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Riscatto della laurea per la pensione


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 settembre 2017



È possibile riscattare gli anni di università per andare prima in pensione, e il pagamento dei contributi è detraibile.

Oggi per molte categoria di lavoratori l’ingresso in pensione è un miraggio o comunque un obiettivo difficile da raggiungere, a causa del cambiamento radicale del mercato del lavoro, della crisi economica che perdura da anni, e delle varie difficoltà che si incontrano quotidianamente a livello patrimoniale.

Ecco allora che per molti può essere una buona idea il riscatto della laurea a fini pensionistici: cioè, la persona laureata, che ha trascorso anni di studio all’interno dell’università, può – attivando la procedura di legge – pagare una cifra all’Inps ed ottenere che gli anni di studio valgano come periodo utile ai fini del raggiungimento del numero di contributi necessari per ottenere la pensione.

Vediamo come funziona il riscatto degli anni di università a fini pensionistici.

Riscatto della laurea per la pensione: chi ha diritto

Il riscatto degli anni di studio universitario per la pensione può essere chiesto dalle persone che hanno completato il corso universitario ottenendo il diploma di laurea o un titolo accademico ad essa equiparato.  Possono chiedere il riscatto degli anni di studio universitario anche i laureati che al momento in cui presentano la domanda sono disoccupati, cioè che hanno perso il lavoro. La domanda per il riscatto degli anni della laurea può essere chiesto anche dai laureati che al momento della domanda sono inoccupati, cioè non sono mai stati scritti ad una forma previdenziale poiché non hanno mai lavorato.

Cosa può essere oggetto del riscatto della laurea

Il riscatto degli anni di studio universitario a fini pensionistici non può avere ad oggetto gli anni di studio fuori corso, cioè gli anni che lo studente ha impiegato in più rispetto al programma del corso frequentato.

Il riscatto del periodo di studio universitario, invece, può avere come oggetto:

  • il ciclo di studi che ha condotto all’attribuzione del diploma universitario, quando il ciclo di studio ha una durata dai due ai tre anni
  • il diploma di laurea magistrale quando il periodo di studi è dai quattro ai sei anni
  • il diploma rilasciato dalle scuole di specializzazione post universitaria, quando il periodo di studio è pari ad almeno due anni
  • il titolo accademico rilasciato al termine del ciclo di studi per le lauree triennali e per le lauree specialistiche
  • i diplomi ottenuti frequentando gli istituti di alta formazione artistico-musicale

Riscatto della laurea: la domanda

La persona laureata che vuole riscattare gli anni di studio universitario non coperti da contribuzione obbligatoria o facoltativa a fini pensionistici deve inoltrare domanda all’Inps in forma telematica, utilizzando il portale web dell’Istituto di previdenza.

L’Inps provvederà a calcolare le somme dovute a titolo di contribuzione previdenziale per gli anni di studio che si vogliono riscattare, e rilascerà al laureato i bollettini M.A.V. da pagare alle scadenze indicate.

Riscatto della laurea e deducibilità fiscale dei contributi pagati

È importante sapere che il laureato che riscatta gli anni di studio universitario può dedurre dalle tasse le somme pagate per il riscatto. Anche i contributi pagati per riscattare gli anni di studio universitario, infatti, sono contributi volontari e pertanto deducibili a fini fiscali dal reddito complessivo, secondo le norme generali [1].

note

[1] Art. 10, comma 1, D.P.R. n. 917/1986; Art. 2, comma 5 bis, Legge n. 184/1997; Cass. sent. n. 1569/2012 del 03.02.2012.

Autore imagine: Pixabay

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