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Lo sai che? I diritti di chi soffre d’asma

Lo sai che? Pubblicato il 5 settembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 5 settembre 2017

L’asma è una patologia che, nelle forme più gravi, può dare diritto ad alcune agevolazioni. Vediamo quali.

Le malattie respiratorie possono essere causa di forti disagi e, nei casi più gravi, di vere e proprie infermità. L’ordinamento giuridico, per tutelare queste persone, concede loro alcune agevolazioni e benefici che consentono di affrontare la propria condizione in maniera più serena. L’asma rientra sicuramente tra le malattie respiratorie più comuni. Vediamo quali sono i diritti di chi soffre d’asma.

L’asma

L’asma è una malattia respiratoria causata da uno stato infiammatorio cronico dei bronchi; essa provoca crisi respiratorie, senso di costrizione al torace e tosse. Uno degli aspetti peggiori della patologia è che essa può manifestarsi improvvisamente: durante il sonno, sul posto di lavoro, mentre si sta passeggiando al parco. Per questo motivo si suole parlare di “attacchi d’asma”. Ciò avviene perché l’infiammazione bronchiale viene sollecitata quasi sempre dall’esposizione a fattori ambientali, quali gli allergeni, le variazioni di temperatura ed umidità, l’inquinamento, ecc. (si parla in tal caso di asma estrinseca).

Invalidità

Secondo l’ordinamento italiano, è invalido civile chiunque sia affetto da patologie tali da compromettergli la normale capacità lavorativa (se in età da lavoro, cioè tra i 18 e i 65 anni), ovvero da renderlo incapace di svolgere le attività tipiche della sua età [1]. I benefici concessi variano a seconda del grado di invalidità riconosciuto: l’assegno di invalidità, ad esempio, spetta solo a chi sia dichiarato invalido con una percentuale compresa tra il 74 e il 99%; inoltre, a differenza dell’indennità di accompagnamento [2], è necessario anche che il soggetto versi in uno stato di bisogno economico. L’asma è una malattia seria che comporta complicanze di vario genere; da tanto può derivare una riduzione della capacità lavorativa la cui percentuale però non è fissa, ma va valutata di volta in volta sulla base della gravità della malattia. Perché una persona asmatica venga riconosciuta invalida è necessario che dimostri concretamente la sua incapacità a svolgere normalmente un lavoro o le attività tipiche della sua età.

Orbene, la tabella indicativa delle percentuali d’invalidità per le minorazioni e malattie invalidanti [3] contempla anche l’asma; le percentuali, tuttavia, sono molto ridotte: per l’asma allergico estrinseco è prevista una percentuale che va dal 21 al 30%; per l’asma intrinseco (cioè l’asma che non dipende da allergeni esterni), si parla del 35% fisso. Per la bronchite asmatica cronica, la tabella conferisce il 45% di invalidità. Quindi, per una persona asmatica c’è la possibilità di vedersi riconosciuta l’invalidità, ma in un grado non sufficiente a poter percepire un beneficio economico. Per i soggetti in età lavorativa (cioè tra i 18 ed i 65 anni), infatti, una percentuale di invalidità civile uguale o superiore al 35% dà diritto solamente alla concessione gratuita di ausili protesici, limitatamente alle patologie indicate nel verbale di invalidità (in questo caso, quindi, nebulizzatori, ventilatori polmonari, umidificatori, ecc); null’altro. Un’invalidità superiore al 45% conferisce il diritto all’iscrizione alle liste di collocamento mirato. Un’invalidità al di sotto del 33%, invece, non conferisce alcun beneficio.

Invalidità: occorre accertarla in concreto

In buona sostanza, non è facile per chi è affetto da asma ottenere un’invalidità superiore a quella tabellarmente prevista che, come abbiamo visto, non supera il 30% per l’asma allergico estrinseco o il 35% per quello intrinseco. Ciò non significa, però, che non sia possibile conseguire più della concessione gratuita di ausili protesici. Dovrà essere il ricorrente a dimostrare il peggioramento delle proprie condizioni di vita, tale da rendergli proibitivo il lavoro o qualsiasi altra attività tipica della sua età. Il giudice baserà la propria decisione sui rilievi del consulente tecnico d’ufficio da lui nominato, consulente che dovrà decidere se la patologia respiratoria può portare ad una significativa invalidità nel compimento degli atti quotidiani.

L’asma professionale

Se l’asma estrinseca è provocata da sostanze presenti nell’ambiente di lavoro (cosiddetta asma professionale), il dipendente, oltre a chiedere il rispetto delle basilari norme igieniche (nel caso in cui, ad esempio, l’asma sia provocata dalla polvere), ha diritto ad essere trasferito in un luogo adatto alle sue esigenze. Egli ha inoltre il diritto al riconoscimento della malattia professionale da parte dell’Inail. In questo caso, a seconda della gravità della patologia, può ottenere diverse prestazioni, tra le quali si ricordano: le cure ambulatoriali; l’indennità giornaliera per l’inabilità temporanea; la rendita per inabilità permanente (se la capacità lavorativa è ridotta in misura superiore al 10% ed è rapportata al grado di inabilità); l’indennizzo per danno biologico; l’assegno per assistenza personale continuativa.

note

[1] Legge n. 118/1971 e successive modifiche.

[2] Legge n. 18/1980.

[3] Decreto ministeriale del 05.02.1992.


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