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Malta new economy: l’isola cresce, servono contabili

16 Febbraio 2017
Malta new economy: l’isola cresce, servono contabili

La forte crescita dell’isola mediterranea necessita di supporto logistico. Porte aperte ai tecnici del settore commerciale.

L’isola a poche miglia dall’Italia è ormai da anni una meta turistica per giovani e meno giovani, che garantisce paesaggi mediterranei e divertimento assicurato. Un’isola in crescita che garantisce nuovi spazi occupazionali.

Malta cerca commercialisti

A fare l’appello è lo stesso ministro delle finanze maltese, Edward Scicluna, in occasione della presentazione delle priorità della presidenza di turno nel Consiglio dell’Unione europea. La piccola isola infatti da gennaio a giugno 2017 presiederà il Consiglio UE, assumendo le vesti di mediatore leale e neutrale, con il compito di portare avanti i lavori del Consiglio sulla normativa dell’Unione europea, garantendo la continuità dell’agenda dell’UE, il corretto svolgimento dei processi legislativi e la cooperazione tra gli Stati membri.

Un sistema economico in forte crescita

Un sistema in forte crescita, quello maltese, che però non sembra ancora esser dotato di una struttura tale da sostenere una new economy con queste accelerazioni. Ed ecco che è necessario correre ai ripari e, facendo leva sulla propria attrattiva, aprire le porte a commercialisti ed esperti contabili in ambito commerciale.

Impiego cresciuto del 3,7 % annuo

Come l’economia cresce naturalmente l’impiego nella fiorente isola mediterranea, seconda per occupazione giovanile solo alla Germania. Il ministro apre perciò le porte ad una «immigrazione qualificata proveniente da altri paesi europei». Un’apertura allo scambio culturale e professionale che riporta in auge i valori fondanti del sistema europa e che guarda ai benefici che derivano dalla loro realizzazione; il tutto, purtroppo, in uno scenario globale sempre più caratterizzato dalla chiusura delle frontiere.

«Malta non è un paradiso fiscale»

A chi solleva dubbi sulla crescita economica dell’isola, il ministro delle finanze risponde laconico: il sistema rispetta i parametri Ocse. Le caratteristiche della segretezza totale, della bassissima tassazione, della corruzione e del riciclaggio del denaro sporco, che contraddistinguono i paradisi fiscali, sono del tutto estranei alle logiche maltesi e alle sue politiche di governo. Il ministro ammette di esser contraddistinti da un sistema fiscale vantaggioso, che però trova la ratio nella contrarietà di Malta alla standardizzazione internazionale: e chiude con un monito, che suona quasi come ultimatum…«molte compagnie nordafricane sono interessate a investire a Malta alla luce della nostra posizione geografica e della precarietà di certi Paesi in quell’area».

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