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In malattia devo rispondere al cellulare?

5 settembre 2017


In malattia devo rispondere al cellulare?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 settembre 2017



Obbligo di reperibilità escluso sia per il dipendente malato o in ferie, che per il dipendente che ha cessato il proprio turno di lavoro.

Se hai mal di testa, l’ultima cosa che vorresti sentire è lo squillo del telefono. Se non sei andato al lavoro e ti sei preso un giorno di malattia ti troverai probabilmente nella stessa condizione e, spesso, a letto, ti sarà impossibile prendere il cellulare e rispondere al direttore o agli altri impiegati che ti cercano. Magari qualcuno, credendo di fare il furbo, ti invia un messaggio su WhatsApp in attesa della doppia spunta verde che ti incastri. Il fatto però che tu abbia aperto lo smartphone e trovato le chiamate perse o i messaggini in attesa di lettura non vuol dire che sei anche in grado di richiamare e metterti a disposizione dei capi o dei colleghi. Che fare in questi casi? Sforzarsi e rendersi disponibile oppure far leva su qualche legge che ti consente, in malattia di non rispondere al cellulare? Cerchiamo di capire come stanno le cose nel nostro paese.

I cellulari hanno aperto il problema della reperibilità continua dei dipendenti, anche quando non è prevista dal contratto di lavoro. Un problema particolarmente sentito durante le ferie (buttare il telefonino in mare è il sogno di più di un villeggiante). Ma, come abbiamo visto nell’articolo Ferie, il dipendente deve rispondere al telefono?, non c’è obbligo di mettersi a disposizione del capo se la vacanza è già iniziata. Fermo restando che il contratto collettivo di lavoro potrebbe prevedere diversamente (sarà quindi opportuno dargli una sbirciatina).

Ora, se è vero che, se sei al mare, potresti non rispondere al cellulare perché sei sul motoscafo a goderti le onde o rilassato sul materassino a riva, quando invece sei malato hai spesso la testa che ti scoppia e, probabilmente, hai anche messo il silenziatore sul cellulare. Il che potrebbe anche giustificarti. Ma il punto non è tanto trovare una scusa plausibile che ti consenta di spiegare perché non hai risposto alla chiamata o al messaggio; la questione è se esiste o meno una legge che ti imponga di rispondere al cellulare quando sei in malattia e che, dall’altro lato, autorizzi il datore a fare la voce grossa al tuo rientro.

Si può far finta di niente quando squilla il telefono e si è ormai fuori dall’azienda?

Per poter rispondere dobbiamo ricordare quali obblighi ha il malato:

  • comunicare immediatamente la propria indisponibilità all’azienda in modo che possa provvedere alla sua sostituzione finché è assente;
  • sottoporsi a visita medica (diagnosi che non può essere fatta per telefono);
  • accertarsi che il medico di famiglia invii il certificato all’Inps (passaggio che avviene per via telematica);
  • rimanere a casa durante gli orari di reperibilità per la visita fiscale;
  • fuori dalle fasce di reperibilità può anche uscire di casa ma non può svolgere mansioni di lavoro concorrente con il proprio datore né attività che possano pregiudicare o rallentare il decorso della sua malattia.

Al di là di ciò, il dipendente non ha alcun obbligo nei confronti dell’azienda. Non è quindi compreso l’obbligo di rispondere al telefono. E se il collega di ufficio non sa dove hai messo un documento, e si sta affannando a cercarlo, dovrà aspettare il tuo rientro. Certo, questo potrebbe anche intralciare l’attività aziendale, il che potrebbe anche suggerirti di trovare un temperamento tra le tue esigenze di riposo e quelle dei colleghi che hanno preso il tuo posto. Ma ciò non può spingersi fino ad “affliggerti” giornalmente o più volte nell’arco della stessa giornata.

Quanto abbiamo appena detto non vale però solo per il caso di ferie o di malattia, ma tutti i giorni, al termine del lavoro. Una volta cessato il proprio turno, il dipendente italiano ha il diritto di non leggere le email e i messaggi del capo o dei colleghi ricevuti fuori dall’orario di lavoro. In realtà, il dipendente non è neanche tenuto a rispondere al telefono, benché si tratti di utenza aziendale. Resta fermo che ogni contratto collettivo può prevedere degli obblighi di reperibilità per determinate categorie di lavoratori. Obblighi diversi possono essere previsti invece per il dirigente, per il quale la reperibilità è invece “la regola”.

note

Autore immagine: 123rf com


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