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Uso illecito droni: sanzioni

4 settembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 settembre 2017



Far volare un drone è un’attività che richiede il rispetto di regole e disposizioni di legge, perchè si rischiano multe e sanzioni penali: vediamole.

I droni sono ancora relativamente una novità nei cieli nazionali, e la loro diffusione costituisce un mercato in forte espansione con grandi possibilità di utilizzo, per finalità pubbliche o private. Le potenzialità di un drone infatti sono molteplici, potendo questo mezzi essere utilizzati per la sorveglianza del territorio (anche con finalità preventive: si pensi al monitoraggio delle aree boschive per evitare che vengano appiccati o si propaghino incendi) o del traffico automobilistico, il rilevamento delle condizioni ambientali e le riprese aree per la trasmissione di dati. Bisogna quindi prestare attenzione ad evitare un uso improprio. Ma cosa sono i droni? Un uso illecito dei droni comporta sanzioni?

Droni: cosa sono e a cosa servono

I mezzi aerei a pilotaggio remoto, comunemente noti come droni, sono aeromobili caratterizzati dall’assenza di un equipaggio a bordo: il loro volo è governato da diverse tipologie di sistemi di controllo di volo, e sono pilotati da remoto, essendoci persone che li comandano e guidano da terra. Possono essere dotati di una telecamera.

La loro definizione è contenuta sia nel codice della navigazione che nel regolamento dell’ente nazionale aviazione civile, e possono dividersi in due categorie.

I mezzi aerei a pilotaggio remoto possono infatti essere: sistemi aeromobili a pilotaggio remoto (abbreviati in SAPR), che sono mezzi impiegati o comunque destinati all’impiego per lo svolgimento di operazioni specializzate (il regolamento Enac parla al riguardo di lavoro aereo); e aeromodelli, impiegati esclusivamente per scopi ricreazionali e sportivi.

Per quanto riguarda le modalità di volo (chiamato volo a vista), un drone può effettuare un volo automatico o volo autonomo. Anche se a livello tecnico si equivalgono, potendo i droni effettuare l’una o l’altra tipologia di volo, la differenza è fatta dal pilota. Nel caso di volo automatico, infatti, il pilota può intervenire in qualsiasi momento sul drone, risolvendo eventuali problemi in volo. Nelle ipotesi di volo autonomo, invece, il pilota non c’è, in quanto la rotta del drone è stata preimpostata affinchè il velivolo possa compiere il tragitto previsto in totale autonomia. Questa differenza rileva soprattutto dal punto di vista legale, in quanto il codice della navigazione [1] attribuisce la responsabilità del volo e gli eventuali danni al pilota, figura che nel volo autonomo viene in concreto a mancare.

Il volo automatico, per essere legale, deve avvenire nei limiti del regolamento ENAC.

Utilizzo dei droni: modalità e normativa

È evidente che un mezzo come quello del drone si presta ad una molteplicità di usi che non necessariamente possono essere finalizzati ad attività lecite o legittime. Quindi i droni possono essere illegali? Che regole occorre rispettare?

Anzitutto bisogna distinguere fra gli aeromodelli utilizzati per fini ricreativi e quelli usati per fini professionali. Nel primo caso, possono essere fatti volare di giorno, mantenendo il contatto visivo diretto, fino ad una distanza di massimo 200 metri e a un’altezza massima di 70 metri, e senza utilizzare il volo autonomo su percorsi al di fuori dalla vista del pilota. Vanno esclusi i centri urbani e i parchi pubblici, e non bisogna essere nel raggio di 5 chilometri da un aeroporto, o in un’area dove sia esplicitamente proibito volare in assoluto. Per quanto riguarda invece i sistemi aeromobili a pilotaggio remoto, viste le loro applicazioni professionali, sono sottoposti a numerosi controlli e si richiedono autorizzazioni per il loro utilizzo, pertanto la violazione di tali previsioni può comportare l’applicazione di sanzioni.

Uso illecito droni: sanzioni previste

Il rispetto della normativa prevista dal regolamento ENAC sui mezzi a pilotaggio remoto e dal codice della navigazione comporta che un uso illecito dei droni può avere delle conseguenze per chi se ne serve impropriamente.

Tali eventuali usi impropri sono puniti anche dal codice penale [2], in quanto le infrazioni costituiscono inosservanza dei provvedimenti dell’autorità, con la previsione del pagamento di un’ammenda e l’arresto fino a tre mesi. Tra le attività non permesse e che rientrano nell’inosservanza dei provvedimenti dell’autorità, ci sono i casi dell’aeromodellista che utilizza mezzi che non rispettano i requisiti di dimensione o le regole di volo, o che causano danni a terzi, oppure ancora dell’aeromodellista che viola le disposizioni emesse dalle amministrazioni locali competenti.

Inoltre è sempre importante monitorare affinchè non ne venga effettuato un uso illecito, magari volto ad acquisire immagini private con violazione del diritto alla privacy tutelato dal nostro ordinamento, in quanto si rischierebbe in tal caso di incorrere in ulteriori sanzioni penali. In particolare, se si effettuano riprese non autorizzate che abbiano ad oggetto immagini di vita privata all’interno di un domicilio privato, può scattare il reato di interferenze illecite nella vita privata previsto dal codice penale [3]. Le stesse riprese potrebbero inoltre integrare l’ipotesi di trattamento illecito di dati personali, disciplinato dal codice della privacy [4]. In tali casi, potrebbe essere chiamato a risponderne anche il soggetto che ha commissionato le riprese aeree, detto committente, e non soltanto l’effettivo pilota del velivolo.

A seconda poi dell’effettivo uso che se ne fa, si rischia di violare differenti disposizioni del codice della navigazione, volte a regolamentare le modalità di volo e disciplinare le qualificazioni necessarie ad ottenere la licenza di pilota. Per quanto riguarda quindi la disciplina del codice della navigazione, si applicano diversi suoi articoli [5], e a seconda della violazione compiuta si può andare incontro all’arresto fino ad un anno con un’ammenda, per operatori e piloti che utilizzino il mezzo senza le dovute autorizzazioni – da chiedersi preventivamente all’Enac – per i voli effettuati per svolgere operazioni critiche, o alla reclusione da uno a cinque anni per il pilota di sistemi aeromobili a pilotaggio remoto che non sia in possesso della dovuta qualificazione, o ne abbia una scaduta.

Peraltro è rilevante sottolineare come il quadro normativo sia in costante evoluzione, nel tentativo di adeguarsi il più possibile alle esigenze di operatori e consumatori, tenendo conto dai continui e rapidissimi avanzamenti tecnologici e della necessità di garantire la sicurezza in caso di problemi del velivolo o di incidenti.

note

[1] R.D. n. 327/1942 del 30.03.1942.

[2] Art. 650 c.p.

[3] Art. 615 bis c.p.

[4] Art. 167 del codice della privacy, D.Lgs. n. 196/2003.

[5] Tra cui art. 1117 e art. 1216.

Autore immagine: Pixabay.


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