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Il cane può entrare al supermercato?

3 Settembre 2017
Il cane può entrare al supermercato?

Il Ministero della Salute stabilisce il divieto di ingresso di animali negli alimentari, mercati e supermercati solo quando non è possibile evitare il contatto del quadrupede con i cibi esposti.

Il tema dell’accesso degli animali da compagnia, in particolare i cani, nei luoghi pubblici o aperti al pubblico ha sempre creato numerosi problemi, equivoci e contestazioni a causa delle norme non sempre chiare e della scarsa tolleranza di chi non ama i quadrupedi. Ricordiamo che per «luogo pubblico» si intende un luogo in cui tutti possono accedere senza limitazioni (una piazza, il parco comunale, l’ospedale), mentre il «luogo aperto al pubblico» è quello – anche di proprietà di privati – cui si accede solo in determinati momenti e a determinate condizioni (un cinema, il bar, il supermercato, il ristorante, la chiesa). Un particolare rilievo riveste la questione dell’ingresso del cane al supermercato: il contatto diretto tra l’animale e alcuni alimenti esposti senza protezioni o contenitori potrebbe infatti generare rischi igienici (si pensi al bancone della frutta e verdura o a quello del pane). Cosa si può fare in questi casi? L’animale deve rimanere fuori dalla porta, legato a qualche palo, in attesa che il suo padrone torni con le buste della spesa oppure è possibile far entrare il cane al supermercato? Di tanto ci occuperemo nel presente articolo, tenendo conto della recente e chiarificatrice nota emessa sul punto dal Ministero della Salute che, a quanto pare, ha lasciato maggiori aperture rispetto a un atteggiamento molto restrittivo sposato in passato. Ma procediamo con ordine.

Il proprietario è responsabile del corretto comportamento del cane

Prima di spiegare se il cane può entrare al supermercato dobbiamo chiarire che la legge italiana vieta l’ingresso di animali domestici solo nei locali dove si preparano, manipolano, trattano e si conservano gli alimenti (come le cucine). Unica eccezione riguarda i cani guida per non vedenti e i cani impiegati dalle forze dell’ordine. Negli altri luoghi non esiste un divieto assoluto di accesso degli animali d’affezione, a meno che non vi siano inderogabili esigenze igienico-sanitarie certificate da autorità competenti [1].

Detto ciò, verifichiamo come deve comportarsi il proprietario del cane quando va a fare la spesa. La prima cosa da verificare per stabilire se gli animali possono entrare nei supermercati è verificare se il Comune ha adottato una disciplina specifica, stabilendo con un regolamento il divieto o il libero accesso del quadrupede all’interno dei locali ove sono presenti alimenti. Il sindaco infatti può decidere in autonomia come regolare la materia, disciplinando l’ingresso degli animali nei luoghi pubblici del Comune che amministra e vietandolo nei luoghi “sensibili” come le scuole, gli ospedali, spesso lasciando libero il singolo esercente di decidere se permettere o meno l’accesso degli animali alla propria attività. Proprio per dipanare i dubbi e le difformità di disciplina è di recente intervenuto il Ministero della Salute con due importanti note.

Con una prima nota [2] il ministero aveva ricordato che l’accesso di animali domestici agli esercizi di vendita al dettaglio di alimenti non è ammesso salvo si tratti di cani guida per ciechi e cani delle forze dell’ordine. È tuttavia possibile – scrive il ministero – individuare, all’interno di tali esercizi commerciali – locali interni appositamente predisposti all’accoglienza degli animali domestici.

Con una successiva nota [3] lo stesso dicastero della Salute ha però aperto la possibilità dell’ingresso di cani e altri animali di compagnia nei negozi al dettaglio e nei supermercati solo se non vi è il rischio di contaminare gli alimenti. Il divieto d’accesso si prevede solo nel caso in cui non si riesca ad evitare il contatto. Ciò sempre a condizione che i regolamenti comunali o regionali permettano l’accesso agli animali domestici negli spazi aperti al pubblico.

Il cane non deve entrare a contatto con gli alimenti

Quindi, laddove il proprietario del supermercato – in quanto non esistono divieti nei regolamenti locali – voglia consentire l’accesso di cani e gatti dovrà prevedere apposite precauzioni per evitare il contatto diretto o indiretto con gli alimenti sia sfusi che confezionati. In caso contrario il commerciante subisce delle sanzioni [4].

Il ministero ha infine chiarito che l’operatore del settore alimentare (Osa) «ha l’obbligo di stabilire, in autocontrollo, quali siano le potenziali condizioni in cui si può verificare contaminazione degli alimenti da parte degli animali presenti nei locali e adottare tutti gli accorgimenti opportuni, formalizzandoli in procedure scritte di autocontrollo». Il divieto assoluto di accesso di cani nei supermercati è possibile solo quando il rischio di contaminazione non è evitabile.

Resta il fatto che per tutti i danni provocati dall’animale nel supermercato è responsabile il padrone: dal morso al passante a quello dato alla salsiccia nel banco frigo.


note

[1] Le norme che si occupano di animali nei luoghi pubblici o aperti al pubblico sono il Dpr n. 320/1954 (Regolamento di polizia veterinaria); la legge n. 37/1974 che regola i cani guida per non vedenti; il Regolamento CE n. 852/2004.

[2] Min. Salute nota n. 11359 del 27.03.2017.

[3] Min. Salute nota n. 23712/2017 del 7.06.2017.

[4] Art. 6 del dl n. 137/2007.


