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Lo sai che? Cosa sono i diritti umani?

Lo sai che? Pubblicato il 4 settembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 4 settembre 2017

I diritti umani sono diritti che spettano a qualunque individuo semplicemente per il fatto di essere tale: universali ed irrinuciabili, sono patrimonio comune.

I diritti umani sono una categoria di diritti che spessissimo viene citata ed utilizzata, non soltanto nelle opportune sedi legali ma anche in ambienti più comuni e quotidiani, dalle conversazioni al bar ai servizi televisvisi dei telegiornali. Anche sui social media si ricorre spesso alla generica tipologia diritti umani, a volte senza mai entrare nello specifico né chiarire quali siano o che funzione abbiano, o magari utilizzandola impropriamente, senza averne compreso appieno il profondo significato o conoscere cosa contenga la categoria. Ma prima di tutto, cosa sono i diritti umani?

I diritti umani: definizione e caratteri

Per diritti umani si intende l’insieme di diritti, disposizioni di legge e libertà fondamentali che spettano all’individuo in quanto tale. Costituiscono un patrimonio non alienabile (cioè non trasferibile) di ogni uomo, avendo quindi ad oggetto i diritti e le libertà che permettono alla persona di esprimersi e svilupparsi al pieno delle proprie potenzialità, in una prospettiva di libertà e possibilità di realizzazione personale non ostacolata da non consentite e restrittive limitazioni. Il riconoscimento di tali diritti permette quindi all’uomo, inteso in generale quale individuo – senza distinzioni di etnia, sesso, età, religione o orientamento sessuale – di poter condurre una esistenza dignitosa e libera, sviluppando armonicamente la propria personalità e le proprie aspirazioni, nel rispetto degli altri e degli ordinamenti giuridici nei quali si muove.

Sono dotati delle maggiori garanzie di tutela da parte del sistema giuridico, nazionale ed internazionale, in quanto diritti universali, e sono diritti naturali, cioè riconosciuti a tutti dalla nascita, senza che debbano essere acquistati o ricevuti. La loro universalità, quindi il fatto che siano riconosciuti a tutti, comporta che siano diritti fondamentali, non trasmissibili ad altri né cedibili e dunque irrinunciabili, nonché indivisibili (cioè non separabili).

I diritti umani: quali sono

L’esemplificazione dei diritti umani è rinvenibile nella dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948, che l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato quale «ideale comune da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo ed ogni organo della società, avendo costantemente presente questa Dichiarazione, si sforzi di promuovere, con l’insegnamento e l’educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne, mediante misure progressive di carattere nazionale e internazionale, l’universale ed effettivo riconoscimento e rispetto tanto fra i popoli degli stessi Stati membri, quanto fra quelli dei territori sottoposti alla loro giurisdizione». Quali sono i diritti umani?

I diritti umani comprendono i diritti di natura civile e politica, quelli di natura economica, sociale e culturale, e da ultimo i diritti di terza generazione, che annoverano i diritti di solidarietà ed autodeterminazione dei popoli.

Volendo esemplificare alcuni di quelli elencati nella dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, senza pretendere di volerli citare tutti (specialmente per il fatto che la loro esistenza non è legata ad un numero chiuso, ben potendosi riconsocere ulteriori diritti e libertà fondamentali), sono ricompresi nella categoria dei diritti umani i seguenti diritti e libertà:

  • diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona, con divieto dello stato di schiavitù, servitù o di tortura;
  • diritto al riconoscimento della propria personalità giuridica;
  • diritto ad una eguale tutela da parte della legge e ad un’effettiva possibilità di ricorso a competenti tribunali nazionali;
  • libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato e diritto ad una cittadinanza;
  • diritto di sposarsi e di fondare una famiglia;
  • diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione, di opinione e di espressione;
  • diritto di proprietà;
  • libertà di riunione e di associazione pacifica;
  • diritto all’istruzione, alla sicurezza sociale ed al lavoro (comprensivo del diritto al riposo ed allo svago);
  • diritto di partecipare al governo del proprio paese, nonchè diritto di accedere – in condizioni di eguaglianza – ai pubblici impieghi del proprio paese;
  • diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di poter partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici.

L’articolo 1 della dichiarazione universale, con efficacissima formulazione, contiene una norma che, aldilà delle definizioni di legge, è un vero e proprio proclama: «tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza».

I diritti umani: corte europea dei diritti dell’uomo

Nonostante il grande valore sociale della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, tale documento non ha valore di legge, per cui il suo non essere vincolante per gli stati ha comportato che successivamente fosse necessario garantire la protezione dei diritti umani attraverso apposite normative sovranazionali, volte a tutelare i diritti e le libertà fondamentali dell’individuo.

In Europa è stata emanata a Nizza, nel 2000, la convenzione europea dei diritti dell’uomo (C.E.D.U.), che al suo interno annovera e riconosce la protezione di numerosi diritti umani, fra i quali quelli alla dignità umana ed alla vita, all’integrità della persona (con divieto di torura, di schiavitù e di pene o trattamenti inumani o degradanti), i diritti alla libertà, sicurezza, rispetti della vita familiare e privata nonché le libertà fondamentali, quali la libertà di pensiero, di espressione, di riunione ed associazione, di religione.

Per garantire il rispetto dei diritti umani ed assicurare che venga fatta giustizia nelle ipotesi di loro violazione, è stata istituita apposita corte a Strasburgo, chiamata a risolvere specificatamente i casi di violazione dei diritti umani sottoposti alla sua attenzione. Per potersi rivolgere alla corte, tuttavia, è necessario aver cercato di ottenere tutela per la propria situazione giuridica presso le corti del proprio stato europeo di appartenenza: soltanto dopo aver ricorso alla tutela giurisdizionale nel proprio paese infatti, e non aver ottenuto il riconoscimento di quanto chiesto, sarà possibile presentare ricorso alla corte europea dei diritti dell’uomo.

note

Autore immagine: Pixabay.


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