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Telefonate call center: come funziona il prefisso unico

5 settembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 settembre 2017



Al vaglio nuove norme contro le chiamate moleste del telemarketing: prefisso di tre cifre per identificare i call center e nuovo registro delle opposizioni.

Alzi la mano chi non ha mai avuto uno scatto di rabbia all’ennesima telefonata di un call center. Sul fisso o sul cellulare e anche più volte al giorno: prima chiama l’operatore telefonico, poi quello dell’energia, poi – addirittura – l’azienda che proprio quel fine settimana ha un venditore nella tua zona. Per nessun motivo puoi rifiutare la loro offerta speciale (il sottoscritto ha perfino ricevuto degli insulti per non averlo fatto: come mi permetto di non risparmiare con la meravigliosa proposta che mi viene fatta?).

Ora che ci penso: sono tre giorni che non mi chiama l’operatore della mia compagnia telefonica. Sono seriamente preoccupato, spero stia bene.

La pazienza si perde facilmente, pur pensando che dall’altro capo del telefono c’è una persona che lavora, spesso precaria, con turni impossibili e per quattro soldi. Anche se sarebbe carino sapere perché una compagnia telefonica che opera in Italia mi fa chiamare da un call center dell’Albania che quasi non mi capisce quando parlo.

Il fatto è che, per una volta, la politica fa un favore ai cittadini e non viceversa. I due strumenti approvati dal Senato (all’unanimità, si vede che sono tutti vittime del telemarketing) per limitare, se non addirittura sopprimere, le chiamate moleste con l’offerta del giorno dovrebbero rendere le giornate dei cittadini più tranquille. Soprattutto all’ora di pranzo o di cena. Ma dovrebbero anche – dicono le associazioni di categoria dei call center – rendere la vita più amara agli addetti ai lavori: secondo le loro stime, potrebbero andare in fumo circa 20mila posti. Si tratta del prefisso unico e di una rivisitazione del registro delle opposizioni, quell’elenco a cui uno si iscrive e, teoricamente – ma molto teoricamente – impedisce ad un operatore di telemarketing di contattarlo.

Vediamo come funziona questa doppia possibilità di chiudere con le chiamate moleste, sempre che la Camera abbia il tempo di approvare definitivamente la legge prima di fine legislatura.

Come evitare chiamate moleste con il prefisso unico

La normativa approvata dal Senato (che deve diventare ancora legge) prevede la creazione del prefisso unico per evitare di rispondere ad un call center (o per accettare di farlo se si fosse interessati, non si sa mai).

In che cosa consiste? Si tratta di un prefisso composto da tre cifre (che verranno stabilite in un secondo momento) abbinato a tutti gli operatori che fanno telemarketing, cioè pubblicità e vendita di prodotti o servizi. Come funziona? Semplice: quando un call center ci chiama, vedremo sul display il prefisso unico, cioè quelle tre cifre in testa al numero che ci sta chiamando. In questo modo, sapremo che dall’altro capo ci sarà un operatore di telemarketing e potremmo decidere se alzare o meno la cornetta evitando le chiamate moleste, l’effetto sorpresa e l’imbarazzante momento in cui si deve appendere senza dire nulla o rispondere «no, grazie, gliel’ho già detto una decina di volte che non m’interessa».

A pensarci bene, con questo sistema qualche compagnia telefonica ci guadagnerà. Sì, perché, mentre sul cellulare vediamo sempre il numero di chi ci chiama (a meno che non sia stato oscurato, ma questo per i call center con il prefisso unico non può succedere), sul fisso bisogna abbonarsi all’apposito servizio (per Tim, ad esempio, il servizio «Chi è»). Quindi, per sapere se ci chiama un call center a casa, dovremo pagare qualche euro al mese.

Come evitare chiamate moleste col registro delle opposizioni

Esiste già ma, a quanto pare, con risultati lontani da quelli sperati. Ecco perché il Parlamento sta tentando di rivisitare il registro delle opposizioni, cioè quell’elenco a cui l’utente telefonico si iscrive per impedire le telefonate dei call center. Perché non funziona?

Perché al registro delle opposizioni si possono iscrivere solo gli utenti che hanno il numero sull’elenco telefonico. Pochi, rispetto a quelli che hanno il telefono fisso a casa e hanno tentato di restare invisibili agli occhi indiscreti. Per non parlare dei cellulari, di cui non esiste un vero e proprio elenco telefonico ma che, in base a chissà quale cabala (o accordo con le compagnie?) arrivano nelle mani degli operatori di telemarketing. Ogni volta che l’utente chiede: «Scusi, ma chi le ha dato il mio numero?» la risposta cade nel vuoto. Mah. Non è da escludere che abbiamo autorizzato noi la compagnia telefonica a darlo ai call center in una di quelle clausole scritte sul contratto in lettera minuscola.

Ad ogni modo, l’iscrizione al registro delle opposizioni comporta il fatto di non poter più ricevere una sola telefonata di telemarketing. Le aziende del settore devono consultare il registro mensilmente e aggiornare le proprie liste. La società che sgarra potrebbe pagare una multa fino a 250mila euro e vedersi revocata l’autorizzazione per la fornitura del servizio.

Volete sapere di più su come evitare le telefonate pubblicitarie? Leggete qui.

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Autore immagine: 123rf.com

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