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Gruppo Peugeot: Opel nel mirino…e vola in borsa

15 Febbraio 2017
Gruppo Peugeot: Opel nel mirino…e vola in borsa

Peugeot considera l’acquisto della casa automobilistica tedesca. I mercati apprezzano, la Germania un po’ meno

É stato un San Valentino di regali in casa Peugeot. Il costruttore francese corteggia con morbido abbraccio la cugina europea della General Motors nel giorno di San Valentino, per l’acquisizione di Opel…ed il titolo vola alle stelle.

Il gruppo Peugeot valuta l’acquisto

Lo storico gruppo francese Psa, ormai proprietario delle tre maggiori case automobilistiche francesi,  Peugeot, Citroen e Ds, studia la possibile acquisizione della Opel. Un’operazione che permetterebbe al Psa di aumentare il proprio potenziale e che, d’altro canto, potrebbe risollevare le sorti della filiale europea della General Motors, da anni in forti difficoltà nonostante le varie partnership sulle singole componentistiche, una per tutte la sinergia con il gruppo Fiat, che consentì il reciproco scambio di alcuni motori.

Psa esamina le iniziative strategiche di General Motors

Ciò che fino a ieri erano solo voci di corridoio, ha trovato conferma nelle parole dei rappresentanti legali della Psa, che hanno confermato di esaminare con General motors numerose iniziative strategiche tese a migliorare la sua redditività. Tra queste rientrerebbe anche la possibile acquisizione di Opel.

Il solo dubbio fa salire le borse: matrimonio gradito

Bastano le poche parole a far applaudire la platea dei mercati. A poco servono le cautele ed i «non esiste alcuna certezza sulla conclusione», i mercati, ben consapevoli della loro importanza da “tester”, mostrano pieno gradimento per l’operazione e Peugeot sale in borsa con un +4,13% a 0,74 euro.

Guardando ai numeri della controparte, la General Motors viene da un anno in perdita (circa 257milioni), con perdite in Europa superiori a 15 miliardi dal 2000 a oggi.

Nel pacchetto anche il marchio Vauxhall

Sempre secondo quanto emerso dalle indiscrezioni di stampa, nel patto in negoziazione rientrerebbe anche il marchio britannico Vauxhall, che sostanzialmente ripropone i modelli Opel in Gran Bretagna.

Laender: questo matrimonio non s’ha da fare

Se la Borsa apprezza il gioco dei ruoli, molto meno entusiasti sono gli attori tedeschi, che temono, come sempre in queste occasioni,  dure ripercussioni sul mondo del lavoro e sulla propria economia interna.

Preoccupati in particolare i presidenti dei Laender in cui la Opel produce, tra tutti la Renania-Palatinato e l’Assia Volker Bouffier, che, poco interessati ai cambi proprietari, temono naturalmente ripercussioni sul mondo del lavoro, augurandosi che un tal patto non comporti la chiusura degli stabilimenti…come dire: Italia docet!

Dura la neo ministra dell’Economia tedesca

L’attacco più duro arriva però da Brigitte Zypries, neo-ministra dell’Economia tedesca, che ha marchiato come «inaccettabile» il modo di procedere dei due gruppi. La ministra ha lamentato così il mancato contatto anticipato dei sindacati e delle rappresentanze di governo.

Scorrettezza internazionale o Real politik?

C’è infatti un profilo da analizzare, tra le oscure maglie dell’ operazione, ed è quello dei rapporti tra i due governi. In un mondo sempre più caratterizzato dal predominio dei mercati sulla politica, salta comunque all’occhio il ruolo di terzo grande azionista della Psa dello Stato francese. Pur se chiusi in secchi no comment, l’operazione fa trasparire più che ingenuità sull’etichetta una concretezza in stile real politik. Curioso, guardando al bismarckiano passato. Chi di spada ferisce…



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