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Assicurazione quando si può cambiare

6 ottobre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 ottobre 2017



Sei scontento della tua compagnia di assicurazione? Ora la puoi cambiare più facilmente di prima

Premio troppo alto, copertura troppo limitata, condizioni contrattuali sfavorevoli… Possono essere tanti i motivi di insoddisfazione verso la propria compagnia assicurativa.

Inoltre, le assicurazioni on line che propongono condizioni più economiche rispetto a quelle tradizionali nonché gli stessi siti internet che confrontano i prezzi praticati dalle varie compagnie alimentano il desiderio di abbandonare l’impresa assicurativa con la quale si è impegnati e di passare a una nuova. Ebbene, cambiare assicurazione si può e adesso è più facile di prima.

Niente più tacito rinnovo dell’assicurazione 

Fino al 2012 chi intendeva effettuare la disdetta della polizza assicurativa per la responsabilità civile auto (Rca) doveva inviare apposita comunicazione scritta – via fax o raccomandata r/r – alla propria compagnia entro il quindicesimo giorno antecedente alla scadenza del contratto.

In mancanza, la polizza veniva prorogata automaticamente alle stesse condizioni e per la stessa durata.

Attualmente, invece, allo scadere della polizza e in assenza del pagamento del premio, si ha l’automatica disdetta.

In particolare, la legge prevede che il contratto abbia durata annuale (soltanto su richiesta dell’assicurato è possibile fissare la durata di un anno più frazione), che cessi in maniera automatica alla scadenza e che non possa essere tacitamente rinnovato [1].

Eventuali clausole di rinnovo tacito saranno quindi considerate nulle.

La durata annuale ha lo scopo di evitare che il divieto di tacito rinnovo venga sostanzialmente aggirato dalla compagnia di assicurazione mediante la previsione della durata pluriennale del contratto.

Naturalmente, al fine di garantire la consapevolezza della scelta da parte dell’assicurato di disdettare la polizza, l’impresa di assicurazione deve comunicargli l’approssimarsi della scadenza del contratto con un preavviso di almeno trenta giorni ed è tenuta altresì a estendere la copertura assicurativa non oltre il quindicesimo giorno successivo alla cessazione.

In questo modo la legge tende a evitare che l’automobilista resti scoperto sotto il profilo assicurativo nella fase di transizione tra la vecchia e la nuova assicurazione.

A tal fine, infatti, è interesse dell’assicurato stipulare il contratto con la nuova compagnia prima che scada la polizza precedente.

Il divieto di tacito rinnovo si estende anche all’assicurazione dei cosiddetti “rischi accessori” – per esempio, l’assicurazione furto e incendio, l’assicurazione kasco (che copre i danni subìti dal veicolo dell’assicurato), ecc. – [2].

Documenti necessari per il passaggio alla nuova compagnia

I documenti da presentare per la stipula della nuova polizza sono

  • Documento di riconoscimento
  • Codice fiscale
  • Libretto di circolazione del mezzo
  • Attestato di rischio
  • Certificato di proprietà del veicolo. In caso di mezzo usato è necessario l’atto di passaggio della proprietà
  • Ricevuta di pagamento del premio relativo al nuovo contratto, il cui versamento deve avvenire, appunto, entro la data di scadenza della polizza precedente.

Particolarmente importante è l’attestato di rischio.

Questo documento rappresenta la storia assicurativa del contraente e riporta dati estremamente utili alla nuova compagnia per determinare le condizioni del contratto – in particolare, l’entità del premio – quali gli incidenti dei quali il cliente è stato responsabile oppure vittima, le caratteristiche di tali sinistri, la classe di merito raggiunta nonché quella individuata per l’anno a venire.

L’attestato deve essere consegnato per via telematica all’assicurato almeno 30 giorni prima della cessazione della polizza [3].

Va infine ricordato che il nuovo contratto entra in vigore automaticamente alla scadenza del contratto precedente.

note

[1] Art. 170 bis, comma 1 del Decreto legislativo 209/2005 (“Codice delle assicurazioni private”), introdotto dall’art. 22, comma 1 del Decreto legge 179/2012.

[2]  Art. 170 bis, comma 1 bis del Decreto legislativo 209/2005 (“Codice delle assicurazioni private”), inserito dall’art. 1, comma 25 della legge n. 124/2017.

[3] Regolamento dell’Ivass (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) del 19/5/2015.


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