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Lo sai che? Eredità: il beneficio di inventario è la scelta migliore?

Lo sai che? Pubblicato il 3 settembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 3 settembre 2017

Nostro padre ha lasciato solo debiti ma c’è un processo da cui otterremo un risarcimento. Abbiamo pensato di accettare con beneficio di inventario anzichè rinunciare ma vogliamo essere sicuri che sia la scelta migliore.

La giurisprudenza di legittimità [1] ha stabilito che la situazione di possesso dei beni ereditari da parte del chiamato (situazione che, assieme alla mancata redazione nei termini di legge dell’inventario, conduce a ritenere il chiamato come accettante puro e semplice) richiede solo una semplice relazione materiale tra i beni e il chiamato all’eredità e cioè una situazione di fatto che permetta l’esercizio concreto di poteri sui beni stessi. Successive sentenze hanno stabilito che per esservi possesso di beni ereditari è sufficiente che esso si manifesti anche per un solo bene ereditario (anche per semplici effetti personali del defunto, ed anche per un breve periodo di tempo [2]. D’altra parte, chiunque volesse attribuire al lettore e/o suo fratello, chiamandoli in giudizio, la qualità di eredi puri e semplici (nel caso non facessero l’inventario nei tre mesi dal decesso del padre) avrà l’onere di dimostrare l’esistenza di tale situazione di possesso relativamente a beni specificamente individuati: se la dimostrazione di tale situazione di possesso sarà data, toccherà allora al chiamato (cioè al lettore e/o suo fratello) dimostrare che per un qualsiasi eccezionale evento vi sia stata la materiale impossibilità di esercitare il possesso di quei beni di cui sia stato già provato nel corso del processo, in capo al chiamato all’eredità, il possesso. A questo punto, pur essendo assai complicato che qualcuno in futuro possa dimostrare il possesso da parte del lettore e/o di suo fratello degli indumenti e altri effetti personali del loro padre (che sono, stando al quesito, i beni relativamente ai quali una situazione di possesso al momento vi è), tale eventualità non può essere esclusa completamente. E perciò, onde evitare questo rischio, anche se remoto (cioè che qualcuno in futuro possa contestare di essere accettanti puri e semplici per non avere redatto l’inventario pur essendo nel possesso anche di un singolo bene ereditario), l’unica alternativa è di provvedere alla redazione dell’inventario nel termine di legge di tre mesi dal giorno dell’apertura della successione (cioè dalla morte del padre).

 

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte

note

[1] Cass. sent. n. 7076 del 22.06.1995.

[2] Cass. sent. n. 4707 del 14.05.1994.


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