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Lo sai che? I depositi dormienti: un tesoro dimenticato

Lo sai che? Pubblicato il 5 settembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 5 settembre 2017

Secondo i dati ufficiali, sono più di 2 miliardi di euro i risparmi dormienti degli italiani, ossia quei depositi bancari dimenticati. Ecco come fare a recuperarli.

I depositi dormienti

Dal Rendiconto generale dello Stato emerge un dato abbastanza allarmante, ossia che esiste un vero e proprio tesoro dimenticato appartenente a persone decedute i cui eredi non hanno ricevuto alcuna comunicazione della sua esistenza da parte delle banche. Infatti, in base alla legge in vigore, gli istituti bancari, in caso di morte del correntista, non hanno obbligo di comunicazione agli eredi della presenza di eventuali depositi. A causa di questa mancanza di informazione, tali conti correnti vengono letteralmente abbandonati e, se non movimentati per un determinato lasso di tempo, vengono automaticamente incamerati dallo Stato e utilizzati per altri scopi.

Cosa si intende per “dormienti”

I depositi bancari, i libretti di risparmio e gli altri strumenti di investimento, contenenti importi maggiori di 100 €, non movimentati per un periodo superiore a dieci anni, sono considerati dormienti, cioè immobili e non utilizzati, dunque si procede d’ufficio alla loro estinzione, facendo confluire le somme di denaro presenti in un fondo ministeriale [1] che mira ad indennizzare i risparmiatori rimasti vittime di frodi finanziarie. Nonostante si tratti in astratto di un gesto nobile, utile ad aiutare persone in difficoltà, è giusto che il denaro lasciato dal defunto, venga recuperato dagli eredi o da chi ne abbia diritto.

Come recuperare i propri soldi dai conti dormienti

Per il recupero del denaro presente nei depositi dormienti è necessario inoltrare una domanda di rimborso, che può essere redatta accedendo al sito internet Consap al seguente link

http://www.consap.it/servizi-economia/rapporti-dormienti/, nella quale devono essere inseriti, con estrema precisione, tutti i dati e le informazioni necessarie a chiarire la propria posizione. Bisogna inoltre presentare il proprio documento di identità, codice fiscale e in caso di eredi il certificato di morte del titolare.

La domanda, insieme a tutta la documentazione, può essere presentata esclusivamente in forma cartacea, mediante lettera raccomandata a/r, all’indirizzo: CONSAP S.p.A. Rif. Rapporti Dormienti- V. Yser 14 – 00198 Roma o mediante raccomandata a mano da depositare presso la sede della società. Per informazioni circa le modalità di presentazione della domanda e altri chiarimenti è attiva una la mail: rapportidormienti@consap.it.

Termine di presentazione della domanda

Occorre tenere presente che la presentazione della domanda è gratuita ma, in caso di accoglimento, l’istituto provvederà a trattenere una percentuale sulla somma per l’istruzione della pratica e le spese vive.

Il termine di prescrizione per la domanda è di 10 anni dalla data di devoluzione al fondo per i depositi di denaro, di strumenti finanziari o di contratti di assicurazione.

note

[1] Articolo 1, comma 345, della legge n. 266/2005.


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1 Commento

  1. e i bpf???? Non sono anch’essi “dormienti”? Non sono anch’essi titoli di risparmio per migliaia e migliaia di cittadini risparmiatori postali? Sono essi figli di nn??? Se il principio vale per i libretti e le polizze, perché non devono usufruirne anche i titolari dei bpf???

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