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Lo sai che? Risarcimento per disservizi telefonici? Parola al Corecom

Lo sai che? Pubblicato il 31 agosto 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 31 agosto 2017

Il cliente che intende ottenere un risarcimento per i disservizi telefonici subiti, può rivolgersi al Corecom affinché questo tenti una conciliazione bonaria

A chi non mai è successo di aver avuto un disservizio con il proprio operatore telefonico? E quanti reclami non hanno mai avuto seguito? La realtà è che nell’era delle tariffe flat, in cui cioè si paga un costo fisso indipendente dal reale consumo, spesso l’utente che subisce un disservizio e non riesce a fruire del servizio di telefonia, si vede in ogni caso recapitare le bollette telefoniche e deve provvedere al loro pagamento integrale. Per tale ragione, generalmente, il cliente si attiva in primo luogo con un reclamo per ottenere il giusto rimborso (quantomeno quello previsto dal gestore telefonico nella propria Carta dei servizi). Il più delle volte, però, i reclami non sortiscono alcun effetto e restano “lettera morta”. Cosa fare in questi casi? Quando, come spesso accade, il reclamo non sortisce alcun effetto, il cliente può rivolgersi direttamente al Corecom. Vediamo come procedere.

Disservizi telefonici: cos’è il Corecom?

Il Corecom, ovverosia il Comitato regionale per le comunicazioni, è un organismo che opera a livello regionale, e svolge – tra le altre  –  funzioni di controllo, vigilanza e consulenza in tema di comunicazioni. Il Corecom è altresì competente a dirimere le controversie sorte in materia di telecomunicazioni tra consumatori e operatori telefonici.

Disservizi telefonici: come si svolge il procedimento dinanzi al Corecom?

Il cliente che intende ottenere un risarcimento per i disservizi telefonici subiti, può formulare domanda al Corecom affinché questo, convocato l’operatore telefonico, tenti una conciliazione bonaria.

L’istanza di avvio del procedimento, redatta attraverso moduli precomplilati, può essere presentata sia a mano che a mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento, a mezzo fax o tramite pec. Il procedimento è gratuito. È però fondamentale che l’istanza, a pena di inammissibilità, contenga i seguenti elementi:

  • nome e cognome, residenza o domicilio dell’utente;
  • numero dell’utenza in caso di servizi telefonici;
  • denominazione e sede dell’operatore;
  • descrizione dei fatti che hanno dato origine alla controversia;
  • indicazione degli eventuali tentativi già esperiti per la composizione della controversia;
  • le richieste dell’istante;
  • fotocopia di un valido documento d’identità;
  • i documenti che si allegano.

La domanda deve essere sottoscritta dall’utente o dal legale rappresentante (nel caso di persone giuridiche), ovvero da un rappresentante munito di procura speciale. Il conciliatore incaricato convoca le parti dinanzi a sé per il tentativo di conciliazione. Se la conciliazione riesce viene redatto un verbale in cui è contenuto l’accordo e la controversia si conclude. Se, invece, la conciliazione non riesce e, dunque, non si raggiunge un accordo, viene redatto un verbale negativo. In tale ultima ipotesi – purché non siano decorsi più di tre mesi dalla data di conclusione del tentativo di conciliazione – le parti congiuntamente o anche il solo utente possono decidere di rivolgersi direttamente all’Agicom (Autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni)  o al Corecom competente per territorio (se munito di delega da parte dell’ Agicom) affinché la questione sia decisa nel merito.

Chiusa la procedura di conciliazione, infatti, si apre quella di definizione che, però, può essere attivata a condizione che per la medesima controversia e tra le stesse parti non sia stata già adita l’Autorità giudiziaria (il Tribunale, per intenderci).

L’Agicom o il Corecom delegato, verificata l’ammissibilità dell’istanza, comunicano alle parti l’avvio del procedimento, indicando i termini entro cui produrre scritti difensivi e documentazione, poter replicare alle produzioni avversarie, nonché il termine di conclusione del procedimento.
All’udienza di discussione le parti sono ammesse ad illustrare oralmente le rispettive posizioni e possono farsi assistere da consulenti o rappresentanti delle associazioni di consumatori. Conclusa la fase istruttoria, il fascicolo viene trasmesso all’organo collegiale che è competente ad adottare il provvedimento finale. Il provvedimento di definizione viene notificato alle parti, pubblicato nel bollettino ufficiale dell’Autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni (Agicom) e reso disponibile sul sito web della stessa Autorità. Se l’istanza è fondata, il provvedimento può contenere la condanna dell’operatore al pagamento di un indennizzo nei confronti dell’utente.

La delibera dell’Agcom o la determinazione del Corecom sono vincolanti per le parti, ma resta salva la possibilità di far valere in Tribunale l’eventuale maggior danno subito a causa dei disservizi telefonici.


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