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Il bacio è violenza sessuale?

4 settembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 settembre 2017



Anche un bacio, se dato senza consenso, può integrare il reato di violenza sessuale.

«Un bacio, insomma, che cos’è mai un bacio?» scriveva tempo fa un noto poeta francese. Emblema dell’amore, linguaggio degli amanti, il bacio, quando non corrisposto o addirittura carpito con forza, può integrare gli estremi di uno dei più gravi e odiosi reati conosciuti dall’ordinamento italiano: quello della violenza sessuale. Pertanto, il lettore scuserà l’autore di questo articolo che ha avuto l’ardire di unire nello stesso titolo il bacio e la violenza sessuale. Sicuro di essere perdonato, vediamo quando il bacio è violenza sessuale.

Il delitto di violenza sessuale

Il codice penale punisce con la reclusione da cinque a dieci anni chi, mediante violenza, minaccia o abuso di autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali [1]. Si parla in questi casi di violenza per costrizione. Secondo il codice, alla stessa pena soggiace anche chi induce taluno a compiere o subire atti sessuali abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della vittima, ovvero traendo in inganno la stessa sostituendosi ad altra persona. In queste circostanze, non essendovi nessuna coercizione, si parla di violenza per induzione. La violenza sessuale è un reato comune, cioè un reato che può essere commesso da chiunque, senza la necessità di rivestire qualche particolare qualità (ad esempio, non sono reati comuni l’abuso d’ufficio e il peculato perché possono essere commessi soltanto da un pubblico ufficiale, quindi da un soggetto qualificato). L’elemento soggettivo del delitto è il dolo generico, ovvero la consapevolezza di compiere atti sessuali costringendo o inducendo la vittima a subirli contro il proprio volere. È indifferente il fine specifico dell’aggressore: l’atto sessuale può essere compiuto per dare mero sfogo alla propria libidine, per vendetta, per un malato innamoramento. Ciò premesso, perché un bacio possa integrare il reato in commento è necessario che lo stesso sia qualificabile come atto sessuale: l’atto sessuale, infatti, è la condotta oggettiva che l’autore deve realizzare per poter incorrere nella sanzione penale. È importante capire cosa si intende con tale nozione: ad esempio, è sufficiente un bacio sulla guancia per rispondere di violenza sessuale? Approfondiamo.

Gli atti sessuali

Al fine di definire cosa siano gli atti sessuali al centro del reato di violenza sessuale si è soliti fare riferimento ad un criterio oggettivo e ad uno soggettivo. Secondo il primo, l’atto sessuale è solamente quello inerente alle parti del corpo che la scienza medica definisce come “zone erogene”, cioè quelle zone capaci di stimolare l’istinto sessuale (organi genitali, cosce, labbra, ecc.). L’identificazione della natura sessuale dell’atto, pertanto, deve passare per la previa individuazione della zona corporea che l’autore ha cercato di violare con la propria condotta: se la parte del corpo rientra tra quelle erogene, si integra il reato di violenza sessuale. Secondo il criterio soggettivo, invece, si commette violenza sessuale anche quando la parte del corpo oggetto di attenzioni non può essere definita erogena, ma il comportamento del soggetto è comunque inequivocabilmente teso a raggiungere un piacere sessuale [2]. Secondo questa teoria, quindi, anche un bacio sulla guancia (zona non erogena), se dato all’evidente scopo di godere di una particolare voluttà, può integrare il delitto di cui stiamo parlando.

V’è da dire che, come sempre accade, la valutazione va rimessa al giudice, il quale dovrà esaminare attentamente il fatto nella sua concretezza e stabilire se un atto non rivolto ad una zona erogena possa essere penalmente rilevante. Anche la giurisprudenza oscilla tra le due teorie: secondo la Corte di Cassazione, la nozione di atti sessuali comprende tutti quegli atti indirizzati verso zone erogene della vittima e quindi anche i toccamenti, palpeggiamenti e sfregamenti sulle parti intime, anche sopra i vestiti, suscettibili di eccitare la voluttà dell’autore [3]. Sempre secondo la Suprema Corte, la condotta vietata nel delitto di violenza sessuale ricomprende, oltre ad ogni forma di congiunzione carnale, qualsiasi atto che, anche senza contatto fisico diretto con la vittima, sia finalizzato ed idoneo a porre in pericolo il bene primario della libertà della persona attraverso l’eccitazione o il soddisfacimento dell’istinto sessuale dell’agente [4].

Un bacio può integrare la violenza sessuale?

