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Come detrarre figli a carico

5 settembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 settembre 2017



Detrazione per figli a carico: a chi spetta, quando e come si può chiedere, come si calcola.  

La detrazione per i figli a carico consiste in un importo che si può sottrarre dalle tasse, cioè che diminuisce l’Irpef dovuta (l’imposta sul reddito delle persone fisiche): l’importo varia a seconda del numero dei figli a carico, della loro età, della presenza di figli disabili e del reddito complessivo del genitore.

La detrazione, solitamente, viene fruita ogni mese in busta paga o nel cedolino della pensione o del diverso trattamento spettante: in questo modo il dipendente, o il pensionato, subisce una trattenuta più bassa sullo stipendio o sulla pensione. Dato che, però, i calcoli effettuati nel cedolino o nella pensione sono provvisori, l’importo definitivo della detrazione spettante viene stabilito nella dichiarazione dei redditi.

A chi spetta la detrazione per figli a carico

La detrazione spetta per ogni figlio a carico: un figlio si considera a carico se il suo reddito annuo non supera i 2840,51 euro. Ciò vuol dire che se il lavoratore fruisce, in busta paga, della detrazione per un figlio a carico e questo, nell’anno, percepisce un reddito che supera la soglia, la detrazione fruita dovrà essere restituita in sede di conguaglio annuale o di dichiarazione dei redditi.

La detrazione, normalmente, spetta ad entrambi i genitori al 50%%, salvo accordo che preveda la detrazione al 100% in favore del genitore col maggior reddito.

Se un genitore è a carico dell’altro, il beneficio spetta nella misura del 100% a quest’ultimo.

Per i genitori separati, la detrazione varia a seconda delle modalità dell’affidamento dei figli:

  • affidamento ad uno solo dei genitori: spetta al 100% al genitore affidatario, salvo diverso accordo che ripartisca la detrazione al 50% o la attribuisca interamente al genitore col reddito più elevato;
  • affidamento congiunto o condiviso, figli maggiorenni (non affidabili): spetta al 100% al genitore affidatario, salvo diverso accordo che ripartisca la detrazione al 50% o la attribuisca interamente al genitore col reddito più elevato;
  • imposta incapiente del genitore avente diritto alla detrazione: il genitore incapiente può devolvere all’altro la detrazione non fruita, e questi è tenuto a riversare l’intera detrazione, o il 50%, in caso di affidamento congiunto .

Per i genitori non coniugati, se ci sono provvedimenti di affido, vale la disciplina applicabile ai genitori separati o divorziati; se non ci sono provvedimenti di affido, vale la disciplina applicabile ai genitori coniugati.

Come si chiede la detrazione per figli a carico

La detrazione per figli a carico viene automaticamente calcolata in sede di dichiarazione dei redditi; il contribuente, perché la detrazione possa essere calcolata, deve inserire i codici fiscali dei figli a carico, specificando:

  • per quanti mesi risultano a carico (la ripartizione è su base mensile se il figlio è nato in corso d’anno, se nel corso dell’anno compie 3 anni, in quanto la detrazione spettante è diversa, o se nell’anno si sposa e risulta a carico del coniuge);
  • se sono minori di 3 anni o portatori di handicap;
  • qual è la percentuale di carico (deve essere uguale per tutti i figli).

Se il lavoratore vuole fruire della detrazione per figli a carico in busta paga, deve compilare un’apposita domanda al datore di lavoro, dichiarando il numero di figli a carico, la percentuale di carico e la presenza di figli minori di 3 anni o portatori di handicap.

Se si vuole fruire della detrazione nel cedolino di pensione, o nel cedolino relativo alla particolare prestazione erogata dall’Inps (ad esempio la disoccupazione), bisogna inoltrare un’apposita domanda all’istituto:

  • attraverso il servizio online “Detrazioni fiscali – domanda e gestione”, accessibile se l’interessato è in possesso di pin dispositivo;
  • attraverso il Contact center Inps;
  • attraverso i servizi di un patronato.

