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Divorzio: evitare il mantenimento intestando la casa al figlio

3 settembre 2017


Divorzio: evitare il mantenimento intestando la casa al figlio

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 settembre 2017



Legittimo trasferire una casa invece di versare l’assegno di mantenimento con obbligo di intestarla al figlio al diciottesimo anno.

Le separazioni e i divorzi danno spesso vita a battaglie giudiziarie di dubbia utilità. Come nel caso della richiesta di «addebito» avanzata dal coniuge più “povero”: quest’ultimo, anche se il giudice non dovesse attribuire la colpa della separazione all’altro, avrebbe ugualmente diritto al mantenimento, per cui tutta la diatriba in tribunale ha davvero poca utilità pratica. Altri giudizi vengono portati avanti per ottenere solo 100 euro in più sull’assegno mensile, quando poi, una volta ottenuta la sentenza, è materialmente difficile riscuoterli dall’ex. Per queste e tante altre ragioni, la carta della separazione consensuale o del divorzio congiunto è sempre quella preferibile. Specie quando sono presenti figli. Tra gli accordi che i coniugi possono prevedere vi è anche quello di eliminare il mantenimento con intestazione della casa al figlio. In pratica, quando la casa è di proprietà di uno solo dei due coniugi, quest’ultimo, volendo evitare di pagare l’assegno di divorzio all’ex e, nello stesso tempo, lasciare un immobile al proprio figlio, potrebbe disporre il trasferimento del bene a quest’ultimo se maggiorenne o, se minorenne, alla madre con obbligo poi per quest’ultima di intestarlo al figlio non appena compiuti 18 anni. Tale intesa è pienamente legittima e il tribunale potrà ratificarla. Lo ha chiarito di recente il tribunale di Genova [1] con una interessante sentenza che risponde all’esigenza di molte coppie che si separano.

Per comprendere il principio appena espresso facciamo un esempio. Immaginiamo marito e moglie in atto di divorziare. Lui guadagna 2.500 euro al mese mentre la moglie solo 600. La coppia ha un figlio che è ancora minorenne. Durante l’unione la coppia aveva optato per la separazione dei beni; il marito aveva acquistato una casa intestandola a sé stesso, casa che era diventata la residenza della famiglia. L’uomo si fa quattro calcoli e già sa che, se dovesse pagare il mantenimento alla moglie e al figlio, dei 2.500 euro mensili gli rimarrebbe poca cosa. Così, nell’intento di tagliare almeno una delle due voci, propone alla moglie di rinunciare al mantenimento, fermo restando quello del bambino; in cambio di ciò è disposto a donarle la casa, con la promessa che, ai 18 anni del figlio, venga intestata a quest’ultimo. In tale modo l’ex marito può anche garantire al piccolo un futuro e un “ricordo” paterno. Un accordo di tale tipo è legale? C’è il rischio che la moglie, in un momento successivo, ci ripensi e pretenda anche l’assegno di divorzio?

Nessun rischio c’è dietro un patto del genere, dice la sentenza in commento. È infatti legittimo, al momento del divorzio, accordarsi per trasferire la casa o un altro immobile al coniuge presso cui vive il figlio con obbligo di intestarlo a quest’ultimo al raggiungimento del diciottesimo anno invece di versare l’assegno di mantenimento. Una volta che il tribunale ha autorizzato l’accordo non sono più possibili ripensamenti.

note

[1] Trib. Genova, sent. n. 684/2017.

Autore immagine: 123rf com

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