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Un passante deve aiutare i feriti di un incidente?

1 settembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 settembre 2017



Far finta di niente quando si trova un incidente con dei feriti comporta omissione di soccorso, uno dei delitti di omessa solidarietà. Ecco cosa si rischia.

Che certe cose debbano essere raccolte nel Codice penale affinché vengano rispettate, lascia davvero perplessi. Ma visto che, quando ci si trova in una situazione di difficoltà, spesso si preferisce guardare da un’altra parte e sperare che qualcuno diverso da noi ci pensi a risolverla, la legge si vede costretta ad imporre alle coscienze dei cittadini certe regole di comportamento.

Una di queste: un passante deve aiutare i feriti di un incidente. Certo, bisogna valutare le circostanze, in particolare il fatto che attorno ai feriti non ci sia già una nuvola di persone: la troppa confusione, pur con tutta la buona volontà di chi si ferma a prestare soccorso, può avere degli effetti devastanti.

Il passante che non assiste i feriti di un incidente, quindi, commette reato. Si chiama «delitti di omessa solidarietà». Appunto: la solidarietà dovrebbe essere un valore insito nel Dna di chiunque. Invece si è sentito il dovere di punire chi questo valore non ce l’ha. Chissà perché.

I delitti di omessa solidarietà

Il diritto penale italiano contempla i delitti di omessa solidarietà con riferimento ad alcune fattispecie di reato punite dal Codice penale [1].

Alla base di questo delitto, come dicevamo, il concetto di solidarietà (richiamato, peraltro, dalla Costituzione [2]). Un concetto secondo cui un passante deve aiutare i feriti di un incidente. In sostanza, è come se il Codice penale volesse imporre un modello etico-culturale e di relazioni umane, andando al di là del suo compito di repressione ed assumendo una sorta di incarico moralizzatore.

Ma cosa dice, nella fattispecie, il Codice penale riguardo a quel passante che deve aiutare i feriti di un incidente? Dice che il suo atteggiamento comporta un’omissione di soccorso. E, testualmente, recita: «Chi, trovando un corpo umano che sia o sembri inanimato, ovvero una persona ferita o altrimenti in pericolo, omette di prestare l’assistenza occorrente o di darne immediato avviso all’autorità è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a 2.500 euro».

Non solo: se un passante non aiuta i feriti di un incidente e dalla sua mancanza di soccorso deriva una lesione personale, la pena è aumentata. Ma se ne deriva la morte, la pena è raddoppiata.

Leggete bene: quello che il Codice penale chiede al passante che deve aiutare i feriti di un incidente sono due cose: prestare soccorso e/o avvisare le autorità. Non commette reato, dunque, chi, trovandosi davanti ad un incidente grave con delle persone all’interno di una macchina disfatta, non osa toccarle per evitare di compromettere il loro stato di salute ma chiama subito un’ambulanza, la Polizia, i Carabinieri. Chiama, insomma, i soccorsi in modo tale che siano loro ad intervenire tempestivamente e con competenza.

(Piccola parentesi con nota dell’autore: quando, una trentina di anni fa, facevo il militare nella Croce Rossa spagnola, nel servizio di emergenza stradale, ho visto dei feriti rovinati non solo dall’incidente ma da interventi tanto premurosi quanto incapaci di volenterosi passanti che tentavano di tirarli fuori dall’auto senza sapere come prenderli. Cose da non fare mai: così partono colli, cervicali, spine dorsali, ecc.).

Commette reato, invece, chi se ne frega e non fa né l’una né l’altra cosa.

note

[1] Art. 593 cod. pen.

[2] L’art. 2 della Costituzione recita: « La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale».

Autore immagine: 123rf.com


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