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Telefonate pubblicitarie: come evitarle


Telefonate pubblicitarie: come evitarle

> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 settembre 2017



I suggerimenti per difendersi dagli operatori commerciali dei call center: se il Registro delle Opposizioni non funziona e la querela non viene accettata, ecco i sistemi pratici per evitare gli squilli pubblicitari.

Se stai leggendo questo articolo è perché, almeno una volta nella tua vita, hai avuto la tentazione (se non l’hai già fatto) di sbattere il telefono in faccia all’operatore del telemarketing. A far traboccare il vaso è stata l’ennesima telefonata pubblicitaria ricevuta proprio nel quarto d’ora del riposino pomeridiano, durante il lavoro o in un momento di pace familiare. Ti sarai sicuramente chiesto se esiste un modo per difendersi dai call center.

Che il Registro pubblico delle Opposizioni non funzioni è un dato di fatto atteso che, anche coloro che hanno completato l’iscrizione in tale elenco, vengono ugualmente raggiunti dagli squilli delle società commerciali. Si potrebbe allora pensare a una denuncia ai carabinieri nei confronti di chi non rispetta queste norme e opera un telemarketing selvaggio? Neanche a parlarne. Secondo una sentenza della Cassazione di qualche settimana fa [1], non commette reato di molestia o disturbo delle persone l’operatore del call center che chiama insistentemente il consumatore per proporgli offerte e tariffe vantaggiose. In questo caso opera – a detta dei giudici – la scriminante delle «esigenze della pubblicità», scriminante che, a ben vedere, non è prevista da alcuna norma ed solo frutto dell’invenzione della Cassazione. Bisogna allora rassegnarsi e avviare una causa per chiedere almeno il risarcimento del danno? Non sia mai! Anche in questo caso il consumatore riceve un secco “no” dalle istituzioni: sempre la Cassazione [2] ha infatti detto che, in caso di spam per email non è dovuto alcun indennizzo visto che la molestia arrecata al consumatore è modesta. Legittimo pensare che lo stesso ragionamento venga esteso anche alle telefonate pubblicitarie. Se tutto ciò non ti basta, senti l’ultima: l’annuale legge sulla concorrenza ha autorizzato anche le telefonate anonime dei call center (leggi Telefonate anonime: diventano lecite); in altre parole, l’operatore non dovrà più identificarsi, non dovrà dire per quale società chiama e chiarire subito che si tratta di una telefonata pubblicitaria.

Ma allora esiste un modo per difendersi “legalmente” dal telemarketing? Il cittadino è davvero costretto a soccombere alle martellanti proposte commerciali? Se è vero che la difesa giudiziale è estremamente lacunosa, cerchiamo almeno di scoprire come evitare le telefonate pubblicitarie; ed è questo l’oggetto del presente articolo.

Il metodo più usato dagli italiani per difendersi dalle telefonate pubblicitarie è sbattere il telefono in faccia all’operatore

Difendersi dalle telefonate commerciali: rimedi che non funzionano

Il registro pubblico delle opposizioni

Esiste il Registro Pubblico delle Opposizioni a cui si può iscrivere qualsiasi cittadino titolare di un’utenza telefonica fissa. Chi si è iscritto non può essere più contattato dagli operatori commerciali, salvo che, successivamente, abbia spuntato una di quelle tante caselle nei moduli contrattuali con le società commerciali, autorizzando queste a mandargli comunicazioni pubblicitarie anche tramite telefono.

Il Registro funziona solo se il tuo numero è presente sui pubblici elenchi (Pagine gialle o bianche). Con la paradossale conseguenza che, se non vuoi che il tuo numero sia conosciuto e preferisci non venga pubblicato, non hai modo di tutelarti con il Registro.

Il Registro non funziona invece con i telefoni cellulari, che oggi sono il principale oggetto di “assalto” del telemarketing.

L’iscrizione al Pubblico registro è gratuita e vale per sempre. Essa può avvenire: tramite registrazione al sito internet: www.registrodelleopposizioni.it; chiamando il numero verde 800.265.265; inviando la richiesta via fax (06.542.248.22) o tramite raccomandata (all’indirizzo: Gestore del Registro Pubblico delle Opposizioni – Abbonati, Ufficio Roma Nomentano, Casella Postale 7211, 00162 Roma). Una volta presentata la domanda, è necessario attendere quindici giorni perché il numero sia ufficialmente inserito nelle liste di chi rifiuta il telemarketing.

Sul punto leggi l’interessante contributo Telemarketing selvaggio: risarcimento danni.

La causa al giudice di pace

Altro sistema per far valere i propri diritti sarebbe quello di intraprendere una causa davanti al giudice di pace. Ma questo comporta una serie di svantaggi:

