Visita fiscale anche due volte nella stessa giornata

31 Agosto 2017


Visita fiscale anche due volte nella stessa giornata

> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 Agosto 2017



Malattia del dipendente: con la nascita del polo unico sono possibili due visite fiscali nell’arco della medesima giornata.

Due visite fiscali nella stessa giornata sono possibili? Finora no. Il medico dell’Inps infatti poteva eseguire il controllo fino a massimo una sola volta nell’arco della stessa giornata solare e comunque entro le fasce orarie prestabilite dalla legge. Oggi, con la nascita del Polo unico per le visite fiscali, questo aspetto viene riformato e il dipendente potrà subire la visita fiscale anche due volte nella stessa giornata. È questa forse una delle più interessanti novità che derivano dalla riforma recentemente approvata con la legge del 27 maggio scorso [1]. Ma procediamo con ordine.

Se hai letto la nostra guida su Come avviene la visita fiscale, tutti i tempi e i modi in cui il medico dell’Inps può recarsi al domicilio del dipendente malato per eseguire il controllo. Controllo che può essere richiesto dall’azienda (per i dipendenti privati) o dall’amministrazione (per quelli pubblici), ma ora può essere disposto in via autonoma anche dall’Inps stesso, senza bisogno di sollecitazioni del datore (tale possibilità, in passato, valeva solo per i dipendenti privati e non per quelli pubblici).

Inoltre, finora il lavoratore poteva ricevere una sola visita al giorno. Il legislatore però, al fine di contrastare quegli episodi in cui il dipendente, ricevuta la visita fiscale, usciva subito dopo di casa per svolgere a volte un secondo lavoro, ha voluto riservare la possibilità all’Inps di eseguire anche due visite fiscali nell’arco della stessa giornata. A sua volta il datore può far eseguire anche due verifiche in tre giorni sempre che, come ha affermato la Cassazione, le visite reiterate non siano disposte per molestare o danneggiare il lavoratore (con stato di malattia chiaramente accertato).

Le visite fiscali si accentueranno inoltre nei weekend e a ridosso dei giorni di ponte dal lavoro in cui solitamente si moltiplicano le malattie.

Con riferimento alla possibilità, per il lavoratore malato, di ricevere più visite fiscali nell’arco della medesima malattia (e, quindi, di rispettare le fasce di reperibilità anche nei giorni successivi a quello della visita domiciliare già avvenuta) per permettere ulteriori accertamenti, si scontrano due interpretazioni opposte.

Secondo un primo orientamento il lavoratore deve sempre rendersi reperibile nelle fasce orarie, anche quando il controllo medico è già avvenuto; il datore di lavoro può infatti chiedere più visite fiscali nell’arco della medesima malattia a condizione che ciò non sia rivolto a molestare o danneggiare il lavoratore senza un valido motivo [2]. Una seconda linea interpretativa, più favorevole al lavoratore, sostiene che la visita fiscale, risolvendosi in una limitazione della libertà di movimento del malato per via degli orari di reperibilità, non impone al lavoratore di rimanere a casa una volta che il medico di controllo ha accertato la malattia. L’estensione di una tale limitazione, anzi, potrebbe incidere negativamente sulla guarigione, specie nel caso di patologie la cui cura può richiedere l’allontanamento dal luogo abituale di residenza per località più consone alle condizioni del lavoratore ammalato [3]. A riguardo la Cassazione ha riconosciuto al dipendente il diritto al risarcimento del danno nei confronti dell’azienda che abbia richiesto continue visite domiciliari, ignorando sistematicamente i risultati dei precedenti controlli che confermavano la persistenza della malattia. In tale ipotesi si è ravvisato un intento persecutorio nel comportamento del datore di lavoro tale da causare addirittura un aggravamento della malattia del dipendente [3].

note

[1] Artt. 18 e 22 DLgs 75 del 27 maggio 2017

[2] Cass. sent. n. 116/1990.

[3] Cass. sent. n. 1942/1990.

[4] Cass. sent. n. 475/1999.


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5 Commenti

  1. La “ratio” della visita fiscale non rimane quella di accertare lo stato patologico del lavoratore? Questa nuova norma, con le reiterazioni degli accertamenti, anche più volte nella stessa giornata, a mio modesto avviso, non si configura solo quale restrizione della libertà di movimento del lavoratore, ma quale “restrizione della libertà personale” analogamente a “misure restrittive” disposte dall’autorita giudiziaria, senza peraltro che, nel caso del lavoratore malato, venga infranta alcuna norma penale. Infatti, la reiterazione dei controlli (a maggior ragione nell’arco della stessa giornata) non possono in alcun modo mirare all’accertamento dello stato patologico non compatibile con l’attività lavorativa del soggetto, quanto a “verificare” la presenza del lavoratore all’interno del proprio domicilio. Tra l’altro, questo anche quando la patologia pur essendo incompatibile con lo svolgimento della attività lavorativa, non sarebbe controindicata (nemmeno inteso come comportamento “ritardante” la guarigione) con l’allontanamento del lavoratore dal proprio domicilio (si pensi ad esempio, ad una frattura ad un arto superiore, non conciliabile con attività di tipo manuale, la cui guarigione non è di certo dipendente dalla permanenza o meno del malato al proprio domicilio ). Mi pare che questa sia una norma (come anche forse altre emanate negli ultimi anni) di per se vessatoria, più assimilabile ad uno Stato di polizia che a uno Stato di diritto, tendente a “camuffare” l’inefficienza dell’apparato statale nell’applicazione di norme precedenti, con meccanismi indiscriminatamente vessatori. Io ritengo , da profano beninteso, che questo, come anche altri provvedimenti legislativi dell’ultimo periodo, sia lesivo delle libertà e delle garanzie costituzionali. Ai posteri larda sentenza (e magari ai giudici costituzionali)…

    1. Ma voi che fate le visite fifiscali a voi chi le fa .E se le fanno siete coperti xxch siete tutti fra di voi complici ammetterlo. Furbi.e.lavativi…

  2. È per le 104/92 che alcuni non sanno nemmeno dove si trova l’ammalato quanto ci si arriva ad un controllo più serrato

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