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Lo sai che? Lavoro: cosa sono le categorie protette

Lo sai che? Pubblicato il 12 ottobre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 12 ottobre 2017

Categorie protette per il collocamento mirato: quali lavoratori possono iscriversi e quali sono i benefici?

Appartengono alle categorie protette i lavoratori tutelati dalla Legge 68 [1], la norma che sostiene i soggetti svantaggiati nell’inserimento nel mercato del lavoro attraverso il collocamento mirato.

In base alla Legge 68, in particolare, le aziende che occupano più di 15 dipendenti sono tenute a riservare una parte dei posti di lavoro ai lavoratori svantaggiati appartenenti alle categorie protette: questo beneficio, detto quota di riserva, grazie al quale alle categorie protette è offerta la priorità per l’inserimento nelle aziende, è noto come collocamento obbligatorio.

Il termine collocamento obbligatorio è stato poi sostituito dal termine “collocamento mirato”: grazie all’evoluzione della tutela in materia di collocamento, difatti, il lavoratore svantaggiato non è più valutato in base ai suoi limiti, ma sono valorizzate le sue competenze e capacità.

Per garantire una tutela completa e il coinvolgimento attivo dei lavoratori svantaggiati, sono stati istituiti servizi per l’impiego specifici che, in collaborazione coi servizi sociali, sanitari, educativi e formativi costituiscono le liste relative alle categorie protette, programmano e attuano interventi mirati e provvedono all’avviamento al lavoro dei soggetti nelle liste.

Ma quali sono, nel dettaglio, i lavoratori che rientrano nelle categorie protette, come ci si iscrive alle liste e in che cosa consistono i benefici connessi al collocamento mirato? Facciamo un breve punto della situazione.

Chi appartiene alle categorie protette?

Appartengono alle categorie protette e possono iscriversi alle relative liste speciali:

  • le persone in età lavorativa affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali ed i portatori di handicap intellettivo, in possesso di riduzione della capacità lavorativa (invalidità) superiore al 45%;
  • gli invalidi del lavoro, con un grado di invalidità, accertato dall’Inail, superiore al 33%;
  • i ciechi assoluti o le persone con un residuo visivo non superiore a 1/10 a entrambi gli occhi;
  • i sordomuti, cioè le persone colpite da sordità sin dalla nascita o prima dell’apprendimento della parola;
  • le persone che percepiscono l’assegno di invalidità civile, per accertamento da parte dell’Inps di una riduzione permanente a meno di 1/3 della capacità lavorativa;
  • gli invalidi di guerra, gli invalidi civili di guerra e gli invalidi per servizio con minorazioni ascritte dalla 1° all’8° categoria.

Sono soggette a una particolare tutela anche le seguenti categorie:

  • orfani e coniugi superstiti dei lavoratori deceduti per causa di lavoro, guerra o servizio, o per l’aggravarsi dell’invalidità derivante da tali cause;
  • coniugi e figli di grandi invalidi di guerra, di servizio o di lavoro;
  • profughi italiani rimpatriati;
  • familiari delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata.

Gli invalidi totali (con percentuale di invalidità pari al 100%) possono iscriversi nelle liste speciali per accedere al lavoro o a percorsi di inserimento mirato, ma soltanto se possiedono ancora una residua capacità lavorativa.

Quali lavoratori appartenenti alle categorie protette possono iscriversi alle liste di collocamento mirato?

Per poter risultare iscritto nell’elenco della Legge 68, il lavoratore appartenente alle categorie protette deve risultare in stato di disoccupazione o in situazioni lavorative compatibili con il mantenimento dello stato di disoccupazione. Nel dettaglio, si mantiene lo stato di disoccupazione necessario all’iscrizione nella graduatoria se:

  • si è occupati con rapporto di lavoro subordinato di durata fino a 6 mesi (in questo caso lo stato di disoccupazione è sospeso);
  • il lavoro svolto, subordinato o parasubordinato, produce un reddito inferiore ad 8.000 euro lordi all’anno;
  • il lavoro svolto produce un reddito inferiore a 4.800 euro lordi all’anno, se autonomo;
  • il lavoro è svolto, a prescindere dai limiti di reddito, per attività lavorative nell’ambito di particolari progetti.

Se non viene svolto alcun lavoro dipendente la persona disabile iscritta nell’elenco della Legge 68 deve presentarsi spontaneamente al centro per l’impiego, almeno una volta all’anno, per riconfermare (mediante la sottoscrizione di un apposito modulo) la propria immediata disponibilità al lavoro (conferma Did).

