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Lo sai che? Dove fare assegno circolare

Lo sai che? Pubblicato il 1 settembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 1 settembre 2017

Cos’è un assegno circolare? Dov’è possibile “fare” questa tipologia di assegno. Vediamolo insieme

Per capire come e dove emettere un assegno circolare è opportuno compiere delle premesse su cosa sia di preciso questo strumento di pagamento. Vediamo, dunque, cos’è in sostanza un assegno circolare, come si usa questo strumento e dove, in pratica, è possibile “fare” questa tipologia di assegno.

Cos’è l’assegno circolare?

L’assegno circolare, chiamato anche A/C, è molto utilizzato nell’ambito dei rapporti commerciali. Si tratta, in sostanza, di un titolo di credito attraverso il quale una banca promette di pagare una certa somma di denaro in favore di un soggetto indicato nell’assegno stesso. L’assegno circolare, dunque, consente – a chi voglia utilizzare detto strumento di pagamento – di trasformare una certa somma di contanti in un titolo garantito dalla banca che lo emette. Esso, inoltre, ha il vantaggio di essere pagabile a vista nei confronti del beneficiario (colui, cioè, che ha “ricevuto” l’assegno).

Spieghiamoci meglio. Quando si parla di assegno circolare vengono in rilevo due soggetti che sono: l’emittente dell’assegno, che è la banca che si impegna a effettuare il pagamento a vista (che significa che la banca lo pagherà all’atto della presentazione) e il beneficiario, e cioè il soggetto a cui verrà consegnato o inviato l’assegno e che lo presenterà in banca per la riscossione.

Dove fare assegno circolare?

Sino ad ora, quando abbiamo parlato di soggetto (o meglio ente) emittente ci siamo riferiti solo alla banca. In realtà, l’assegno circolare può essere emesso sia da una banca (ed in tal caso si parlerà di assegno circolare bancario) sia da Poste italiane (ed in tal caso si parlerà di assegno circolare postale). Ne consegue che chi vuol fare un assegno circolare ha due alternative: recarsi in banca o presso l’ufficio postale.

Assegno circolare: cosa fare?

Vediamo nel dettaglio di capire come funziona, quali sono i passaggi che servono per l’emissione di un assegno circolare e quali sono i costi.

In primo luogo, per l’emissione di un valido assegno circolare, la legge richiede espressamente il rispetto di una serie di indicazioni. In particolare è fondamentale che l’assegno riporti i seguenti dati:

  • la denominazione di assegno circolare;
  • la promessa/garanzia dell’ente di pagare la somma riportata sul titolo al momento dell’incasso dell’assegno da parte del beneficiario;
  • il nome/ragione sociale del beneficiario;
  • la data e il luogo di emissione;
  • la firma dell’ente che emette l’assegno circolare.

È bene precisare che, a differenza dell’assegno bancario, l’assegno circolare può essere richiesto a qualsiasi banca. Non sarà pertanto necessario previamente aprire un conto corrente. Chiunque è interessato all’emissione di un assegno circolare potrà, dunque, rivolgersi allo sportello della banca o della posta che desidera, portando con sé il proprio documento d’identità e il denaro contante (con il limite di 3mila euro [1]). Questo perché prima di poter chiedere l’emissione di un assegno circolare, il richiedente deve versare il denaro all’ente che lo emetterà (o già disporre della relativa somma sul proprio conto corrente). A questo punto basterà fornire i dati identificativi del soggetto beneficiario (di chi cioè dovrà ricevere l’assegno circolare) per poter completare la procedura di emissione.

La legge prescrive che gli assegni circolari per un importo superiore a mille euro siano muniti della clausola di “non trasferibilità“. Tale clausola impedisce che il beneficiario possa trasferire l’assegno ad altri mediante lo strumento della cosiddetta girata (solitamente consistente nella semplice firma del beneficiario).

Quali i costi per fare un assegno circolare?

I costi per fare un assegno circolare variano a seconda dell’istituto che si sceglie. È fissa invece l’imposta di bollo, se e quando dovuta. Difatti, chi intende fare  un assegno circolare pagherà un’imposta di bollo di 1,50 euro per ogni titolo emesso dalla banca o dalla posta in “forma libera” (ossia di importo inferiore a mille euro). Al contrario, per gli assegni di importo superiore a mille euro, non è dovuta alcuna imposta di bollo.

Al beneficiario, invece, sarà applicata una commissione che varia a seconda delle condizioni contrattuali della banca. Se, ad esempio, il beneficiario intende versare l’assegno circolare sul proprio conto corrente, la banca potrebbe applicare all’operazione una commissione. Se, al contrario, decidesse di riscuotere l’assegno in contanti, deve presentarlo al “cambio contanti” dell’Istituto di credito che l’ha emesso: questo, però, potrebbe applicare una commissione di cambio di importo variabile. Occorre, dunque, avere chiari i costi previsti dalla banca per ogni operazione che si vuole compiere prima di decidere cosa fare quando si è in possesso di un assegno circolare.


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