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Rinvio a giudizio: può essere comunicato a voce?


Rinvio a giudizio: può essere comunicato a voce?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 settembre 2017



Il pubblico ministero può comunicare il rinvio a giudizio del cliente solo all’avvocato e solo a voce?

La richiesta di rinvio a giudizio del pm non può essere orale, ma deve rispettare i requisiti di forma previsti dal codice di procedura penale [1] e, quindi, innanzitutto deve essere redatta in forma scritta.  La richiesta, poi, che è datata e sottoscritta dal pm, deve essere depositata dal pm medesimo nella cancelleria del giudice. Poiché, però, la richiesta di rinvio a giudizio è nulla se non è preceduta dall’avviso all’indagato della conclusione delle indagini, nonché dall’invito a presentarsi per rendere l’interrogatorio, qualora la persona sottoposta alle indagini abbia chiesto di essere sottoposta ad interrogatorio, è chiaro che non vi sarà alcuna formale richiesta di rinvio a giudizio (di cui la lettrice ed il suo legale possono venire a conoscenza e prendere visione) prima che lei, ed il suo legale, abbiano ricevuto l’avviso di chiusura delle indagini preliminari. Tale avviso di chiusura delle indagini preliminari deve essere comunque notificato alla lettrice ed al suo avvocato di fiducia e contiene la sommaria enunciazione del fatto per il quale si procede, delle norme di legge che si assumono violate, della data e del luogo del fatto, con l’avvertimento che la documentazione relativa alle indagini espletate è depositata presso la segreteria del pubblico ministero e che l’indagato e il suo difensore hanno facoltà di prenderne visione ed estrarne copia. L’avviso contiene altresí l’avvertimento che l’indagato ha facoltà, entro il termine di venti giorni, di presentare memorie, produrre documenti, depositare documentazione relativa ad investigazioni del difensore, chiedere al pubblico ministero il compimento di atti di indagine, nonchè di presentarsi per rilasciare dichiarazioni ovvero chiedere di essere sottoposto ad interrogatorio. Se l’indagato chiede di essere sottoposto ad interrogatorio il pubblico ministero deve procedervi. Quando il pubblico ministero, a seguito delle richieste dell’indagato, dispone nuove indagini, queste devono essere compiute entro trenta giorni dalla presentazione della richiesta. Il termine può essere prorogato dal giudice per le indagini preliminari, su richiesta del pubblico ministero, per una sola volta e per non più di sessanta giorni. Le dichiarazioni rilasciate dall’indagato, l’interrogatorio del medesimo ed i nuovi atti di indagine del pubblico ministero sono utilizzabili se compiuti ancorché sia decorso il termine stabilito dalla legge o prorogato dal giudice per l’esercizio dell’azione penale o per la richiesta di archiviazione [2].

La richiesta di rinvio a giudizio (che il pm avrebbe nel caso della lettrice solo preannunciato) deve essere preceduta dall’avviso di chiusura delle indagini preliminari che ha il contenuto sopradetto ed è importante rimarcare che dalla sua notifica l’indagato ha, come risulta dal testo sopra riportato, facoltà specifiche per potersi difendere (può chiedere di essere interrogato) e visionare atti. Se tale avviso non fosse stato ancora notificato, è chiaro che evidentemente la richiesta di rinvio a giudizio non può risultare ancora depositata dal pm nella cancelleria del giudice poiché, come detto, la legge prevede a pena di nullità che la richiesta di rinvio a giudizio debba essere preceduta da tale avviso. Se, invece, tale avviso fosse stato già notificato, è comunque pure imposto che la stessa richiesta di rinvio a giudizio sia notificata personalmente (oltre che all’avvocato) e notificata assieme all’avviso del giorno, luogo e ora dell’udienza preliminare.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte

note

[1] Di cui agli articoli 416 e 417 cod. pen.

[2] Art. 415 bis cod. proc. pen.

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