| Editoriale

Come avviene la visita fiscale?

31 agosto 2017


Come avviene la visita fiscale?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 agosto 2017



Con la nascita del Polo Unico per le visite fiscali, sia nel settore privato che in quello pubblico l’Inps può prendere l’iniziativa e inviare il medico di controllo.

La visita fiscale consente il controllo, da parte del datore di lavoro e dell’Inps, dell’effettività della malattia del dipendente che non può andare a lavorare. Il meccanismo è stato di recente riformato grazie all’introduzione del Polo unico per le visite di controllo al fine di garantire un maggior numero di verifiche a domicilio. In particolare, l’Inps potrà attivarsi d’ufficio sia nel settore privato che in quello pubblico, senza bisogno di sollecitazioni del datore di lavoro. Ma procediamo con ordine e vediamo come avviene la visita fiscale e chi la chiede.

Certificato medico e trasmissione all’Inps

Quando un dipendente cade malato e non può recarsi al lavoro, lo comunica immediatamente al datore o al capo del personale (anche con una telefonata) dimodoché l’attività aziendale non subisca rallentamenti o interruzioni. Successivamente deve recarsi dal proprio medico di famiglia e sottoporsi a visita per il rilascio del certificato medico, certificato che non può essere emesso a seguito di diagnosi telefonica (è quindi necessaria la presenza fisica del dottore che esegue la diagnosi e prescrive il riposo). Il lavoratore può recarsi direttamente presso l’ambulatorio del medico nell’orario di apertura (visita ambulatoriale); se però le condizioni di salute non consentono uno spostamento, l’attività medica viene prestata a domicilio. La visita domiciliare deve essere eseguita:

  • nel corso della stessa giornata, quando la richiesta perviene entro le ore 10,00;
  • entro le ore 12,00 del giorno successivo, in caso di richiesta recepita dopo le ore 10,00.

Fatto ciò il medico trasmette in via telematica il certificato all’Inps, il quale – a sua volta in via telematica – lo mette a disposizione del datore di lavoro per i successivi controlli. Dunque non spetta più al dipendente trasmettere il certificato medico all’azienda presso cui è assunto.

Sono escluse dall’obbligo di certificazione del medico curante le assenze per malattia per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche o diagnostiche, per le quali la certificazione può essere rilasciata anche da un medico o da una struttura privata.

Solo quando, per qualsiasi motivo, non è possibile inviare telematicamente all’INPS la certificazione, il medico o la struttura sanitaria la rilasciano in modalità cartacea al lavoratore, il quale deve inviare all’INPS il certificato di diagnosi e al datore di lavoro l’attestato di malattia, entro 2 giorni dal rilascio, secondo i canali tradizionali.

Chi chiede la visita fiscale?

Il datore di lavoro (nel comparto privato) o la pubblica amministrazione datrice (nel comparto pubblico) possono chiedere la visita fiscale nei confronti del dipendente malato. Lo possono fare sin dal primo giorno e anche più di una volta nell’arco della stessa assenza per malattia. La giurisprudenza ritiene però vessatorio il comportamento del datore che invia ripetutamente il medico fiscale al dipendente.

L’iniziativa dell’invio del medico di controllo può oggi essere assunta anche dallo stesso Inps sia per i dipendenti privati (così era già in passato) che per quelli pubblici (è questa una delle novità introdotte con il polo unico).

Sino ad oggi il lavoratore poteva ricevere una sola visita al giorno. Con la riforma la visita può avvenire, su richiesta dell’Inps, anche due volte nell’arco della stessa giornata. Il datore potrebbe far eseguire anche due verifiche in tre giorni sempre che, come ha affermato la Cassazione, non si rilevi che le visite reiterate sono disposte per molestare o danneggiare il lavoratore (con stato di malattia chiaramente accertato).

Tutti i datori di lavoro (compresi quelli non tenuti al versamento all’INPS della contribuzione di malattia) devono presentare le richieste di visita medica di controllo in via telematica, attraverso il portale dell’INPS (servizio «Richiesta visita medica di controllo»).

Polo unico per le visite fiscali

Dal 1° settembre 2017 è nato il Polo unico per le visite fiscali con l’attribuzione a Inps della competenza esclusiva ad eseguire visite mediche di controllo, oltre che ai lavoratori privati, anche ai lavoratori pubblici assenti per malattia, sia su richiesta delle pubbliche amministrazioni in qualità di datori di lavoro, sia d’ufficio (sono escluse dalle competenze Inps le visite al personale delle forze armate, polizia, vigili del fuoco). Vediamo come funziona il sistema di gestione delle visite mediche di controllo.