APPROFONDIMENTI

8 Ago 2017 | di Carlos Arija Garcia

I diritti degli animali

14 Commenti

  1. La legge italiana, che poi è europea “vieta l’ingresso di animali domestici solo nei locali dove si preparano, manipolano, trattano e si conservano gli alimenti (come le cucine). “come le cucine” è un’interpretazione errata, in quanto nella stessa legge 852/2004, si sottolinea che la legge è estesa a tutti i luoghi dove si svolge l’attività, quindi anche un gazebo esterno, se vogliamo fare i puntigliosi, in ogni caso la sala del ristorante è anche un luogo dove gli alimenti vengono conservati, non esiste infatti una sala che non abbia, vini, carrelli dolci o gelati. Quindi i canari se la pigliano in saccoccia. E c’è di più, “preparati e trattati” pare che il secondo, trattati, sia relativo alla compra vendita, oggetto di trattativa. A ben vedere , in effetti, si tratterebbe di una ripetizione. E se la ripigliano in saccoccia. Su quali siano i luoghi a cui applicare questa legge leggersi le pagine 6 art. 2 lettera 1 C; art. 6.2, 6.3 A; legato 1, punto 1.

    1. In saccoccia nessuno lo piglia perche tu non sai che disagio è avere il cane e non sapere dove lasciarlo quando vai a fare la spesa, i cani sono più puliti di noi quindi semmai il cibo lo contaminiamo noi umani e non i cani. Detto ciò io comunque rispetto la legge perche è uguale per tutti! E forse non sai che i cani oggi giorno possono entrare ovunque con un apposito trasportino, ovviamente quelli di taglia piccola.
      Quindi chi ha un cane non si chiama canaro ma si chiama persona e nessuno qui se lo piglia in saccoccia!

      1. Ottima risposta !!
        Ma l’amico sopra molto probabilmente ha avuto a che fare con un proprietario di cane del suo stesso lignaggio

  2. Purtroppo è cosa quotidiana vedere i cani che urinano sugli scaffali dei supermercati, che mettono il muso tra gli alimenti nel banco frigo. Nei bar rilasciano cattivo odore, sbavano in terra e i padroni gli fanno leccare dentro le tazze e se dici qualcosa sei cattivo. Occorre che la legge ritorni ad essere ferrea come un tempo e che non dia adito a dei fanatici prepotenti di imporre il loro modo di pensare e la loro visione della pulizia. Credevo che i negozi fossero per gli umani e per il loro benessere e non per quello delle bestie. Offendetemi pure così firmate il vostro biglietto da visita ai lettori più razionali.

    1. questo e proprio dire cavolate come fa un cane che in un apposito contenitore che tutti sup merc dovrebbere avere a mettere il muso da per tutto?

  3. che idiozie scritte da Nicola. Alla stesso modo non farei entrare umani con chissa’ quali malattie infettive e magari con una scarsa igiene., C’e’ ancora oggi chi si fa la doccia solo il sabato. Altro che cani, questi sono maiali, con tutto il rispetto per I maiali

  4. Sono perfettamente con Anonimo in quanto vedo (e purtroppo sento) quotidianamente persone con scarsa igiene personale. Pertanto credo che gli amici a quattro zampe sono molto più puliti. Se poi ci sono persone che lasciano che il loro cane lecchi la tazza in un bar, che dire di persone che fanno la stessa cosa o che la usano come posacenere? Dov’è l’igiene qui?

  5. Sono d’accordo con Zaire ma aggiungo che l educazione del cane la fa il padrone ………. qui è tutto un dire

    1. Cit. “credo che gli amici a quattro zampe sono molto più puliti”, ma siamo seri? Io vado all’ospedale con una neonata e il cane che urina lì non lo voglio! Come non lo voglio in ristorante perché voglio gustarmi una pietanza senza sentire la puzza del cane. Io non ce l’ho con i cani ma con i padroni che se lo portano appresso ovunque invece di lasciarlo correre all’aria aperta senza rinchiuderlo in un appartamento o in una borsetta!

      1. Igna nemmeno a me piace stare al ristorante con i bambini che urlano…si tratta di decenza: se hai un cane che puzza non lo porti al ristorante, se hai un cane che marca non lo porti al supermercato lasciandolo pisciare sugli alimenti…purtroppo chi ha i bambini rompicoglioni può entrare ovunque invece…

  6. mettetela , come vi pare ma i cani , regolamento o legge che sia , non dovrebbero entrare nei Bar , mercati, negozi di frutta e verdura , ristoranti o comunque in qualsiasi altro luogo , dove ci potrebbe essere la presenza di un umano , allergico a tutto cio’ che si porta appresso il cane, ovvero bava , sudore, respiro, sgrullamento , quando poi non decidono di fare la,cacchetta santa e la pipi’….nei luoghi , ove e’ consentito ( tollerato ) l’ingress dei cani , piuttosto che mettermi a discutere con gli educatissimi padroni , cambio strada e esercente…………

  7. Il proprietario di un cane EDUCATO e rispettoso dell’igene prima di entrare al ristorante o in altro luogo pubblico si preoccupa di fargli fare una giratina ECOLOGICA , in modo che non ci siano ne problemi ne discussioni. Io lo faccio. E chi NON vuole la mia canina NON vuole neanche me.

  8. Io vado solo dove accettano la mia canina altrimenti cambio negozio o bar o ristorante e prima di entrare cerco anche di capire che umani stanno là dentro. Se sono maleducati e rumorosi cambio subito perché è bene che non disturbino la mia quiete e quella della mia pelosina.

    1. Io invece evito di andare nei negozi o esercizi dove fanno entrare animali. Ho visto scene pietose anche in panetteria. Dove cani leccavano sedere di altro cane, dove si grattano con la zampa vicino al pane e le pizze esposte. Bisogna avere rispetto per le persone e per le leggi. Il tuo cane te lo tieni a casa o in luoghi deputati a ciò. I supermercati o i negozi sono per le persone. Pelosini o non pelosini sono sempre animali. ÀNIMALI.

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