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Lo sai che? Se mi trasferisco all’estero Equitalia può ancora chiedermi qualcosa?

Lo sai che? Pubblicato il 23 settembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 23 settembre 2017

Devo trasferirmi in Portogallo. In Italia ho debiti pendenti verso la Pa già notificati da Equitalia con pignoramento del conto corrente. Cosa rischio in Portogallo?

Equitalia è legittimata a procedere alla riscossione coattiva delle somme iscritte a ruolo [1]. Si tratta di una procedura che è preceduta dalla notifica della cartella di pagamento contenente l’indicazione della data in cui il ruolo è stato reso esecutivo. Per la riscossione delle somme non liquidate, infatti, il concessionario procede alla esecuzione sulla base del ruolo, che costituisce titolo esecutivo. La procedura esecutiva è altresì regolata dalle norme ordinarie del codice di procedura civile applicabili in rapporto al bene oggetto di esecuzione (mobile o immobile), in quanto non derogate dalla legge e con essa compatibili.

Alla luce della disciplina generale prevista in materia di riscossione, il lettore appare essere stato soggetto al pignoramento presso terzi (pignoramento del conto corrente). Egli riferisce che sul suo conto corrente non risultavano depositate somme di denaro, quindi l’istituto di credito non è stato posto nelle condizioni di poter ottemperare all’ordine di pagare il credito direttamente al concessionario. Nel caso di inottemperanza all’ordine di pagamento da parte della banca, il concessionario può procedere in via ordinaria con lo strumento del pignoramento presso terzi previsto dal codice di procedura civile [2], cioè mediante citazione del terzo intimato e del debitore avanti al giudice dell’esecuzione. Nel qual caso, l’istituto di credito avrà formulato dichiarazione negativa e nel caso di mancanza di contestazioni da parte del concessionario la procedura esecutiva dovrebbe essere oggetto di un provvedimento di estinzione. Tuttavia, la circostanza legata al recente trasferimento all’estero nell’ambito di un paese facente parte dell’Unione Europea non esclude di per sé la possibilità da parte del Fisco italiano di poter procedere ancora nei confronti del lettore ai fini della riscossione dei tributi. In primo luogo, i cittadini italiani che risiedono all’estero per più di un anno devono richiedere al proprio Comune la cancellazione dall’Anagrafe della popolazione residente e il trasferimento nell’Anagrafe dei residenti all’estero (Aire) entro 3 mesi dall’arrivo nel Paese straniero (si tratta quindi di un obbligo che consente la tracciabilità – anche ai fini fiscali – degli spostamenti del lettore); in secondo luogo, a livello dapprima comunitario e ora europeo sono stati previsti meccanismi di collaborazione tra gli stati in materia di recupero dei crediti dovuti a titolo di imposta. Le domande di recupero dei crediti sono difatti accompagnate dal titolo uniforme che consente l’esecuzione nello stato membro adito e costituisce la base per adottare le misure di recupero e le misure cautelari nei confronti del contribuente.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Leonardo Serra

note

[1] Art. 45 d.P.R. n. 602 del 29.09.1973.

[2] A norma dell’art. 543 e ss. cod. proc. civ.


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