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Lo sai che? Apprendisti: per i nuovi assunti, l’azienda non paga più contributi

Lo sai che? Pubblicato il 2 novembre 2012

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> Lo sai che? Pubblicato il 2 novembre 2012

Per tutti gli apprendisti assunti fino al 31 dicembre 2016, l’azienda non pagherà più i contributi.

La nuova “Legge di stabilità 2012” [1] stabilisce per i datori di lavoro che assumano da 1 a 9 apprendisti:

– per i primi tre anni: lo sgravio totale dei contributi maturati;

– per i successivi e fino alla fine del contratto: l’aliquota al 10%.

L’Inps ha diffuso oggi una circolare [2] (scaricabile a questo indirizzo) con cui ha chiarito gli aspetti contributivi e normativi della nuova disciplina

La concessione dello sgravio è subordinata al rispetto delle condizioni previste dalla disciplina comunitaria “de minimis[3]. Di che si tratta?

In generale, ogni aiuto che uno Stato membro eroghi in favore delle proprie aziende deve essere preventivamente comunicato alla Commissione Europea, affinché questa ne vagli la compatibilità con il mercato comune. Tanto serve per evitare che le sovvenzioni alle aziende di una nazione possano falsare il gioco della concorrenza all’interno del mercato comunitario.

A questa regola non sono però soggetti gli aiuti cosiddetti “de minimis”: quelli cioè entro una determinata soglia massima, entro la quale non necessitano di comunicazioni alla Commissione Europea.

La soglia de minimis

Gli aiuti concessi su un periodo di tre anni e che non superano la soglia dei 200.000 euro non vengono considerati aiuti di Stato e quindi non devono essere comunicati alla Commissione Europea.

Il periodo di tre anni da prendere in considerazione corrisponde a tre esercizi finanziari.

Per il settore del trasporto su strada, è contemplata una specifica soglia di 100.000 euro.

Aiuti trasparenti

Onde prevenire abusi, il regolamento si applica unicamente agli aiuti de minimis trasparenti.

Un aiuto si definisce trasparente qualora sia possibile determinarne in precedenza l’importo preciso, senza necessità di effettuare un’analisi del rischio.

Sono pertanto considerati trasparenti:

1) gli aiuti sotto forma di prestiti il cui importo è calcolato sulla base dei tassi d’interesse praticati sul mercato al momento della concessione dell’aiuto;

2) gli aiuti sotto forma di conferimenti di capitale quando l’importo totale dell’apporto pubblico è inferiore alla soglia de minimis;

3) gli aiuti sotto forma di misure a favore del capitale di rischio ove il regime relativo al capitale di rischio interessato preveda apporti di capitali per un importo non superiore alla soglia de minimis per ogni impresa destinataria;

4) gli aiuti sotto forma di garanzie di prestiti se la parte del prestito non supera 1,5 milioni di euro (750 000 euro nel settore del trasporto su strada). I paesi dell’Unione europea (UE) possono tuttavia concedere garanzie per prestiti superiori a 1,5 milioni di euro dimostrando, sulla base di un metodo accettato dalla Commissione, che la parte di aiuto contenuta nella garanzia non supera i 200 000 euro.

Campo di applicazione

Dal campo di applicazione del regolamento sono esclusi il settore della pesca e dell’acquacoltura, la produzione primaria dei prodotti agricoli, gli aiuti all’esportazione, gli aiuti che favoriscono i prodotti nazionali, il settore carboniero, gli aiuti destinati all’acquisto di veicoli per il trasporto e gli aiuti alle imprese in difficoltà.

Nel concedere un aiuto de minimis, i paesi dell’UE devono peraltro comunicare all’impresa l’importo dell’aiuto concessole precisando che si tratta di un aiuto de minimis.

 

 

 

note

[1] Legge n. 183/2011, art. 22.

[2] Circolare Inps n. 128/12.

[3] Regolamento CE n. 1998/2006.


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