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Contratto di lavoro occasionale, può durare un mese?

5 Settembre 2017 | Autore:
Contratto di lavoro occasionale, può durare un mese?

È possibile attivare un contratto di prestazione occasionale per la durata di un mese intero, o la natura saltuaria dell’attività lo esclude?

Vorrei sapere se posso assumere un lavoratore occasionale con i nuovi voucher per un intero mese, o devo per forza attivare un contratto a tempo determinato?

Il contratto di prestazione occasionale può essere attivato anche per periodi della durata complessiva di un mese, purché non si superino i limiti generalmente previsti per il lavoro occasionale: 280 ore di attività nell’anno, 2500 euro di compensi erogati dallo stesso utilizzatore allo stesso lavoratore, fermo restando il limite complessivo di compensi erogati da più committenti allo stesso lavoratore e a più lavoratori dallo stesso committente. Il tutto, nel rispetto delle previsioni del Decreto sull’orario di lavoro [1] a tutela del lavoratore, in merito al diritto al riposo giornaliero, alle pause e ai riposi settimanali.

In parole semplici, se i limiti stabiliti dalla normativa sulle prestazioni occasionali [2] e quelli relativi all’orario lavorativo sono rispettati, la prestazione di lavoro occasionale può anche essere resa tutti i giorni nell’arco di un mese: il fatto che l’attività lavorativa debba essere occasionale, difatti, non significa che debba esserci una discontinuità temporale. È questo l’orientamento della dottrina in merito, in particolare della Fondazione dei consulenti del lavoro [3]; l’Inps, invece, non si è ancora pronunciata esplicitamente sulla questione.

Ma procediamo per ordine, per capire meglio come funziona il lavoro occasionale e quali sono i suoi limiti.

I limiti del contratto di lavoro occasionale

La prestazione di lavoro occasionale può essere resa tramite il cpo (contratto di prestazione occasionale) o tramite il libretto famiglia: si tratta di una prestazione di lavoro assimilabile al lavoro accessorio, quello, cioè, precedentemente retribuito con i voucher, o buoni lavoro.

I limiti relativi all’attivazione del contratto di prestazione occasionale sono numerosi:

  • ciascun prestatore di lavoro può ricevere, con riferimento alla totalità degli utilizzatori, compensi di importo complessivamente non superiore a 5mila euro nello stesso anno; non può ricevere più di 2500 euro annui dallo stesso utilizzatore;
  • ciascun utilizzatore può erogare, con riferimento alla totalità dei lavoratori, compensi di importo complessivamente non superiore a 5mila euro annui;
  • la prestazione di lavoro occasionale deve avere una durata massima pari a 280 ore nell’arco dello stesso anno;
  • non è possibile attivare una prestazione occasionale per i committenti che hanno alle proprie dipendenze oltre 5 lavoratori a tempo indeterminato;
  • non è possibile fare ricorso a prestazioni di lavoro occasionali da parte di lavoratori con i quali l’utilizzatore abbia in corso (o abbia avuto in corso nei 6 mesi precedenti) un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa;
  • l’impresa utilizzatrice non deve appartenere al settore edile e non deve svolgere attività pericolose (come attività nelle cave e nelle miniere), né svolgere attività nell’ambito degli appalti.

La soglia limite relativa ai compensi massimi annui è calcolata sulla base del 75% dell’importo dei compensi, se il lavoratore appartiene alle seguenti categorie:

  • titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità;
  • giovani con meno di 25 anni di età, se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado oppure a un ciclo di studi presso l’università;
  • disoccupati;
  • percettori di prestazioni a sostegno del reddito, o del reddito d’inclusione (rei o sia).

In merito allo svolgimento delle prestazioni occasionali, poi, devono essere rispettati il riposo giornaliero, le pause e i riposi settimanali secondo le previsioni del decreto sull’orario di lavoro.

Pause e riposi dei lavoratori occasionali

Anche per i lavoratori occasionali, come anticipato, devono essere rispettate le pause ed i riposi previsti per tutti i lavoratori dalla legge [1]. Vediamo, nel dettaglio, la tutela prevista per il lavoratore:

  • riposo giornaliero: è previsto un minimo inderogabile di 11 ore di riposo al giorno; è nullo ogni patto contrario;
  • riposo settimanale: il riposo deve essere pari a 24 ore settimanali (in concreto 35, in quanto si deve contare anche il riposo giornaliero); il riposo settimanale può essere anche calcolato come media nell’arco di 14 giorni;
  • pausa giornaliera: nel caso in cui l’orario di lavoro superi le 6 ore giornaliere, deve essere garantita una pausa minima di 10 minuti.

note

[1] Artt. 7, 8 e 9, D.lgs. 66/2003.

[2] D.L: 50/2017.

[3] Fondazione Studi CDL, Approf. 10/08/2017.


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