo diverso accordo tra tutti i condomini. In proposito, tuttavia, bisogna precisare che possono verificarsi casi in cui il citofono non possa essere considerato alla stregua di bene comune. Ed infatti, non è raro che all’interno di un condominio ogni abitante abbia la propria pulsantiera e che essa sia collegata direttamente ed esclusivamente con l’unità immobiliare di riferimento. In tal caso l’impianto ha uso individuale ed è di proprietà individuale (benché posizionato su una parte di proprietà comune come, ad esempio, un muro perimetrale) con la conseguenza che ognuno provvederà a proprie spese alle eventuali riparazioni o sostituzioni.

Riparazione o sostituzione del citofono: responsabilità del singolo condomino

È necessario, inoltre, comprendere cosa prevede la legge nel caso di una riparazione che si renda necessaria a causa del comportamento di un singolo condomino. Se il danno è riconducibile al comportamento negligente di un singolo condomino chi paga le spese per la riparazione o la sostituzione del citofono?

Ovviamente se il responsabile del guasto se ne assume la responsabilità o viene in ogni caso individuato, allora dovrà sopportare personalmente le spese per la riparazione. Al contrario se non si riesce a comprendere chi sia stato il responsabile, il danno deve essere considerato paragonabile ad un caso fortuito, come ad esempio un atto vandalico o ad una rottura per c.d. vetustà e la spesa dovrà essere ripartita tra tutti i condomini.

Riparazione o sostituzione del citofono: casa in affitto

Quando si afferma che la spesa per la riparazione o la sostituzione del citofono condominiale debba essere ripartita tra tutti i condomini ci si riferisce ai proprietari dei singoli appartamenti dello stabile.

Attenzione quindi: nel caso di appartamento in affitto, se il citofono del palazzo dovesse rompersi per c.d. vetustà o per un atto vandalico la spesa dovrà essere sostenuta dal proprietario e non dagli affittuari. Chi ha preso la casa in locazione, infatti, dovrà pagare solo le spese per le piccole riparazioni [2]. Dunque, salvo che non sia diversamente stabilito nel contratto di locazione, le spese a carico dell’affittuario saranno solo quelle derivanti da deterioramenti causati dall’uso del citofono, oltre che quelle causate dalla sua negligenza. Ed infatti, mentre le riparazioni dell’impianto citofonico connesse all’uso sono certamente addebitabili al conduttore, altrettanto non può dirsi per quelle causate dalla vetustà dell’impianto: insomma se è necessario intervenire per sistemare il citofono non perché lo si è utilizzato molto, ma perché un componente è vecchio e causa il guasto, allora la spesa grava sul proprietario.

In questo contesto, inoltre, un conto è la riparazione, altro la sostituzione. Questa rappresenta un intervento di miglioramento dell’impianto, in alcun modo addebitabile al conduttore. Vero è che le parti possono mettersi d’accordo per il concorso della spesa, ma nessuna norma consente al proprietario di imporre all’inquilino il pagamento parziale o totale del rifacimento dell’impianto citofonico.

Alla luce di quanto abbiamo detto, possiamo così riassumere come devono essere ripartite le spese per la riparazione del citofono condominiale:

  • se il danno è causato da un singolo condomino e se ne rintraccia il responsabile, questo sarà chiamato personalmente a pagare le spese per la riparazione;
  • diversamente, tutti i proprietari delle unità immobiliari dovranno sostenere la spesa sulla base dei millesimi di proprietà;
  • nel caso di appartamento in affitto, le spese per la sostituzione spetteranno sicuramente al proprietario, per quanto concerne – invece – le spese per la riparazione dell’impianto citofonico, esse saranno addebitabili al conduttore solo se il guasto derivi dall’uso che questi ne abbia fatto.

note

[1] Art. 1123, comma 1, Cod. Civ.

[2] Art. 1576 Cod. Civ.

Autore immagine: Pixabay.com


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