Come si calcola la detrazione per figli a carico

La detrazione per figli a carico si calcola tramite una formula, che varia a seconda dell’età dei figli, del reddito, del possesso di handicap e del numero dei figli:

  • figlio minore di 3 anni: 1.220 × [(95.000 – reddito complessivo) / 95.000];
  • figlio da 3 anni in su: 950 × [(95.000 – reddito complessivo) / 95.000].

Per ogni figlio, il minuendo e il divisore (cioè i 95.000 euro) sono aumentati di 15.000 euro. Ad esempio, se si hanno 3 figli la detrazione, per ciascun figlio, sarà pari alla seguente espressione:

  • 220 × [(125.000 – reddito complessivo) / 125.000] se il figlio ha meno di 3 anni;
  • 950 × [(125.000 – reddito complessivo) / 125.000] se il figlio ha da 3 anni in su.

I 95.000 euro sono dunque aumentati di 15.000 per il 2° figlio e di ulteriori 15.000 per il 3° figlio, sino ad arrivare a 125.000 euro.

Dal 4° figlio in su, le detrazioni teoriche di 1.220 e 950 euro sono aumentate, rispettivamente, a 1.420 euro, per i figli minori di 3 anni e 1.250 euro per quelli da 3 anni in su, cioè sono aumentate di 200 euro.

Se un figlio è portatore di handicap, la detrazione teorica è aumentata di 400 euro.

Esempio di calcolo detrazione figli a carico

La formula matematica da applicare non è unica per tutti i figli ma, come abbiamo visto, deve essere calcolata una detrazione differente per ogni figlio. Ad esempio, se Tizio ha 2 figli, di cui uno minore di 3 anni, ed uno maggiore di 3 anni portatore di handicap, considerando un reddito complessivo pari a 20.000 euro, ha diritto alle seguenti detrazioni:

  • per il figlio minore di 3 annila detrazione teorica è pari a 1.220 euro ed il coefficiente è pari a 125.000 euro (aumento di 15.000 per ogni figlio successivo al  primo); la detrazione è dunque pari a: 1.220 × [(125.000 – 20.000) / 125.000]= 1.024,80 euro;
  • per il figlio con più di 3 anni portatore di handicapla detrazione teorica è pari a 950 euro aumentata di 400 euro, dunque pari a 1.350 euro ed il coefficiente è pari a 125.000 euro (aumento di 15.000 per ogni figlio successivo al  primo); la detrazione è dunque pari a 1.350 × [(125.000 – 20.000) / 125.000]= 1.134 euro.

Pertanto al contribuente spetta una detrazione complessiva per i due figli a carico di 2.158,80 euro: questo importo sarà sottratto all’imposta dovuta.

 

Detrazione per famiglie numerose

Per chi ha dai 4 figli in su, oltre alle esaminate detrazioni per ogni figlio a carico, spetta un’ulteriore detrazione, unica per tutti i figli, nota col nome “Bonus famiglie numerose.

La detrazione è pari a 1.200 euro indipendentemente dal reddito, a prescindere dal numero di mesi nei quali ciascun figlio risulta a carico: ad esempio, se in una famiglia nasce il 4° figlio il 31 dicembre, il bonus famiglie numerose spetta per intero.

Se il contribuente è incapiente, cioè la detrazione è maggiore dell’imposta dovuta, questa non si azzera all’azzerarsi dell’imposta, ma si forma un credito a suo favore pari all’importo del bonus non fruito, considerando le altre detrazioni spettanti già sottratte dai tributi dovuti. Ad esempio, se l’Irpef a carico del contribuente è pari a 5000 euro, ed ha già fruito delle detrazioni spettanti per familiari a carico pari ad un totale di 4800 euro, con soli 200 euro della detrazione famiglie numerose il tributo si azzera. I restanti 1000 euro possono allora essere utilizzati come credito d’imposta.

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