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Approvato il testo “anticorruzione”: ecco spiegate tutte le novità

1 novembre 2012 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 novembre 2012



Ecco le novità del disegno di legge anticorruzione.

Il disegno di legge anticorruzione è diventato ieri legge, con la definitiva approvazione, dopo il si del Senato, anche della Camera dei deputati (sulla votazione il Governo aveva posto la fiducia).

Si tratta di un provvedimento storico, della stessa portata – qualcuno ha sottolineato – del famoso 41 bis: come il carcere duro per i mafiosi, infatti, anche le norme anticorruzione segnano una presa di distanza tra la politica e il crimine.

Abbiamo già trattato, in precedenza, del suo contenuto  Ecco le novità più interessanti della riforma:

– viene prevista l’incandidabilità per chi ha riportato pene detentive superiori a due anni.

Si tratta del punto che ha suscitato maggior interesse da parte della popolazione e dei media. In realtà, tuttavia, su questo punto, il disegno di legge non prevede norme subito obbligatorie, ma soltanto una delega al Governo da esercitare entro un anno: il governo s’impegna, recita il testo, a esercitare tutte le deleghe in materia di incandidabilità, trasparenza responsabilità disciplinare e incompatibilità per i dirigenti immediatamente dopo l’approvazione della legge affinché le nuove misure possano essere subito operative.

Il ministro della Giustizia Paola Severino ha comunque voluto tranquillizzare gli italiani, promettendo l’emanazione delle norme entro un mese e la loro applicazione già dalle prossime elezioni.

– per una maggiore trasparenza dell’attività amministrativa, tutti gli enti pubblici dovranno pubblicare sui siti istituzionali i bilanci di esercizio e a consuntivo, con particolare riferimenti agli oneri di realizzazione di opere pubbliche o di erogazione dei servizi;

– il governo dovrà stilare un codice etico per i dipendenti pubblici;

– sarà obbligatoria, per tutti i pubblici incaricati, una formazione alla legalità, all’etica e alla trasparenza, per mezzo di appositi corsi attitudinali presso la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione;

– per ogni procedura messa in atto da enti pubblici, verrà nominato un dirigente col ruolo di “sorvegliante” della regolarità nello svolgimento della procedura stessa, che dovrà, in particolare, prevenire il rischio di corruzione nell’attività amministrativa dell’ente. Chi non assolverà pienamente a questo compito, nel momento in cui dovessero emergere indizi di irregolarità, potrà essere perseguito per il reato di corruzione;

– vengono inasprite le pene: da due a quattro anni per la corruzione propria, da tre a quattro per il peculato, da sei mesi a un anno per l’abuso d’ufficio. E, si badi bene, si tratta sole delle pene minime.

– viene introdotto il nuovo reato di influenze illecite, punibile da uno a tre anni per i comportamenti antecedenti all’atto stesso di corruzione: basterà operarsi o promettere denaro per ricevere – o garantire – trattamenti di favore contrari al buon andamento amministrativo e si potrà incorrere subito nell’imputabilità;

– il punto nodale è il divieto di ricoprire incarichi pubblici per chi ha ricevuta una condanna anche non definitiva per delitti contro la pubblica amministrazione (non potranno, per es., far parte delle commissioni giudicatrici delle gare d’appalto o di uffici impegnati nella gestione delle finanze);

– viene abolita la Civit, che verrà rimpiazzata dall’Autorità nazionale anticorruzione nella pubblica amministrazione, anch’essa finalizzata a porre sotto la lente l’aderenza delle procedure ai principi legislativi, di trasparenza e di neutralità.

– verranno create, presso le Prefetture, le cosiddette “white list” coi nomi di quelle imprese ritenute al di sopra di ogni sospetto, cui verrà esentata la presentazione della certificazione antimafia;

 

 

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1 Commento

  1. E’ estremamente importante compredere le accuse verso questa legge che i più definiscono di facciata:
    1) incandidabilità: questo era uno dei punti essenziali e maggiormente sentiti: la finalità doveva essere l’eliminazione di tutte quelle persone che non presentavano i requisiti per entrare e soprattutto restare in Parlamento. La legge sul punto è molto carente, perchè non è immediatamente applicabile (rinvia ad un intervento esecutivo del Governo) ed ha maglie larghissime (condanna definitiva superiore a 3 anni o per reati particolarmente gravi quali mafia e terrorismo). Cioè consente a tutti i Parlamentari condannati ed inquisiti di ripresentarsi.
    2) concussione: viene distinta una concussione per costrizione ed una per induzione; la prima è quando il pubblico ufficiale si avvale di metodi violenti per lucrare l’ingiusto profitto (lo costringe con violenza o minacce) e questa è punita con una pena di 12 anni e con la prescrizione di 15; mentre per la seconda, qualificata “indebita induzione” (quando il publico ufficiale si avvalga di metodi induttivi, non violenti, del tipo “se non paghi, non avrai questo”, o “se non paghi, ti rovino”), la pena è bassa (8 anni) e soprattutto la prescrizione è più breve (10), tale da non cosentire lo svolgimento del processo e la condanna del responsabile ed il conseguente allontanamento dal Parlamento. Prima non c’era distinzione tra le due tipologie. Quindi è un favor rei ingiustificato.
    3) infine non è punito l’autoriciclaggio (se il parlamentare, corrotto o concussore, reinveste in attività lecite i proventi del reato) non è punito.

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