Ebbene sì, anche un bacio, ovviamente dato senza il consenso della vittima, può integrare il reato di violenza sessuale. Secondo la definizione oggettiva di atti sessuali sopra esposta, le labbra costituiscono una zona erogena del corpo umano: pertanto, un bacio sulle labbra impresso con violenza o inganno costituisce violenza sessuale. Anche la Corte di Cassazione è univoca sul punto: il bacio sulla bocca assume valenza di violenza sessuale quando dato senza consenso o con abuso della posizione di inferiorità del soggetto passivo [5]. La Suprema Corte è molto precisa anche nello specificare che non v’è nessuna differenza tra i tipi di bacio: nel caso di cui si occupava, la difesa dell’imputato aveva cercato di scagionare l’uomo dicendo che il bacio era stato impresso senza contatto delle lingue. Secondo la Corte, la “profondità” del bacio è assolutamente irrilevante: entrambe le tipologie di bacio (contatto delle sole labbra; contatto delle lingue), infatti, sono idonee a ledere la libertà e l’integrità sessuale del soggetto passivo. Sempre nella stessa sentenza, la Corte di Cassazione ha escluso che rilevino penalmente i baci leggeri scambiati in contesti non erotici tali da escluderne qualsiasi connotazione sessuale: si pensi, ad esempio, al bacio sulla bocca scambiato come segno di saluto nella tradizione russa.

Il bacio sulla guancia

Posto che il bacio dato senza consenso e che coinvolge una zona erogena costituisce violenza, restano da esaminare i casi in cui tale condotta sia diretta verso una parte del corpo non ricollegabile alla sfera sessuale. Ci si addentra in un campo difficile in cui non è sempre possibile fornire una risposta univoca. Occorre considerare due aspetti: l’intenzione dell’autore e la parte del corpo che si cerca di attingere. Di conseguenza, se Tizio cerca di baciare sulla bocca Caia ma quest’ultima riesce a divincolarsi, limitandosi a ricevere solo un contatto sulla guancia, potrà integrarsi il solo tentativo di violenza sessuale, punito con una pena diminuita da un terzo ai due terzi. Secondo la giurisprudenza, infatti, in tema di violenza sessuale il tentativo è configurabile non solo nel caso in cui gli atti non si siano estrinsecati in un contatto corporeo, ma anche quando il contatto sia stato superficiale e fugace e non abbia attinto una zona erogena o considerata tale dal reo [6]. Nel caso affrontato dalla Suprema Corte, l’aggressore, nel tentativo di slacciare il reggiseno alla vittima, per la pronta reazione di quest’ultima era riuscito solo a toccarle le spalle; tanto è bastato per essere condannato per tentata violenza. Dalla pronuncia appena riportata, quindi, si evince che, al fine della rilevanza penale del gesto, conta anche il contatto corporeo fugace che non riguardi una zona erogena. Ciò perché l’evidente intenzione dell’agente era quella di trarre un piacere sessuale dalla condotta che, per fortuna, non è riuscito a realizzare. Sempre secondo la Corte di Cassazione, per quanto riguarda il bacio, «occorre considerare sempre le circostanze di tempo e di luogo in cui viene dato, le modalità della zona prescelta, nonché le condizioni di più soggetti attivo e passivo, in quanto può essere manifestazione di molteplici e differenti sentimenti» [7]. Un altro orientamento, più rigoroso, ha ritenuto sufficiente ad integrare il delitto di violenza sessuale anche il semplice sfioramento con le labbra del viso altrui per dare un bacio, atteso che tra gli atti sessuali vanno ricompresi anche quelli insidiosi e rapidi riguardanti zone erogene su persona non consenziente [8].

Infine, bisogna dire che la violenza perpetrata per mezzo di un singolo bacio ha buone probabilità di andare incontro all’attenuante speciale prevista dal codice penale per i casi di minore gravità (pena ridotta in misura non eccedente i due terzi), soprattutto quando l’atto non era diretto ad attingere zone erogene.

Un bacio, insomma, che cos’è mai un bacio?

Un bacio dato senza consenso può integrare il reato di violenza sessuale sia nel caso in cui esso attinga le zone sessuali della vittima, sia quando, pur non violando alcuna parte intima, sia utilizzato per trarre un piacere erotico. Il bacio degli innamorati, invece, continua ad essere «un apostrofo rosa tra le parole t’amo».

note

[1] Art. 609-bis cod. pen.

[2] Fiandaca – Musco, Diritto penale. Parte speciale.

[3] Cass., sent. n. 21167/2006 del 25.05.2006.

[4] Cass., sent. n. 1040/1997 del 15.11.1996.

[5] Cass., sent. n. 25112/2007 del 02.07.2007.

[6] Cass., sent. n. 27762/2008 del 06.06.2008.

[7] Cass., sent. n. 66551/1998 del 05.06.1998; più recentemente, anche Cass., sent n. 13940/2016 del 07.04.2016.

[8] Cass., sent n. 549/2006 del 11.01.2006.

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