Un sofisticato sistema, detto «Data Mining», elabora serie storiche di decine di milioni di eventi di malattia e, sulla base di criteri individuati su base statistica, seleziona quotidianamente gli eventi più probabilmente passibili di riduzione della prognosi. Insomma, la scelta di dove mandare i medici non è casuale, ma avviene sulla base del calcolo del fattore “rischio”, ossia laddove vi sia maggiore possibilità di frode.

Le visite sono tempestive: ogni giorno, entro le prime ore del mattino, l’applicativo informatico Savio assegna le visite domiciliari ad ognuno dei medici fiscali, combinando le visite mediche di controllo d’ufficio e quelle su richiesta dei datori di lavoro; il medico fiscale riceve in tempo reale le sue Vmc sul proprio NetBook (in via di sostituzione con tablet). Savio assegna le visite mediche di controllo tra i medici disponibili e a ciascun medico in modo da minimizzarne i percorsi.

Quando arriva il medico fiscale

Veniamo ora all’obbligo di reperibilità del lavoratore dipendente: il medico fiscale può arrivare nelle seguenti fasce orarie:

  • settore privato: dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 17 alle ore 19;
  • settore pubblico: dalle ore 9 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 18.

La visita fiscale può arrivare anche nel week end e può essere disposta dall’Inps anche per più di una volta nell’arco della stessa giornata.

Al termine della visita di controllo il medico redige presso il domicilio del lavoratore un apposito verbale informatico e ne fornisce copia al lavoratore. Il verbale viene trasmesso in tempo reale ai sistemi informatici dell’Inps e reso contestualmente accessibile al datore di lavoro che ha richiesto la visita.

Sono esclusi dall’obbligo di rispettare le fasce di reperibilità i lavoratori assenti per:

  • patologie gravi che richiedono terapie salvavita, comprovate da idonea documentazione, rilasciata dalle competenti strutture sanitarie, attestante la natura della patologia e la specifica terapia salvavita;
  • stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta che ha determinato una riduzione della capacità lavorativa in misura pari o superiore al 67%.

Se il dipendente non è a casa al momento dell’arrivo del medico fiscale, quest’ultimo provvede nel seguente modo:

  • rilascia, possibilmente a persona presente nell’abitazione del lavoratore, un avviso con l’invito per il lavoratore a presentarsi il giorno successivo (non festivo) alla visita di controllo ambulatoriale, salvo che l’interessato non riprenda l’attività lavorativa;
  • comunica l’assenza del lavoratore all’Inps che, a sua volta, avvisa il datore di lavoro.

Se il lavoratore non si reca alla visita ambulatoriale, l’Inps ne dà comunicazione al datore di lavoro ed invita il lavoratore a fornire le proprie giustificazioni entro 10 giorni.

Che rischia il dipendente che non è a casa all’arrivo del medico fiscale?

Se il lavoratore non viene trovato al domicilio che aveva comunicato, o in quello diverso indicato nel certificato medico di malattia, perde il 100% del trattamento economico relativo ai primi 10 giorni di malattia; nel caso di una seconda assenza perde il 50% del trattamento economico riferito alle giornate di malattia successive alla decima; se l’assenza si verifica una terza volta, tutta la malattia viene inficiata. I lavoratori possono presentare una giustificazione entro e non oltre 15 giorni.

Nei casi di reiterata assenza, il dipendente può anche essere licenziato. Secondo la Cassazione [2], la permanenza presso il domicilio durante le fasce orarie previste per le visite mediche domiciliari di controllo costituisce «non già un onere bensì un obbligo per il lavoratore ammalato», in quanto l’assenza, rendendo impossibile il controllo sulla sussistenza della malattia, «integra un inadempimento, sia nei confronti dell’istituto previdenziale, sia nei confronti del datore di lavoro, che ha interesse a ricevere regolarmente la prestazione lavorativa».

note

[1] Artt. 18 e 22 DLgs 75 del 27 maggio 2017


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2 Commenti

  1. Buonasera vorrei sapere a tal proposito se chi ha una patologia riconosciuta da causa di servizio è esonerato dalla visita fiscale.GRAZIE.

  2. Buongiorno, anche io richiedo se chi ha una patologia riconosciuta da causa di servizio è esonerato dalla visita fiscale come era precedentemente previsto dal DM n. 206 del 18 dicembre 2009, entrato in vigore a decorrere dal 4 febbraio 2010. Grazie

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