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Lo sai che? Disservizio energia a causa maltempo: chi risarcisce?

Lo sai che? Pubblicato il 5 settembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 5 settembre 2017

In caso di black out, il fornitore deve applicare un rimborso sulla bolletta successiva. L’importo varia a seconda del tipo di contratto. Cosa si deve fare?

Va bene che, come dice la Cassazione, la corrente elettrica non è un bene indispensabile. Ma per i comuni mortali è un bene necessario. E quando, a causa del maltempo, la luce fa «puf» e ci abbandona è inevitabile sperare che torni il più presto possibile, prima che ci si scongelino le cose nel freezer, che il burro in frigorifero diventi poltiglia o che inizi la partita della Nazionale. Ma anche per verificare se il lavoro che stavamo facendo al pc quando è andata via la corrente elettrica è rimasto salvato o bisogna far tesoro di tutta la nostra riserva di pazienza e ricominciare di nuovo.

Inoltre, chi ha un router in casa al quale è allacciato il telefono fisso, si può scordare di fare una telefonata. Certo, c’è il cellulare. Ma quanto durerà la batteria?

Lo stesso succede con il gas e con l’acqua, quando la fornitura è legata all’elettricità. Immaginate in pieno inverno il riscaldamento fermo o in piena estate la doccia fredda perché la caldaia si è spenta a causa di un black out.

Insomma, potenziale o concreto che sia, il danno esiste. E quando c’è un disservizio di energia a causa del maltempo, chi risarcisce?

Vediamo che cosa dice la normativa in proposito.

Disservizio energia elettrica

Il risarcimento del disservizio di energia va calcolato a seconda di alcuni parametri: popolazione servita, causa e durata dell’interruzione della fornitura.

L’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (Aeegsi) ha stabilito che le compagnie di distribuzione, cioè chi materialmente ci fa arrivare a casa l’energia, hanno un tempo limitato per ripristinare la fornitura dopo un black out (come quello causato dal maltempo) tra le 8 e le 16 ore. Nello specifico:

  • nei Comuni con più di 50.000 abitanti: 8 ore per gli utenti a bassa tensione (Bt) e 4 ore per quelli a media tensione (Mt);
  • nei Comuni con una popolazione tra 5.000 e 50.000 abitanti: 12 ore per gli utenti Bt e 6 ore per gli utenti Mt;
  • nel Comuni con meno di 5.000 abitanti: 16 ore per la Bt e 8 ore per la Mt.

Tutte le interruzioni con preavviso (per lavori programmati) devono essere comunicate agli utenti:

  • almeno 24 ore prima in caso di guasti o emergenze;
  • almeno 2 giorni lavorativi prima in tutti gli altri casi.

Il tempo massimo di ripristino della fornitura stabilito dall’Autorità in caso di interruzione con preavviso è di 8 ore.

Se non vengono rispettati questi parametri dopo un disservizio di energia a causa del maltempo, l’utente ha diritto al rimborso.

Disservizio energia: come ottenere il rimborso

Il rimborso per un disservizio di energia a causa maltempo avviene automaticamente, quindi (in teoria) l’utente non deve fare nulla: si vedrà rimborsato nella prima bolletta utile emessa dopo 60 giorni dall’interruzione.

Si deve trovare in bolletta la voce «Rimborso automatico per mancato rispetto dei livelli specifici di qualità relativi al tempo massimo di ripristino dell’alimentazione di energia elettrica definiti dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas, corrisposto in misura forfettizzata».

A quanto ammonta il rimborso? Il risarcimento va da 30 euro per 8 ore di interruzione ad un massimo di 300 euro per 3 giorni consecutivi di disservizio di energia a causa del maltempo. Le variabili dipendono dalla tensione di alimentazione (Bt o Mt, come visto prima), dalla tipologia di uso (se si tratta di utenza domestica o industriale) e della potenza impegnata secondo il contratto.

Conviene sempre controllare: se il rimborso non c’è, sarà necessario farne richiesta al fornitore tramite il proprio venditore (cioè chi materialmente emette la fattura). La domanda di risarcimento deve essere inviata (con raccomandata a/r, via fax o per e-mail) non oltre 8 mesi dal momento in cui si è verificata l’interruzione. Il distributore valuta la richiesta ed entro 3 mesi deve erogare le somme dovute. Se non accetta la richiesta, invece, deve fornire risposta scritta e motivata.

Disservizio di energia: quando non viene pagato il rimborso

Ci sono dei casi in cui anche di fronte a un disservizio di energia a causa del maltempo non si ha diritto al rimborso. Succede quando:

  • l’utente non ha pagato una o più bollette;
  • l’utente ha responsabilitànel disservizio;
  • il risarcimento richiesto è dovuto a cause di forza maggiore (in questa ipotesi interviene il fondo dell’Aeegsi);
  • il rimborso è destinato ad un utente Mt che non abbia presentato la dichiarazione di adeguatezza degli impianti o che abbia presentato una dichiarazione di adeguatezza incompleta, non conforme o revocata.

Se il disservizio non avviene a causa del maltempo

Può succedere che manchi l’energia in casa o in azienda in una giornata di sole splendido e che, quindi, il black out non sia imputabile al maltempo. In questo caso è molto probabile che il disservizio sia causato da un problema che riguarda il gestore. In questo caso, si ha diritto ad un rimborso da 35 a 105 euro a seconda della durata dell’interruzione. Anche qui, il risarcimento deve avvenire in automatico sulla prima bolletta utile emessa dopo 60 giorni dal disservizio oppure trascorsi 180 giorni se l’interruzione della fornitura ha coinvolto almeno 2 milioni di utenti.

note

[1] Aeegsi, delibera ARG/ELT198/11.

Autore immagine: 123rf.com


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