In caso di mancata conferma, la persona perde lo stato di disoccupazione con conseguente cancellazione dall’elenco della Legge 68.

Appartenenti alle categorie protette computabili nella quota di riserva

Le aziende, in ogni caso, possono computare nella quota di riserva i lavoratori che diventano disabili successivamente all’assunzione, oppure quelli che, sebbene già disabili al momento dell’assunzione, non siano stati avviati per il tramite del collocamento obbligatorio, purché abbiano una riduzione della capacità lavorativa superiore al 60%, o al 45% se disabili psichici, o al 33% se invalidi del lavoro.

Per poter computare il disabile all’interno della quota di riserva, è sufficiente che l’azienda presenti un’apposita richiesta d’inserimento di persona con disabilità nella quota d’obbligo.

Iscrizione alle liste di collocamento per gli appartenenti alle categorie protette

Per quanto riguarda le modalità d’iscrizione alle liste di collocamento mirato e il rilascio della relativa documentazione, l’ente attualmente competente è il centro per l’impiego della provincia (o del diverso ambito territoriale) in cui l’interessato risiede; in particolare, è competente il servizio per l’inserimento mirato dei disabili.

Le liste speciali, o liste di collocamento mirato, sono elenchi pubblici formati secondo una graduatoria unica che raggruppa tutte le disabilità; l’iscrizione presso le liste speciali è uno dei presupposti per l’inserimento lavorativo dei disabili, indispensabile per tutte le assunzioni dei lavoratori svantaggiati che fruiscano dei benefici della Legge 68 [1], comprese le assunzioni con chiamata nominativa.

I criteri che concorrono alla formazione della graduatoria unica sono:

  • l’anzianità di iscrizione negli elenchi del collocamento obbligatorio;
  • la condizione economica;
  • il carico familiare;
  • la difficoltà di locomozione nel territorio.
  • ulteriori elementi individuai dalle regioni in base alle esigenze territoriali;
  • non esiste più il limite massimo di età pari a 55 anni, compiuti i quali si veniva cancellati dalle liste.

Come iscriversi alle liste di collocamento mirato

Il disabile che desidera iscriversi alle liste di collocamento mirato, già in possesso del verbale della commissione medica che attesti la sua invalidità o la sua condizione di svantaggio, deve:

  • innanzitutto, rivolgersi al centro per l’impiego territoriale, in particolare ai servizi per l’inserimento mirato dei disabili;
  • deve poi effettuare un colloquio, con l’operatore di riferimento assegnato, finalizzato alla raccolta delle informazioni utili a comprendere le potenzialità lavorative;
  • sarà poi redatta, a seguito del colloquio, la relazione conclusiva da parte della commissione sanitaria integrata (da non confondersi col verbale sanitario della commissione medica che riconosce l’invalidità civile: quest’ultimo, difatti, è solo il presupposto per avviare la procedura), che convocherà il lavoratore e indicherà il tipo di percorso lavorativo da intraprendere:
  • collocamento mirato senza interventi di supporto,
  • collocamento mirato con il supporto di un servizio di mediazione,
  • collocamento mirato con il supporto di un servizio di mediazione e con l’utilizzo di strumenti tecnici,
  • percorso formativo propedeutico al collocamento mirato (valevole anche per i disabili psichici),
  • collocamento mirato per disabili psichici,
  • non collocabile al lavoro,
  • percorso per situazioni socio-sanitarie complesse.

Gli operatori di riferimento del centro per l’impiego, sulla base delle indicazioni fornite dalla commissione sanitaria integrata provvederanno poi, insieme al lavoratore e compatibilmente alle opportunità lavorative, a predisporre il progetto di inserimento lavorativo e a erogare i servizi riservati per ogni tipologia di profilo. Terminata la procedura, il lavoratore sarà inserito nella graduatoria unica.

note

[1]  L.68/1999.


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1 Commento

  1. Sono invalido al 100% , iscritto alla categoria protetta dal 1994 e ancora ad oggi non ho trovato una sistemazione, secondo me è una presa in giro iscriversi nella lista categoria protetta tanto sé esiste il lavoro lo danno solo sé si è raccomandati o si da qualche scambio di voto questa è la realtà in Italia , sono sfiduciato e sopratutto indignato.

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