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Quale lavoro a 16 anni?

1 settembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 settembre 2017



Il lavoro minorile è ammesso ma nel rispetto di ben precise regole stabilite dalla legge. A quanti anni si può iniziare a lavorare? E quali lavori sono ammessi?

Da sempre la legge guarda con un occhi particolari il lavoro minorile e se, da un lato, vieta il lavoro al di sotto dell’età adolescenziale, dall’altro si preoccupa di proteggere i giovani dipendenti dallo sfruttamento e da impieghi tali da danneggiare il loro sviluppo psico-fisico e la loro salute o che compromettono la loro istruzione. 16 anni è l’età minima per poter lavorare [1]. Ma quale lavoro si può fare a 16 anni? Qualsiasi ma nel rispetto di alcune condizioni.

Lavoro minorile: come prevede la legge?

Quando si parla di lavoro minorile occorre distinguere tra:

  • bambini, cioè coloro che non hanno compiuto 15 anni e devono ancora andare a scuola;
  • adolescenti, cioè i minori di età compresa tra 15 e 18 anni che hanno superato la fase della scuola dell’obbligo.

Ricordiamo che, per legge, l’istruzione obbligatoria è pari a 10 anni in modo da poter conseguire entro i 18 anni un diploma o una qualifica professionale. Che significa questo?

L’età minima di ammissione al lavoro deve coincidere con quella in cui cessano gli obblighi scolastici

Lavoro minorile: è possibile?

Significa che, per poter iniziare a lavorare, occorre aver terminato la scuola dell’obbligo. Ne deriva che i bambini (secondo la distinzione che abbiamo fatto sopra) non possono essere adibiti a nessun lavoro a meno che non si tratti di attività di tipo culturale, artistico, sportivo (si pensi a un nuotatore professionista), pubblicitario (si pensi a un piccolo modello) o nello spettacolo (come attori o attrici) e sempre che si permetta loro di completare la scuola e non si comprometta la loro salute. Fanno eccezione alla regole dei 16 anni anche gli apprendisti che possono iniziare a lavorare a 15 anni. Si legga, L’apprendistato.

Gli adolescenti, invece, possono svolgere qualsiasi tipo di attività lavorativa tutelando la loro integrità psico-fisica. Ad esempio, non si potrà farli lavorare a contatto con sostanze nocive, agenti chimici o con macchinari pericolosi.

Nessuna discriminazione basata sull’età: a parità di lavoro, pari retribuzione

Lavoro minorile: come?

Una volta chiarite queste regole di base, il rapporto di lavoro con un minore si svolge normalmente, come con un qualsiasi altro lavoratore, con alcune norme più favorevoli proprio tenuto conto dell’età. Il rapporto deve essere regolato con un contratto, nel quale siano chiariti i compiti, il compenso, la durata del lavoro. Lo stipendio non deve essere stabilito in base all’età, ma alle mansioni e all’orario quotidiano: per dirla come la Costituzione, a parità di lavoro occorre garantire al minore pari retribuzione [2]. E, poiché si tratta di un contratto con un minorenne, esso deve essere controfirmato anche dai genitori.

Regole particolari sono previste, come dicevamo, per:

  • l’orario di lavoro: non può superare le 7 ore giornaliere e le 35 ore settimanali per i bambini (nei casi in cui è ammesso) e le 8 ore giornaliere e le 40 settimanali per gli adolescenti; è vietato il lavoro notturno;
  • il riposo settimanale: almeno due giorni a settimana, possibilmente consecutivi e comprendenti la domenica;
  • le ferie: per i minori di 16 anni non possono essere inferiori a 30 giorni all’anno mentre per coloro che hanno compiuto 16 anni valgono le regole ordinarie (4 settimane l’anno).

note

[1] Art. 1, co. 622, l. n. 296 del 27.12.2006.

[2] Art. 37 Cost.

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