  • è il consumatore a dover intraprendere l’azione: il che significa innanzitutto anticipare i costi per le spese vive (tasse e notifiche) e per l’onorario dell’avvocato (anche se, fino a 1.100 euro di risarcimento, può fare la causa da solo), cosa che non tutti sono disposti a fare a fronte di pochi secondi di disturbo. Peraltro c’è anche da considerare la perdita di tempo che ciò comporta; e se è vero che si agisce per aver perso anche 5 minuti a dire «Non sono interessato», chi inizia una causa resta imbrigliato per anni;
  • la causa andrebbe fatta contro ogni specifica società commerciale: non basta un solo giudizio quindi, ma tanti per quante sono le telefonate pubblicitarie ricevute. Insomma ci vorrebbe un capitale e una persona in famiglia che si occupi solo di questo;
  • il consumatore deve innanzitutto dimostrare il fatto: il che significa portare dei testimoni, salvo sia stato così previdente da registrare la chiamata;
  • la causa non garantisce il risarcimento perché è il consumatore a dover dimostrare di aver subito un danno, cosa che certo potrebbe essere insita nel fatto di aver risposto al telefono, ma qualche giudice potrebbe non essere d’accordo e, magari, accordare solo qualche decina di euro di indennizzo. Oltre al danno, la beffa;
  • la causa finisce dopo molti anni: quel tanto che basta per sbollentare la rabbia;
  • la causa ha un margine di incertezza: sei davvero sicuro di non aver mai firmato una liberatoria alla società del telefono o del gas autorizzandola a inviarti informazioni commerciali? Sarebbe una brutta sorpresa se la controparte, nel corso del giudizio, presentasse la prova contraria costringendoti, a quel punto, a pagare anche le spese processuali.

 

La denuncia alle autorità

Come dicevamo, secondo la Cassazione, di molestia o disturbo alle persone non può rispondere chi fa telefonate per esigenze di pubblicità e promozione commerciale. Quel che manca – scrivono i giudici – è la possibilità di riscontrare il fine di petulanza o biasimevole motivo che la norma menziona.

Questo significa che se anche sporgi una querela ai carabinieri, questa potrebbe essere archiviata e nessun avvocato potrebbe volerti tutelare in una causa persa in partenza. Sembrerebbe che la Suprema Corte voglia riservare ai call center un occhio di riguardo, con buona pace del diritto dei consumatori. Si spera che la Cassazione torni sui propri passi e corregga il tiro.

Difendersi dalle telefonate commerciali: rimedi che funzionano

Il ricorso al Garante della Privacy

Sicuramente più immediato e semplice è il ricorso al Garante della Privacy, che puoi fare anche comodamente da casa, collegandoti al sito internet e inviando una segnalazione. La segnalazione è gratuita e non richiede la presenza di un avvocato. È necessario indicare il numero della propria utenza telefonica sul quale sono state ricevute le chiamate promozionali, la data e l’ora della chiamata e la società i cui prodotti o servizi sono stati pubblicizzati nel corso della conversazione. Se conosciuto, deve essere indicato nella segnalazione al Garante anche il numero dal quale è stata effettuata la chiamata.

Come evitare le telefonate commerciali

Inoltro chiamata sul cellulare e blocco del numero

Visto che la giustizia non consente di tutelarsi dalle telefonate pubblicitarie, cerchiamo almeno di evitarle. Abbiamo testato un sistema che ha dato i suoi frutti. Ecco cosa è possibile fare:

  • deviare le chiamate dirette al numero fisso sul numero del cellulare. Il servizio è previsto da tutte le compagnie telefoniche. Tim, ad esempio fornisce questa possibilità in via del tutto gratuita. Puoi attivare e disattivare il servizio quando vuoi direttamente dal tuo stesso telefono di casa. Ad esempio, in caso di contratto di rete fissa stipulato con Telecom, bisogna operare nel seguente modo: per attivare la modalità di inoltro delle chiamate digita sul telefono di rete fissa la seguente combinazione di tasti; *21*numero-a-cui-si vuole-inviare-le-telefonate#; per disattivare l’inoltro delle chiamate digita semplicemente #21#.
  • fatto ciò, attendi la prima telefonata di operatore di call center. Comparirà un numero sul tuo display. Rispondi e poi riaggancia come una normale telefonata. Poi vai nelle impostazioni del tuo smartphone e seleziona l’opzione blocca contatto. Ad esempio, per iPhone bisogna andare sulla pagina con l’elenco delle ultime telefonate, cliccare sul cerchietto con la «i» a destra del numero incriminato e, nella successiva videata, scendere sino in fondo sino a trovare l’opzione di blocco.

In questo modo l’operatore commerciale non potrà più chiamarti almeno da quel numero. Puoi ripetere l’operazione tutte le volte che vuoi.

Lo svantaggio di questo sistema, però, è che il cellulare resta l’unico modo per ricevere le telefonate dirette a casa; per cui, se tu sei fuori e qualcuno è rimasto a casa e attende una chiamata, non potrà riceverla.

Utilizzo delle app sul cellulare

Più facile è operare in questo modo se le telefonate commerciali arrivano direttamente sul cellulare. In tal caso il sistema appena descritto è utile e sempre valido. Esistono anche alcune app che forniscono tale servizio. Di tanto abbiamo già scritto in Come bloccare le chiamate dei call center sul cellulare.

Revocare i consensi

Un altro modo per difenderti dal call center è di inviare, per ognuna delle società che ti telefona, una lettera raccomandata o una email di posta elettronica certificata contenente una chiara diffida: in essa bisogna revocare ogni consenso eventualmente dato in precedenza al trattamento dei propri dati e chiedere la cancellazione del numero dagli elenchi. Bisognerà specificare che, in caso di mancata ottemperanza all’ordine, si procederà per le vie giudiziarie.

A riguardo bisogna ricordare che ogni società è obbligata ad avere una Pec. Dunque, se anche tu ne hai una, questo sistema è rapido, veloce e gratuito.

note

[1] Cass. sent. n. 38224/17.

[2] Cass. sent. n. 3311/2017 dell’8.02.2017.

Autore immagine: 123rf com

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