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Lo sai che? Dichiarazione redditi asd senza Partita Iva

Lo sai che? Pubblicato il 7 settembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 7 settembre 2017

Una associazione sportiva dilettantistica che non ha la partita iva può dimenticarsi della dichiarazione dei redditi?

Una associazione sportiva dilettantistica senza partita iva, dal punto di vista fiscale è un ente non commerciale, cioè, un ente che non ha come oggetto esclusivo o principale della propria attività lo svolgimento di una attività commerciale.

Questo non esclude però che possa essere soggetto passivo ai fini delle imposte sui redditi (Ires) e che, di conseguenza, sia tenuta alla presentazione della dichiarazione dei redditi.

Occorre verificare se, in un certo anno, l’associazione ha conseguito dei redditi imponibili per la normativa tributaria.

La soggettività tributaria

La soggettività tributaria (per dirla facile, l’obbligo di pagare le tasse) non dipende dalla forma giuridica dell’ente.

Il fatto di essere un ente non commerciale, una organizzazione di volontariato, una Onlus, una associazione sportiva o culturale, di per se, non incide in alcun modo sull’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi.

L’obbligo o l’esonero non dipende dal tipo giuridico-fiscale dell’associazione, bensì dal possesso o meno dei redditi fiscalmente rilevanti.

Reddito d’impresa

Partiamo dal fatto che non concorrono, in nessun caso, alla formazione del reddito imponibile degli enti non commerciali i contributi corrisposti da pubbliche amministrazioni per lo svolgimento convenzionato o in regime di accreditamento di attività aventi finalità sociali esercitate in conformità ai fini istituzionali degli enti stessi. [1]

Teniamo poi conto che, se associazione è iscritta al registro regionale del volontariato e non svolge attività extra marginale – cioè al di fuori dell’elenco contemplato per legge [2] – si configura Onlus di diritto e, quindi, per l’associazione non costituisce esercizio di attività commerciale lo svolgimento delle attività istituzionali nel perseguimento di esclusive finalità di solidarietà sociale. [3]

Inoltre, le erogazioni liberali (donazioni) e le somme versate dagli associati per le quote associative o per i contributi associativi (il così detto tesseramento) non concorrono a formare il reddito complessivo imponibile.

Una particolare attenzione meritano gli incassi derivanti da iniziative occasionali (per esempio la sagra enogastronomica). La marginalità delle entrate e, quindi, la loro non imponibilità, è limitata alle attività di vendita, alle iniziative di solidarietà e alle attività di somministrazione alimenti e bevande [4].

Queste attività non concorrono alla formazione del reddito imponibile se sono svolte senza l’impiego di mezzi organizzati professionalmente per fini di concorrenzialità sul mercato, quali l’uso di pubblicità dei prodotti, di insegne elettriche, di locali attrezzati secondo gli usi dei corrispondenti esercizi commerciali, di marchi di distinzione dell’impresa.

Se questi requisiti non vengono rispettati e lo svolgimento delle iniziative assume un connotato di organizzazione complessa, le entrate derivanti da queste iniziative devono essere dichiarate come redditi diversi, in quanto l’associazione sta svolgendo una attività di paura commerciale, occasionale.

Redditi fondiari e di capitali

Per essere sicura di poter legittimamente omettere la presentazione della dichiarazione dei redditi, poi, l’associazione deve verificare di non avere la proprietà (ma neppure enfiteusi, usufrutto o altri diritti reali) di terreni o fabbricati situati nel territorio dello Stato iscritti o iscrivibili nel catasto.

Questi beni e diritti, infatti, producono per legge un reddito fondiario, di terreni o di fabbricati.

L’associazione deve verificare anche di non avere redditi di capitale, vale a dire interessi ed altri proventi derivanti da mutui, prestiti, depositi nonché da altre operazioni quali rendite, utili da partecipazioni in società, titoli e azioni che non siano già tassati alla fonte a titolo definitivo.

Partita Iva

Per completezza di informazione, teniamo conto che, invece, l’associazione che ha aperto anche la partita iva (e non solo il codice fiscale), anche se non la utilizza perché non svolge attività commerciali, ma soltanto attività di natura istituzionale non imponibili, è comunque tenuta alla presentazione della dichiarazione dei redditi in bianco. Infatti, la legge impone la presentazione della dichiarazione dei redditi a tutti i soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili (quindi tutti i titolari di partita iva), anche nel caso che non abbiano alcun reddito. [5]

Dichiarazione dei sostituti di imposta e dichiarazione Irap

Se l’associazione ha dipendenti o collaboratori è comunque tenuta a presentare la dichiarazione dei sostituti d’imposta e la dichiarazione Irap.

note

[1] art. 143, lett. b), co. 2, del D.P.R. n. 917/1986.

[2] D.M. 15 maggio 1995.

[3] art. 150, co. 1, del D.P.R. n. 917/1986.

[4] art. 1, lettere a) – e), co. 1, del D.M. 25 maggio 1995.

[5] art. 1 del D.P.R. n. 600/1973


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