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Quale assicurazione moto

17 ottobre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 ottobre 2017



Le principali clausole da valutare quando si assicura una moto, le varie durate della polizza e come conviene fare l’assicurazione contro il furto.

Si parla spesso dell’assicurazione auto, meno di quella per le due ruote. Eppure, con le città che traboccano di macchine, sempre più spesso si sceglie la moto per andare al lavoro o per spostarsi nel week end. Il che comporta, come per qualsiasi veicolo, l’obbligo di accendere una polizza di responsabilità civile, oltre alla possibilità di sottoscriverne una accessoria come quelle contro il furto o gli atti vandalici.

Quale assicurazione per la moto? Vediamo come scegliere le offerte più convenienti e come risparmiare sulle polizze.

Un primo passo da fare è, sicuramente, rivolgersi alla Rete e di visitare i siti delle compagnie di assicurazioni per fare dei preventivi simulati. In questo modo si avrà sia un’idea di base su quanto di va a spendere sia un confronto tra le varie offerte per individuare quella più conveniente. Successivamente, si andrà (più o meno) a colpo sicuro nella sede di questa o di quell’altra società avendo già in testa le idee più chiare.

Tuttavia, quando si sceglie un’assicurazione per la moto non basta fermarsi al costo della polizza ma anche alla copertura garantita. Non tutti i contratti sono uguali: le differenze si basano su alcune clausole che bisogna valutare bene come il bonus-malus, la franchigia, ecc.

 

La durata dell’assicurazione moto

Come per tutte le cose, anche quando si pensa a quale assicurazione moto stipulare bisogna pensare l’uso che se ne deve fare. C’è, infatti, chi la moto l’acquista per comodità o per passione e se la tiene a lungo e chi, invece, la utilizza solo in un breve periodo di tempo, forse per andare al lavoro durante la settimana o per pochi mesi.

Quale polizza sottoscrivere, quindi? Le opzioni sono tre:

  • la polizza moto temporanea, di breve durata;
  • la polizza cosiddetta periodica adatta ad uso della moto non lungo ma, magari semestrale o stagionale (pensiamo, ad esempio, a chi la utilizza solo durante la primavera e l’estate per qualche gita fuori porta o per andare in ferie);
  • la polizza a lungo termine, simile a quella che si sottoscrive per le auto, indicata a chi utilizza la moto assiduamente, anche d’inverno.

Nei primi due casi, quelli riferiti all’assicurazione temporanea, è possibile, quindi, accendere la polizza solo per un periodo determinato. E’ importante, a questo punto, definire bene le clausole che riguardano i periodi di copertura perché, in caso di incidente con un danno superiore a quello preventivato, la compagnia coprirà solo le spese definite nel massimale. Il resto dovrà tirarlo fuori chi ha provocato l’incidente.

Bisogna precisare, inoltre, che le polizze temporanee non consentono il passaggio alla classe di merito più elevata, in quanto la copertura è inferiore ad un anno.

 

Quale assicurazione moto: le clausole principali

Dicevamo prima che, quando si sceglie l’assicurazione per la moto, non bisogna fermarsi soltanto al costo ma valutare – soprattutto, sarebbe da dire – la copertura garantita dalla polizza. Copertura che viene stabilita dalle varie clausole contenute nel contratto. Ecco le più importanti.

Il bonus-malus

Questa è la clausola nota anche come classe di merito, cioè quella con cui si calcola la rischiosità dell’assicurato in funzione alla sua esperienza e alla sua storia assicurativa. Di norma, quando si fa una polizza per la prima volta si accede alla 14ma classe e, via via, si scala fino alla prima. Tuttavia, ogni incidente con colpa fa retrocedere l’assicurato di 2 classi di merito.

Con due eccezioni:

  • che l’assicurato erediti la miglior classe di merito di un membro del proprio nucleo familiare. La Legge Bersani [1] concede, infatti, questa possibilità, a patto che la polizza sia nuova (e non rinnovata) e che il passaggio da un membro della famiglia anagrafica all’altro avvenga per lo stesso tipo di veicolo (in questo caso da moto a moto). A meno che la compagnia consenta di farlo da una tipologia di veicolo ad un’altra (ad esempio da auto a moto);
  • che la moto sia stata appena acquistata. Chi possiede un veicolo da tempo e non lo ha mai assicurato non parte dalla 14ma classe ma dalla 18ma.

L’attestato di rischio ha una durata di 5 anni da quando si chiude una polizza assicurativa. Se entro quel periodo di tempo se ne fa una nuova, si mantiene la propria classe di merito. Altrimenti, se il contratto successivo lo si firma dopo 5 anni si torna alla casella di partenza, come al Monopoli, e si ricomincia da capo.

La franchigia

Per franchigia si intende la quota fissa del danno subìto. Può essere relativa quando l’assicurato non ha diritto al risarcimento sotto una certa cifra, oppure assoluta quando viene risarcita solo la cifra al di sopra di quella stabilita.

Se, ad esempio, ho una franchigia relativa di 1.500 euro e subisco un danno da 1.600 euro, mi verranno risarciti 1.600 euro. Ma se il danno è di 1.400 euro non avrò alcun risarcimento.

Con la franchigia assoluta, invece, sotto i 1.500 euro non mi verrà pagato niente, mentre con un danno da 1.600 euro prenderò 100 euro (la differenza tra la franchigia e il danno).

Lo scoperto

E’ la parte del danno che resta a carico del responsabile del danno. Significa che se sul contratto viene stabilito uno scoperto del 25%, la compagnia risarcirà il 75% del danno. Lo scoperto viene applicato alle polizze di incendio e furto ma non a quelle sulla responsabilità civile.

Quale assicurazione moto contro il furto

Attenzione quando si fa l’assicurazione moto contro il furto (polizza, lo ricordiamo, non obbligatoria). Conviene sempre sottoscrivere un contratto per il valore di mercato della moto, non di più e non di meno: nel caso in cui la vostra due ruote sparisse, la compagnia risarcirà solo quello che la moto costa in quel momento, non il valore per cui l’avete assicurata.

Se, ad esempio, pago 10.000 euro per un mezzo, è inutile assicurarlo per 20.000, anche pagando un premio più alto: se me la rubano, la compagnia mi quello che la moto vale in quel momento.

Al valore della vostra moto non verrà riconosciuto nemmeno quello di eventuali parti aggiuntive che avete deciso di installare per personalizzarla. La moto è quella che è ed il suo prezzo di mercato è quello riconosciuto dai periti.

Mossa delicata anche quella di fare l’assicurazione moto contro il furto per danni parziali, cioè nel caso vengano rubati solo alcuni pezzi della moto e non l’intero mezzo. Il risarcimento interviene solo se uscite di casa o dall’ufficio e non trovate più il mezzo, a meno che, in fase di contrattazione, non abbiate inserito qualche clausola particolare (se sparisce la marmitta, una ruota, ecc.). In questo caso, conviene valutare se il gioco vale la candela da un punto di vista economico.

Qualche compagnia di assicurazione può prevedere, infine, alcune condizioni per risarcire il furto della moto. Ad esempio, di avere tutte le copie delle chiavi, per capire se il mezzo è stato rubato per negligenza del proprietario.

note

[1] Legge n. 40/2007.

Autore immagine: 123rf.com

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