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Ctu: cosa fare se non ho soldi per pagarla e non l’ho chiesta io?

23 settembre 2017


Ctu: cosa fare se non ho soldi per pagarla e non l’ho chiesta io?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 settembre 2017



In un processo, è stata disposta una consulenza tecnica che sicuramente mi si chiederà di pagare. Ma io non ho colpa di quello che è successo, sono stata truffata e non ho i soldi. Che fare?

Il fatto che la controparte della lettrice fosse presente sul luogo al momento del sopralluogo del ctu eppure affermasse di essere stato sfrattato potrebbe far sorgere qualche dubbio sulla veridicità di tali affermazioni, se non documentate. L’attuale proprietario o possessore delle “vitellaie” potrebbe infatti risultare reo di truffa in concorso con la controparte della lettrice qualora dovessero risultare elementi che dimostrassero un accordo tra i due per eludere gli accertamenti sul bene. Il rifiuto di fare accedere il ctu alla proprietà da parte del terzo proprietario, qualora il ctu sia in possesso di espressa autorizzazione del giudice, può comportare per il terzo una sanzione e – se il rifiuto avviene con violenza e/o minaccia – anche la denuncia per il delitto di resistenza a un pubblico ufficiale [1]. Considerata, pertanto, l’incertezza sulla rilevanza penale dei fatti recentemente occorsi, si sconsiglia di ricorrere ad un’integrazione di denuncia-querela e di provvedere ad essa soltanto nel caso in cui dovesse reperire elementi tali da potersi configurare un reato procedibile a querela (come la truffa), posto che in questo caso l’inerzia potrebbe far decadere la lettrice dal diritto di proporre querela nel caso in cui scada il termine di tre mesi dal fatto di reato. Pertanto, considerato che le sue dichiarazioni ai carabinieri saranno comunque utilizzate ai fini investigativi e che se da esse dovesse emergere l’evidenza di un reato procedibile d’ufficio sarà lo stesso pubblico ministero a contestarlo al colpevole, si consiglia di limitarsi a narrare l’accaduto ai carabinieri, preparando bene la propria deposizione e fornendo, ove possibile, documentazione a supporto. Se vi è un avvocato che assiste la lettrice nel processo penale, è bene concordare con quest’ultimo il contenuto delle dichiarazioni ed eventualmente di farlo presenziare alla deposizione. In tale sede potrebbe rinnovare la richiesta di sequestro del bene oggetto di contesa, magari indicando i nominativi del ctp e del ctu come possibili persone da sentire durante le indagini in quanto informate sui fatti.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Andrea Iurato

note

 [1] Art. 337 cod. pen.

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